La deglutizione normale e quella atipica.

Posted on : 12-09-2011 | By : Daniele | In : articolazione temporomandibolare

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Definizione:  sequenza motoria che ha la funzione di portare il contenuto del cavo orale allo stomaco, che implica la contrazione coordinata di vari muscoli nella bocca, nella faringe, nella laringe e nell’esofago, mediante la quale il bolo alimentare inviato dalla bocca perviene allo stomaco.

Frequenza:

  • circa 150 volte durante i pasti nel corso delle 24 ore;
  • spontaneamente una volta ogni 45 secondi durante la veglia;
  • circa ogni 20 minuti durante il sonno.
Un totale di più di 1000 volte durante le 24 ore

 

I movimenti si dividono in:

1)      volontari (che tutti conosciamo);

2)       ritmici; in cui è volontario l’inizio e la fine del movimento. Quando decidiamo di mangiare, è volontaria la scelta del cibo, la sequenza dell’introduzione di cibo solido o di acqua. Sarebbe troppa fatica pensare a tutti i movimenti necessari alla masticazione (automatica).

3)      Involontari come i riflessi.

Dopo la masticazione la lingua spinge il bolo verso la parte posteriore del palato e contro la faringe. Questa cosa stimola i meccanocettori a livello del sistema nervoso centrale (SNC) in una zona denominata bulbo e da qui prendono il via una serie di neuroni che compongono una rete complessa che fa passare il bolo dall’esofago alla faringe. La deglutizione non dovrebbe coinvolgere i muscoli mimici della bocca, quando questi sono coinvolti si parla di deglutizione atipica. 

Controllo nervoso

Neuroni afferenti al SNC (che dalla periferia vanno al cervello) stimolano un generatore centrale di impulsi (central pattern generator) costituito da una rete di neuroni (nel bulbo) che costituisce il cosiddetto centro della deglutizione. Una rete di interneuroni coordinano temporalmente tutte le fasi della deglutizione. Anche se la deglutizione può avvenire su comando centrale, (senza stimoli periferici) in realtà questi sono sempre presenti e influenzano la deglutizione in maniera importante. Si tratta di un fenomeno assai complesso in cui sono coinvolti diversi sistemi sensoriali. La vista del cibo, il suo profumo, i rumori ad esso associati stimolano la salivazione provocando deglutizioni più frequenti.

Ritorniamo al nostro cibo, decidiamo di portare in bocca una forchettata di pasta.

  • Preparazione alla deglutizione. La masticazione sminuzza il cibo. L’azione dei muscoli della bocca lo “mescola” alla saliva, prodotta dalle ghiandole salivari che contiene ptialina, un enzima che comincia a “spezzare” l’amido cotto in destrine e maltosio. Quando il  bolo  alimentare giunge  nello  stomaco,  l’acidità del  contenuto  gastrico  abolisce l’azione della ptialina, con l’eccezione di quelle parti di cibo non ancora invase dal succo gastrico. Ecco perché quando si dice che la digestione avviene nella bocca, si dice una cosa vera.
  • Deglutizione orale.   Sono coinvolti circa 20 muscoli. La punta della lingua andando dietro al palato nella cosidetta “papilla retroincisiva” o “spot palatino” spinge il bolo dapprima contro il palato e poi ancora più indietro, aiutata dal muscolo buccinatore della guancia. I muscoli elevatori mandibolari si contraggono, i denti vanno a contatto le labbra vanno in chiusura impedendo l’uscita del cibo dal cavo orale. Posteriormente il palato molle impedisce che il cibo vada in gola in maniera scoordinata (soprattutto in trachea). In questa fase, inizia un arresto della respirazione che si continua anche durante tutta la fase faringea, si distingue nettamente dalle altre in quanto la deglutizione può essere fermata e ripresa in qualsiasi momento. Quindi l’atto della deglutizione che avviene nel subconscio può tornare in qualsiasi momento sotto il controllo della volontà (fase consapevole e volontaria). Perché? Normalmente non ci facciamo caso, ma se nel nostro bolo alimentare è presente una lisca di pesce un sistema di allarme blocca la deglutizione consentendo di sputare il cibo. I muscoli della lingua spremono verso la faringe il bolo alimentare come se fosse pasta dentifricia spremuta dal suo contenitore. La porzione faringea della lingua si abbassa per favorire il deflusso del cibo nella faringe. Al di fuori del pasto la deglutizione avviene quando in bocca ci sono 1-3 ml di saliva.
  • Fase faringea  involontaria. Nel primo tratto è consapevole (abbiamo la percezione del bolo che passa). Si creano “sigilli” affinché il cibo non ritorni in bocca e non vada nelle vie respiratorie (trachea). Le sue pareti riccamente innervate mandano segnali affinché l’esofago si rilasci. In questa fase La punta della lingua resta solidamente appoggiata nella stessa posizione e i denti sono sempre a contatto. L’osso ioide si sposta verso l’alto e verso l’avanti. La bocca e i suoi muscoli partecipano quindi a questa fase.
  • Fase esofagea. II bolo, spinto verso il basso, entra nello stomaco dallo sfintere esofageo inferiore che si richiude immediatamente per impedire il reflusso gastrico. La respirazione ricomincia. Attraverso un sistema di innervazione “onde” nervose (peristalsi) mandano impulsi per far progredire il bolo nello stomaco.

Durata: la fase orale e faringea dura 0,6-1 sec. quella esofagea può durare oltre 10 sec.

 

Deglutizione durante lo sviluppo

compare tra la decima e la quattordicesima settimana della vita fetale, periodo in cui viene deglutito liquido amniotico importante per lo sviluppo delle funzioni intestinali. Infatti alla nascita la deglutizione deve già essere efficiente, dapprima solo di natura riflessa (non volontaria) regolata dal riflesso di suzione che avviene chiudendo le labbra sul capezzolo o sulla tettarella del biberon.

FUNZIONI DELLA DEGLUTIZIONE

  • i movimenti della lingua e la deglutizione riversano i microorganismi nello stomaco, dove il succo gastrico li distrugge.

Sempre il medico presta attenzione al fatto che:

1)      Non sia presente una lesione nervosa dei centri della deglutizione. È consigliabile quindi effettuare come prima battuta una visita neurologica che escluda lesioni gravi;

2)      Che un maxillofacciale escluda ostruzioni meccaniche delle vie digestive superiori;

3)      Che il gastroenterologo escluda un reflusso gastrico;

Spesso si dimentica che la deglutizione avviene in tre fasi (buccale, faringea ed esofagea) in cui non esiste alcuna pausa e l’atto deve essere considerato come un complesso unico ed armonico di movimenti nel quale, una volta che abbia avuto inizio la prima fase, le altre due seguono inevitabilmente. Se parte in disarmonia (nella fase orale) ben difficilmente potrà diventare armonica.

Di sicuro la deglutizione scorretta (dovuta ad alterata funzione del cavo orale), chiamata deglutizione atipica, è meno grave rispetto a lesioni del sistema nervoso o ad ostruzioni permanenti di faringe ed esofago. La maggior parte dei pazienti non presentano gravi lesioni ed una visita odontoiatrica presso un dentista che conosce la deglutologia (una branca specialistica dell’odontoiatria) è spesso trascurata. Rappresentano (questi pazienti) probabilmente il maggior numero di soggetti giovani con problemi alla deglutizione.

La muscolatura mimica non partecipa attivamente alla deglutizione Durante la deglutizione normale adulta si dovrebbe osservare solo il movimento della laringe che prima si innalza e poi si abbassa. Se si rendono visibili contrazioni e smorfie della muscolatura facciale, soprattutto del mentale e dell’orbicolare inferiore, si deve sospettare un disequilibrio funzionale, come nel caso della foto seguente.

 

La punta della lingua invece che appoggiarsi le palato nel cosiddetto “spot palatino” si posiziona dietro ai denti superiori od inferiori, altre volte addirittura tra le arcate dentali. I denti sono messi in una posizione determinata dal bilanciamento della spinta verso l’esterno della lingua e una verso l’interno dei muscoli buccinatori della guancia. Se la lingua non si muove in maniera coordinata è spesso presente “palato stretto“, altre volte se la punta della lingua si pone dietro i denti superiori questi “si sventagliano anteriormente” (denti sventagliati) condizione detta di seconda classe dentale. Quando la lingua spinge in maniera anomala i denti inferiori spesso c’è una situazione di terza classe solo dentale, ma spesso associata a crescita eccessiva della mandibola terza classe ossea.

La spinta della lingua contro i denti può arrivare fino a 20 N.

NON TUTTI I SOGGETTI CON DEGLUTIZIONE ATIPICA PRESENTANO MALOCCLUSIONE DENTALE.

Spesso è associata a disturbi cognitivi e/o alterazioni genetiche come la sindrome di Down.

 

Memoria e postura.

Posted on : 12-09-2011 | By : Daniele | In : postura

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Camminare, stare in piedi o seduti a leggere (o davanti al computer) non è sempre corretto e avviene in maniera inconscia. I più bravi in informatica possono vedere con la webcam qual è la nostra posizione alla scrivania, la sorpresa è frequente. Se la postura al computer è scorretta, si può variare fino a raggiungere quella corretta aiutati dalla nostra immagine sullo schermo. Naturalmente si vede la simmetria tra parte destra e sinistra e non la posizione delle spalle.

Lo schema del passo.

Il modo con cui camminiamo o stiamo in piedi non è una cosa immutabile. Il tempo e gli eventi sono in grado di modificarli. Prendiamo ad esempio un giovane ragazzo di sedici anni e ipotizziamo che abbia un corretto svolgimento del passo. Se durante una partita al pallone s’infortuna a un ginocchio, o a una caviglia, assumerà una posizione e un’andatura che tenendo conto di questo dolore porterà ad appoggiarsi prevalentemente sull’altro lato (andatura antalgica) per tutto il tempo che il dolore sarà presente. Uno schema memorizzato del passo, sarà cancellato e ne sarà immesso un altro, che avverrà in maniera automatica finché ci sarà necessità di “proteggere” il lato con il dolore. Il tempo spesso è abbastanza lungo perché qualcosa di questa postura anomale resti “in memoria” impedendo di ritornare alla posizione abituale. Stessa cosa avverrà per una banale appendicectomia, il corpo (inconsciamente) piegherà indietro la parte colpita a difenderla. Il tempo del dolore potrebbe essere abbastanza lungo e rimanere in memoria.

La memoria

Abbiamo visto che questa parola non vuol dire solo ricordare quanto letto o quanto ascoltato, ma che interviene anche in maniera diversa. Esiste una “memoria biologica” che regola la vita dell’uomo. La mattina ci alziamo di solito sempre allo stesso orario, abbiamo fame e tendiamo ad addormentarci alla stessa ora. Molte delle nostre azioni quotidiane sono regolate dall’abitudine. La più semplice forma di memoria di cui molto è conosciuto fino ai meccanismi cellulari. Camminare con il dolore (andamento antalgico) comporta una modifica della memoria del movimento fino a che questo dolore è presente. Finito il dolore, si ritorna al passo corretto? Alcune prove su strumenti elettronici indicano il contrario. Alcune pedane baropodometriche hanno programmi che consentono una riprogrammazione. Salendo sopra si rileva la proiezione del baricentro a terra che può essere in posizione non proprio ideale. Il programma cambia il baricentro con una nuvola. All’improvviso compare il sole in una posizione a sorpresa e con la nostra nuvola (che rappresenta il baricentro) si deve coprire il sole. In un altro programma si evidenzia se il nostro baricentro è spostato a destra o a sinistra, se il peso appoggiato nei due lati è identico permettendoci di “ricentrarci” in anterioposteriorità e in lateralità. Il rischio (a non farlo) è che la memoria di difesa dal dolore (dovuto al trauma) rimanga in parte alterando la nostra postura.

La prevenzione nel paziente portatore di protesi su impianti

Posted on : 09-09-2011 | By : Daniele | In : Protesi

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Paziente portatore di manufatti protesici  implanto-supportati

 

Il paziente che deve sottoporsi a terapia protesica su impianti deve essere certo di essersi fatto spiegare bene (e di aver capito) la differenza tra denti naturali e impianti osteointegrati.

Il dentista spiegherà:

  • l’importanza dell’adeguato controllo della placca batterica prima, durante e dopo l’esecuzione delle terapie;
  • informerà sulle corrette manovre di spazzolamento e sui colluttori che possono aiutare il paziente soprattutto nei primi tempi.
  • Indicherà il tipo di dispositivi di igiene orale più adeguati al caso;

 

Prima della seduta implantare

 

l’odontoiatra dovrà:

 

  • sensibilizzare il paziente alla cessazione o alla riduzione del fumo;
  • trattare le malattie parodontali e le gengiviti fino alla fine del sanguinamento gengivale.

 

Alla fine del trattamento

 

implantoprotesico si deve:

 

effettuare una seduta di igiene orale professionale ogni 3 mesi (almeno inizialmente e nei casi di protesi estesa) nella quale il professionista valuterà:

  • la profondità del sondaggio,
  • l’eventuale sanguinamento delle fixture implantari,
  • la presenza di placca;
  • se il paziente effettua una corretta igiene orale domiciliare;
  • se il soggetto usa gli strumenti corretti (scovolini interdentali, fili interdentali adeguati), spazzolini monociuffo;

 

alla fine l’odontoiatra rimuoverà i depositi di placca e tartaro sopragengivale, con gli adeguati strumenti  (punte ultrasoniche dedicate, scaling e curettes in titanio, teflon, ecc.);

prevenzione carie in età adolescenziale

Posted on : 09-09-2011 | By : Daniele | In : news dalla scienza

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Prevenzione della carie nei bambini  (età evolutiva) e nei soggetti in età  adolescenziale

 

La carie fino alla fine dell’età scolare rappresenta la patologia principale per il soggetto.

In questo periodo la gengivite (malattia parodontale) è meno frequente di quella cariosa ma va comunque effettuata.

È necessario informare i genitori sui comportamenti corretti di igiene

  • Sconsigliare la somministrazione di bevande dolci con il biberon, specie nel periodo notturno, al neonato.
  • Se ne devono occupare i genitori nel caso di bambini nei primi anni di vita (0-3 anni). Nel periodo neonatale, quando non sono ancora presenti i denti in bocca, usare le garze umide per rimuovere i batteri dal cavo orale del neonato. Ai 3 anni di vita la dentatura decidua è completa. A questa età è utile la prima visita odontoiatrica per spiegare al bambino come effettuare la corretta pulizia dei denti con spazzolino e dentifricio (sotto controllo dei genitori). Si passa dall’uso delle garzine passate dai genitori alle corrette tecniche di spazzolamento dei bambini. Da questa età si consigliano visite di controllo annuali, per motivare maggiormente i piccini allo spazzolamento ed effettuare (laddove il professionista lo ritenga necessario) le necessarie manovre di igiene dentale. Importante per la motivazione dei bambini e per consentire ai genitori il controllo della situazione spiegare l’uso dei rilevatori di placca. È necessario insistere sulla necessità di limitare l’assunzione degli zuccheri semplici, specie di quelli che hanno un elevato tempo di permanenza in bocca (es. caramelle gommose che si appiccicano ai denti). Questi zuccheri favoriscono la proliferazione dei microorganismi patogeni. Si consiglia di introdurre l’uso del filo interdentale agli 8 anni di età.
  • Anche dopo i 6 anni, età in cui il bambino aumenta la propria autonomia, quando il bambino lava i denti da solo è necessaria la saltuaria supervisione dei genitori.
  •  applicazione di sigillanti nei solchi e nelle fossette dei denti cuspidati appena erotti (entro 2 anni dall’eruzione con controllo della loro integrità ogni 6-12 mesi);

Cosa fa il dentista durante le visite di controllo nei  pazienti in età adolescenziale?

 

  • misura l’indice di placca ed effettua un controllo della salute delle gengive.
  • Effettua, laddove necessario, un trattamento professionale (scaling e root planing).
  • Cura precocemente le piccole carie. Un programma di controllo così preciso consentirà di agire precocemente in modo da trattare le eventuali lesioni quando queste sono ancora molto piccole. La frequentazione regolare presso lo studio dentistico previene la comparsa di ogni forma di fobia nel bambino.
  • L’odontoiatra controllerà anche tutti i tessuti della bocca (lingua, gengive, ghiandole salivari); la presenza di eventuali malocclusioni dentali saranno inviate all’ortodontista.
  • Grande attenzione sarà posta alle “abitudini viziate” es. succhiamento del pollice, anomalie della deglutizione, respirazione orale.
  • Diagnosi delle patologie ortodontiche da inviare all’odontoiatra-ortodonzista.

 

Fattori che aumentano il rischio di carie nell’adolescenza necessitando di richiami più frequenti: assunzione di alcool, droghe o fumo. In presenza di aumento di probabilità di contrarre la carie si  può usare test salivari per la valutare la presenza di alcuni batteri (Streptococcus mutans e di Lactusbacillus spp.). Quando aumenta la probabilità di carie è necessario sottoporre i soggetti a  visite di controllo ogni 3 mesi.

 

  • Riguardo l’assunzione di fluoro nell’età evolutiva la discussione sul rapporto costi/benefici è argomento di molte discussioni. Scopo di questo articolo è quello di esporre le cose che sono condivise da tutti e si invita ad approfondire ognuno l’argomento su altri articoli specifici.

La carie, definizione, età colpite, fattori predisponenti 

http://www.danieletonlorenzi.it/?cat=49

Come si previene la comparsa della carie (prevenzione primaria):

Carie, gravidanza, parto precoce e salute del neonato.

Posted on : 09-09-2011 | By : Daniele | In : news dalla scienza

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Studi recenti evidenziano come tra le cause di parti precoci, ci siano processi infiammatori acuti della madre, sia intrauterini che localizzati in distretti lontani dai genitali. Anche se le evidenze scientifiche sono (al momento) scarse si consiglia una cura delle infezioni del cavo orale quando si pianifica la gravidanza. Si segnala che l’infiammazione delle gengive (dalla parodontite alla piorrea) sembra avere una maggiore importanza sia per il parto prematuro che per la salute del nascituro.

Diversi studi di evidenza clinica indicano la possibilità di trasmissione dei batteri (soprattutto Streptococcus mutans)  tra madre e bambino.

Abbassare la carica microbica della madre si traduce in minore insorgenza di carie nel bambino stesso.

In gravidanza è necessario:

  • aumentare, se possibile,  l’ igiene orale domiciliare con spazzolino e filo interdentale.
  • Eseguire sedute di igiene orale professionale presso lo studio odontoiatrico (scaling e root planing) a inizio gravidanza per la neo-mamma con successivi richiami trimestrali. Se ha avuto in precedenza (o presenta tuttora) parodontite o ipertrofia gengivale gravidica o epulide gravidica, i richiami devono essere bimestrali o mensili.

Consigliare un’alimentazione materna a contenuto controllato di carboidrati mono- e disaccaridi.

Bibliografia su riviste scientifiche internazionali:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21429074

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18378759

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1592159/?tool=pubmed

Articoli sulla carie dal sito

carie, prevenzione, diagnosi, terapia, conseguenze, categorie sociali più colpite

http://www.danieletonlorenzi.it/?p=523

La carie, definizione, età colpite, fattori predisponenti

http://www.danieletonlorenzi.it/?p=463

 

carie, prevenzione, diagnosi, terapia, conseguenze, categorie sociali più colpite

Posted on : 09-09-2011 | By : Daniele | In : prevenzione e cura in odontoiatria

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La carie, definizione, età colpite, fattori predisponenti 

http://www.danieletonlorenzi.it/?cat=49

Come si previene la comparsa della carie (prevenzione primaria):

  1. a.      Igiene orale personale, che deve essere in relazione con le capacità manuali del soggetto nelle diverse età. Per i bambini in età evolutiva vedi paragrafo seguente. Nel caso di soggetti con ridotte capacità manuali è consigliabile uno spazzolino elettrico che utilizzi il cosidetto “movimento di Bass modificato”. Anche nei soggetti con capacità manuali mantenute l’uso di questo strumento è consigliabile.
  2. b.      Educazione alimentare è legata alla frequenza dell’assunzione degli zuccheri (bevande o cibi) nella giornata. L’assunzione di bevande e cibi contenenti carboidrati semplici è sconsigliata fuori dai pasti.  L’elevata frequenza dell’assunzione di cibo aumenta la probabilità di carie.
  3. c.       Sigillature dei solchi e delle fessure dei denti per tutti i bambini. La loro efficacia è massima se vengono applicate nei 2 anni successivi all’eruzione degli elementi dentari definitivi. La loro integrità va controllata ogni 6-12 mesi ed eventualmente vanno ripetute.
  4. d.       motivare il paziente all’igiene orale a casa. L’adeguato e corretto spazzolamento riduce significativamente la presenza di placca. È preferibile l’uso di uno spazzolino elettrico rispetto a quello manuale, specie nei soggetti con ridotta abilità. Tutti i soggetti devono essere correttamente istruiti sull’importanza della corretta prevenzione e sul trattamento precoce della carie dentale.

La prevenzione della ricomparsa della carie in età adulta (prevenzione secondaria) è importante dato che è la principale causa di insuccesso nei casi di ricostruzione dentale (otturazione) o di riabilitazione protesica fissa.

 

Come si fa la diagnosi:

  • Con l’esame clinico quando la carie è in punti visibili;
  • Con indagini radiografiche come l’ortopantomografia (panoramica) o la piccola rx endorale quando si trova in sedi difficilmente visibili (interdentali) o quando si vuole valutare la profondità della lesione, il suo rapporto con l’endodonto (nervo dentale), l’eventuale presenza di granulomi, ecc.

Terapia

  • Posizionamento della diga;
  • Asportazione del tessuto dentale compromesso;
  • Se l’endodonto (nervo dentale) non è coinvolto si chiude con composito senza devitalizzare; se la vitalità del nervo è compromessa si devitalizza prima di chiudere.
  • Nel caso la distruzione del dente sia marcata, può rendersi necessario ricostruire con perni; quelli in fibra danno buone soddisfazioni in un numero elevato di casi.

Conseguenze: se non trattata precocemente può causare dolore, infezioni, problemi alimentari e (di conseguenza) della crescita corporea; la mancanza di denti che può causare può indurre l’insorgenza di  problemi nella vita di relazione.

Molti studi indicano che la perdita di denti può essere significativamente associata a:

  • disturbi digestivi;
  • malattie cardio-circolatorie (ipertensione, infarto, ictus), forse per fattori nutrizionali (minore assunzione di vegetali e fibre e maggiore introito di grassi saturi e calorie).
  • Aumento del rischio di insorgenza di cancro (orale, esofageo, gastrico, pancreatico, polmonare). Anche la presenza e la terapia di tumori aumenta l’incidenza delle carie.

 

Per le correlazioni tra mancanza di denti e problematiche posturali del rachide, le cose sono assai discusse, ma sono probabili correlazioni.

carie interprossimale (tra i denti) talvolta di diagnosi difficile è necessario le piccole radiografie endorali.

carie dello smalto e della dentina, arrivata vicino alla polpa dentaria, quando questa sarà coinvolta si avrà il classico terribile "mal di denti"

movimenti di ppulizia con lo spazzolino dal colletto del dente (parte più vicina alla gengiva)  verso la parte incisale.attenzione a questa zona della bocca

 

 

Categorie sociali più colpite.

Nei Paesi a più elevato reddito, come l’Italia, sono più colpiti gli strati sociali (le fasce “deboli” della popolazione) a reddito inferiore. In Italia abbiamo infatti un Nord più sano, seguito dal Centro e dal Sud.

Cosa non deve essere la postura

Posted on : 06-09-2011 | By : Daniele | In : news dalla scienza

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Malocclusione e postura

Posted on : 06-09-2011 | By : Daniele | In : articolazione temporomandibolare

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Quest’argomento ha originato discussioni infinite, posizioni e approcci diversi.

Finalmente il Ministro della Salute Ferruccio Fazio ha coinvolto Enrico Garaci (Presidente delI’Istituto Superiore di Sanità) e i più bei nomi della scienza italiana per fare un’importante analisi degli studi scientifici internazionali e fare chiarezza sull’argomento.

I risultati sono scritti nei Quaderni della Salute N° 7 Odontoiatria di comunità: criteri di appropriatezza clinica, tecnologica e strutturale. La tabella suesposta è pubblicata in quel lavoro.

Ne è risultato che i dolori da difetti di masticazione, possono interessare oltre che il cavo orale (articolazione temporomandibolare e muscoli masticatori) zone a distanza fino a ora impensabili. Se infatti c’è una correlazione tra seconda classe dentale e mascellare spostato in avanti, provate ad avanzare di poco la testa e a stare per 5 minuti in quella posizione. Sentirete le dita dei piedi che “si piegano” (dita a griffe o a martello).  La malocclusione dentale è, infatti, definita come la causa di dolore muscolo scheletrico più frequente dopo il mal di schiena e la più frequente causa di dolore di faccia testa e viso.

Riassumendo:

1) il ministero dice che alcuni tipi di malocclusione sono correlati al mascellare superiore avanzato (quindi tutta la testa è in avanti);

2) se proviamo a spostare la testa avanti si sentono modifiche dell’appoggio plantare;

3) se la malocclusione modifica l’appoggio plantare è difficile pensare che gli altri distretti del corpo non siano coinvolti.

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