Bite alti 15-20 mm!!! Perché?

Posted on : 24-05-2016 | By : Daniele | In : news dalla scienza

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Premessa.

Un grosso problema che ostacola (secondo me) la trasformazione della gnatologia in scienza è lo scorretto approccio al suo studio rifugiandosi dietro il concetto che la scienza e la medicina sono fenomeni non lineari. Oltre trenta anni fa i fisici per primi si resero conto che in molti sistemi complessi l’intero è maggiore della somma delle sue parti. E’ evidente che il superamento di concetto lineare dove il risultato è uguale alla somma delle sue parti ha consentito da una parte di comprendere meglio il meccanismo delle malattie e dall’altra ci ha impietosamente messo di fronte a problemi complessi. Ecco allora che nelle infezioni non sempre vanno bene alcuni antibiotici, nell’ipertensione si usano farmaci diversi da caso a caso. Talvolta si abbassa la frequenza con i betabloccanti, altre volte è necessario dare dei diuretici, sempre con linee guida e ragionando sulla fisiopatologia della malattia. In gnatologia e nella postura questo talvolta non avviene chissà forse per pigrizia ci si nasconde dietro alla “scienza non lineare”. E’ lo stesso smarrimento che Dante descrive così bene “Nel mezzo di cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita.” ma il Sommo la cerca e anche noi dovremmo darci da fare. E’ nella consapevolezza che tanto più un sistema è complesso tanto maggiore è la necessità di approfondire. Attualmente si parla di “superbatteri” resistenti a tutti gli antibiotici che la scienza ci mette a disposizione. La medicina è non lineare e allora si deve smettere di fare ricerca? No davvero questo atteggiamento è pericoloso.

Bite e scienza non lineare.

Essendo la gnatologia e la postura scienze non lineari come detto sopra c’è la necessità di uno studio ancora maggiore dei fenomeni singoli che legati tra loro danno risultati diversi dalle somme dei fenomeni stessi. Un soggetto può presentare malocclusione dentale senza dolore ed un altro con malocclusione dentale minima può avere compromessa la qualità della vita… come abbiamo visto  ”l’intero è maggiore della somma delle sue parti”. Abbiamo due vie, chiudere gli occhi oppure seguire l’esempio di Dante che “nella selva oscura” ci si è addentrato cercando la strada con maggiore attenzione e impegno. La concentrazione del cortisolo (o la risposta allo stesso) ad esempio è probabilmente diversa nei diversi soggetti o diversa è la risposta allo stress che il cortisolo rappresenta. Gnatologia scienza complessa? Certo!!! Quale soluzione? Le neuroscienze ci offrono un lume per trovare la strada.

Fisiologia e bite.

Naturalmente scopo del bite è sicuramente (ri)trovare il corretto ingranaggio dentale, ma l’altezza può rappresentare un valore aggiunto?

Molti miei post suscitano spesso una domanda: “Bite alti quasi 2 centimetri hanno un senso in fisiologia?” Vediamo di dare una risposta. Intanto in era preanestesia si alzava già la masticazione per ottenere un effetto antidolorifico

Fig 1.

Vediamo di dare un senso a questa osservazione.                                                                            

Il dolore in tutte la parti del corpo si genera secondo le stesse modalità 

Fig 2

Spiegazioni più approfondite su http://www.danieletonlorenzi.it/news/vie-del-dolore-riflesso-di-allontanamento/ e da questi stimoli dolorosi si genera un dolore forte e  immediato che viene anche chiamato “primo dolore” (o dolore primario) forte che dura poco e veloce (fibre mielinizzate Aδ) a raggiungere il midollo spinale con lo scopo di difesa dal dolore stesso (riflesso di allontanamento) al quale segue un “secondo dolore” (o dolore secondario) lento perché condotto dalle fibre C demielinizzate.     Fig3

Quest’ultimo spesso è percepito a lungo e diviene esso stesso malattia. Ci possiamo difendere attraverso il meccanismo del controllo a cancello del dolore.

  

Fig 4

http://www.danieletonlorenzi.it/news/perche-le-terapie-manuali-riducono-il-dolore-la-teoria-del-cancello/

Ci sono fibre che generano dolore di tipo (utili per il riflesso di allontanamento dal pericolo) e fibre C che possono innescare i meccanismi del dolore cronico.

Le fibre non dolorifiche di tipo sono quelle in grado di contrastare questo secondo dolore che è quello che cronicizza e che rovina spesso la vita del paziente.                                                                                                                                    

Alcuni tipi di bite possono attivare le fibre Aβ?      

 

Fig 5

I corpuscoli di Pacini e i recettori a fiorami attivano fibre non dolorifiche di tipo in grado di attivare i meccanismi di controllo del dolore bloccando i segnali del dolore.

Questi corpuscoli sono attivati quando si sbadiglia o quando le arcate dentali sono lievemente aperte (a 15-20 mm). Ecco che “lo sbadiglio forzato” ha un senso in fisiologia del cavo orale.

Fig 6 Anche l’allungamento dei muscoli fa scaricare i fusi neuromuscolari in misura maggiore e cosa succede quando aumenta la scarica trigeminale? Si attiva il riflesso trigemino vagale o trigemino cardiaco. Bite alti si!!!!! per avere una marcia in più. Trovare il corretto ingranaggio tra i denti quando il bite è alto è un po più complesso ma non è difficile da farsi (una volta imparata la tecnica).

Interessante notare che questi corpuscoli di Ruffini vengono stimolati anche dalle vibrazioni e questo spiega come quello strumento tipo “scacciapensieri” proposto da Bernard Bricot attivi dei meccanismi antidolorifici, attraverso l’attivazione dei corpuscoli di Ruffini e quindi dei meccanismi del controllo del cancello del dolore.

I bite di altri tipi funzionano? Certo che si…

Altre metodiche danno risultati ottimi specie in mano a buoni operatori ma certi meccanismi vanno conosciuti.

Fig 7

Quando lo stimolo è di ampiezza bassa (punto a)) c’è uno stimolo non sufficiente a far partire il potenziale d’azione.

Nella parte b) lo stimolo è in grado di attivare il potenziale d’azione secondo la legge del tutto o nulla per un periodo di tempo inferiore allo stimolo indicato in d) dove lo stimolo è più ampio e il potenziale d’azione dura più a lungo e rilascia una quantità di mediatore maggiore. I corpuscoli di Merkel e di Ruffini sono stimolati dallo stiramento della cute…. più la bocca è aperta maggiore sarà lo stimolo.

 

 

 

Un altro esperimento sull’uomo.

F. Lobbezo, P.F. Sowman, K.S. Turker. Modulation of human exteroceptive jaw reflex during simulated mastication. Clinical Neurophysiology (2009) 

Fig 8 
In un numero statisticamente significativo di soggetti con occlusione normale e non sopposti a trattamento ortodontico è stato svolto il seguente 
esperimento. Si è posto in bocca il dispositivo disegnato sopra con la piastra superiore fissa e l'inferiore mobile con un lettrodo di stimolazione al labbro inferiore.

Si è cercata una sensazione dolore lieve 2-3 su scala di valutazione 0-10 e moderato ( punteggio 5-6) con la scala di valutazione del dolore 0-10 con 0 che indica assenza di dolore e 10 il massimo dolore possibile.

La risposta agli stimoli dolorosi è stata minore con i denti lontani, maggiore quando arrivavano vicino all’occlusione. I risultati migliori si avevano con le arcate a distanza di 17- 18 mm, serviva cioè uno stimolo elettrico più alto per avere dolore.

Io che facevo bite prima di conoscere questo esperimento ho trovato un supporto alla mia pratica quotidiana.

Riassumendo:

La gnatologia è come le altre branche della medicina una scienza complessa (non lineare);

la risposta alla confusione non può essere che ragionare su quello che si fa;

io adotto una metodica con bite alti come suggerito dagli studi di neurofisologia e dalle evidenze sperimentali;

questa metodica ottiene stimolazioni più potenti come si vede nella figura 7 e induce una maggiore memoria della corretta posizione mandibolare conseguita;

Per registrare correttamente il morso rilasso la muscolatura con spring device 

Altra possibilità per rilassare i muscoli della masticazione è 

Un altro dispositivo si chiama TheraBite®, informazioni al sito commercializzato da Atos Medical

L’esperimento illustrato in figura 8 conforta la scelta dei 17-18 mm come “l’altezza più efficace nella terapia”;

confezionare bite alti non è sufficiente si deve registrare un rapporto nella corretta traiettoria di apertura e chiusura della bocca;

Confezionare bite alti non è sufficiente bisogna saperli fare.

Bite di altro tipo possono essere altrettanto validi in mano ad operatori esperti.

Naturalmente curato il dolore sarà necessario riabilitare le arcate dentali alla giusta dimensione verticale.

È necessario, per finalizzare il caso eseguire un altro bite di simulazione di fine trattamento secondo una tecnica corrente con cui l’operatore ha manualità. 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cosa c’è in comune tra il disordine temporomandibolare e il mal di schiena?

Posted on : 18-05-2016 | By : Daniele | In : news dalla scienza

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L’alterata regolazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) è un valido marcatore biologico di stress.

Questo studio valuta se le alterazioni di questo sistema sono un indicatore di cronicità comune sia nella lombalgia che nel disordine temporomandibolare. A questo scopo sono stati raccolti campioni di cortisolo salivare da 78 pazienti (41 con disordine temporomandibolare e 37 con mal di schiena) al risveglio e dopo 20 minuti al giorno per 2 settimane. I pazienti ad alto rischio per il dolore cronico avevano alti livelli di cortisolo rispetto pazienti a basso rischio. I pazienti ad alto rischio sono inoltre esposti ad una maggiore variabilità in termini di secrezione di cortisolo rispetto ai pazienti a basso rischio. Questi risultati forniscono la prova che l’alterazione di questi meccanismi endocrini sono importanti fattori di rischio per il dolore cronico sia per il disordine temporomandibolare che per il mal di schiena.

Considerazioni:

Nel disordine temporomandibolare alla malocclusione è associato un alto livello di cortisolo che è un ormone dello stress. Gli obbiettivi da perseguire sarebbero

quindi due:

  • Cercare un corretto rapporto tra le arcate dentali;
  • combattere lo stress (causa dell’aumento del cortisolo). Si fa presente che un bite che comporti un aumento della dimensione verticale sui 15-20 mm attiva il riflesso trigemino cardiaco o trigemino vagale (dati in pubblicazione) il più potente riflesso autonomico (del relax) del vertebrato.
I soggetti con lombalgia che abbiano anche disordine temporomandibolare trarrebbero giovamento dall’uso di opportuni bite.

Questo aspetto sarà trattato in maniera approfondita al corso  http://www.danieletonlorenzi.it/news/corso-di-gnatologia/

Curriculum breve Dr Daniele Tonlorenzi

Posted on : 17-05-2016 | By : Daniele | In : news dalla scienza

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Dr. TONLORENZI DANIELE Dal 1995 si occupa (per alcuni anni) di fotobiologia nella perimplantite e nella piorrea con il Prof. Giulio Jori dell’Università di Padova con una pubblicazione G.Jori, D. Tonlorenzi “Photodynamic Therapy for the Treatment of Microbial Infections” nella rivista Photodinamics news.
Socio fondatore del C.R.I.S.A.F. Centro di Ricerca Interuniversitario (partecipano Università Pisa, Firenze e Siena) sull’Anatomia Funzionale Neurofisiologia e Patologia delle Posture Statiche e Dinamiche del corpo umano (Organismo riconosciuto dalla Regione Toscana di prevenzione e terapia posturale e del dolore muscolo scheletrico con Delibera N° 550 del 29-06-2009).
Sono visibili su Espacenet (Ufficio Europeo Brevetti) 7 risultati http://worldwide.espacenet.com/searchResults?compact=false&ST=advanced&IN=daniele+tonlorenzi&locale=en_EP&DB=EPODOC; il numero 3 è supportato da articolo scientifico (G. Jori, D. Tonlorenzi “Photodynamic Therapy for the Treatment of Microbial Infections” nella rivista Photodinamics news) citato da altri 15 articoli. L’applicazione della terapia fotodinamica nella terapia delle infezioni descritta (per la prima volta) nel brevetto succitato (aprile 1996) è presente su google scholar in molte pubblicazioni inserendo su https://scholar.google.it/ le parole chiave “Photodynamic Therapy Microbial Infections”.
Il brevetto “DEVICE FOR TREATING OR PREVENTING CEREBRAL DISEASES, ARTERIAL HYPERTENSION, CEREBRAL STROKE, NEURODEGENERATIVE DISEASES” ha portato al coinvolgimento della Fondazione Monasterio di Cardiofisiologia Clinica, del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Pisa e della Federico II di Napoli. Questo brevetto è stato ripreso ed ampliato da altri brevetti, es. http://www.google.com/patents/US5746703che lo citano chiaramente.
Pubblicazioni scientifiche internazionali:
G. Jori, D. Tonlorenzi “Photodynamic Therapy for the Treatment of Microbial Infections” Photodinamics news
Lapi D, Colantuoni A, Del Seppia C, Ghione S, Tonlorenzi D, Brunelli M, Scuri R “Persistent effects after trigeminal nerve proprioceptive stimulation by mandibular extension on rat blood pressure, heart rate and pial microcirculation”. Arch Ital Biol. 2013 Mar
Brunelli M., Coppi E, Tonlorenzi D, Del Seppia C, Lapi D, Colantuoni A, Scuri R, Ghione S. Arch Ital Biol. 2012 Dec; Prolonged hypotensive and bradycardic effects of passive mandibular extension: evidence in normal volunteers. Arch Ital Biol. 2012
D’Angelo M., Zanfrini S., Tonlorenzi D., G. Traina. (2014) The influence of mandibular stretching in athletes subjected to high intensity workout and in cyclists. JOURNAL OF BIOTHECNOLOGY, suppl. 185, S100.
Segretario del C.R.I.S.A.F. Centro di Ricerca Interuniversitario (Università di Pisa, Firenze e Siena) sull’Anatomia Funzionale Neurofisiologia e Patologia delle Posture Statica e Dinamica del corpo umano
Organismo Regione Toscana di Coordinamento Prevenzione e terapia posturale e del dolore muscolo scheletrico, Delibera N° 550 del 29/06/2009 

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