La carie, definizione, età colpite, fattori predisponenti

Posted on : 02-08-2011 | By : Daniele | In : prevenzione e cura in odontoiatria

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La carie è una malattia infettiva, trasmissibile, dovuta a diversi fattori (multifattoriale); interessa i tessuti duri del dente causando nel tempo, se non trattata, la distruzione e la perdita di denti.  Si ritiene sia responsabile del 50% delle perdite dentali; talvolta così importante da richiedere la necessità di estrazioni (anche multiple).  La presenza o l’assenza di denti e la loro integrità sono legati alla qualità di vita e al grado di autostima dei soggetti. Oltre alla carie, le perdite di tessuto dentale possono essere causate da traumi e difetti di sviluppo. Anche l’usura dentale fa perdere tessuto per erosione, attrito e abrasione, che di solito sono associati  a bruxismo leggi http://www.medicitalia.it/minforma/Odontoiatria-e-odontostomatologia/699/Bruxismo-come-riconoscerlo-e-come-affrontarlo. Ci sono correlazioni tra perdita di denti e insorgenza di patologia dell’articolazione temporomandibolare (malocclusione, click, dolore dell’articolazione temporo-mandibolare, ecc. ) leggi http://www.danieletonlorenzi.it/?p=79. È soprattutto  la mancanza di più molari a favorire (o accelerare) l’insorgenza di questa patologia, più frequente nel sesso femminile. La notevole frequenza nella popolazione mondiale ne fanno una malattia importante nel quadro generale della sanità pubblica. Negli ultimi decenni si è osservata, nei paesi industrializzati, una riduzione della sua incidenza. Per spiegare questa riduzione si fa riferimento ai programmi di informazione e di prevenzione che sono stati attuati per migliorare l’igiene orale e per informare sul corretto  consumo degli zuccheri. I denti ricostruiti con otturazioni o protesi fisse (corone) presentano una probabilità maggiore di quelli sani di  ripresentare carie e di  necessitare (in quel caso) di ulteriori restauri successivi sempre più estesi. Se le otturazioni dentali e le eventuali ricostruzioni protesiche non sono corrette espongono al rischio di carie secondarie anche delle radici radicolari necessitando spesso il ricorso all’estrazione. Otturazioni e ricostruzioni protesiche fisse che non rispettano l’anatomia delle gengive espongono inoltre al rischio di insorgenza di piorrea.

In caso di carie o di altre cause (es. trauma) si deve eliminare qualsiasi cosa che taglia la lingua o le altre gengive (restauri rotti e/o taglienti, protesi incongrue ecc.).

Cause.

Dovuta a molti fattori (eziologia multifattoriale) è causata dai cosiddetti “batteri cariogeni”, dalla quantità di zuccheri presenti nel cavo orale e dal livello di igiene orale dell’individuo. La prevalenza in alcune famiglie fa pensare ad un influsso genetico nella patologia.

Età colpite: colpisce tutte le età ed aumenta di pari passo con gli anni. Nei giovani, è la malattia infettiva cronica più frequente. L’incidenza nelle varie età è illustrata dal seguente grafico:

 

Dati su campioni significativi di soggetti in età adulta sono assenti, probabilmente per la difficoltà a  raccogliere informazioni in queste fasce di età. Col passare degli anni l’incidenza è comunque meno frequente rispetto all’età evolutiva.

Fattori predisponenti:

 

Presenza di malattie sistemiche (o il decadimento delle condizioni di salute generale) si ripercuotono sul cavo orale; diabete insulino-dipendente, HIV, neoplasie, deficit psichici, le patologie che deprimono il sistema immunitario (neutropenie), le collagenopatie.

Trattamenti terapeutici e farmacologici quali l’irradiazione cervico-facciale, i farmaci che riducono la salivazione (xerostomizzanti), l’uso cronico di cortisone e degli immunosoppressori possono portare alla perdita degli elementi dentari.

Abitudini nocive come l’uso di droghe o il fumo. Da segnalare che nei fumatori la mancanza di denti (edentulismo) è doppio rispetto ai non fumatori

Cattive condizioni socioeconomiche.


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