Falso, bufale, fregnacce, fake news perché ci cadiamo? Ci vuole fegato!!!!!

Posted on : 11-03-2017 | By : Daniele | In : news dalla scienza

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Vediamo in questo articolo perché a causa di istinto, passione, calcolo, seduzione, fascino e interpretazione, l’istinto umano non può resistere alle notizie false, alle “fregnacce” per dirla alla romana, alle “fake news” come si chiamano in inglese. Il racconto affascinante e seduttivo di un’opinione diffusa (non importa se errata o superata) è troppo coinvolgente. Il rischio “bufala” è vicino vicino.               

Vuoi mettere una notizia di quelle scritte apposta per farsi “sharare”, “linkare”, che va per la maggiore e che ci consente l’approvazione del gruppo di cui facciamo parte?

Argomentare, usare la logica contro il racconto seduttivo ed affascinante di un’opinione diffusa…. battaglia persa in partenza?

Scriveva Benedetto Croce, che ”La maggior parte dei professori hanno definitivamente corredato il loro cervello come una casa nella quale si conti di passare comodamente tutto il resto della vita; da ogni minimo accenno di dubbio… diventano nemici velenosissimi, presi da una folle paura di dover ripensare il già pensato e doversi mettere al lavoro.

Questa paura porta porta i potenti, quelli con la mente già “arredata” a dover essere molto più potenti e strillare molto di più per negare l’ovvio che per sostenerlo. Augurandosi (loro) che ci siano sempre mentine per l’irritazione alla gole che ne deriva. Quando due opinioni si confrontano tra soggetti che fanno parte di gruppi diversi, aumenta l’arroganza e talvolta la violenza (in ambito polico).

 

 

Per comprendere i meccanismi di tutto ciò si deve capire cos’è la de-individuazione, come internet è capace di provocarla, come può essere un ostacolo alle nostre conoscenze. Quando apparteniamo ad un gruppo ci sentiamo tutelati e accettati senza doverci aspettare conseguenze. Per capire cos’è un gruppo dobbiamo fare la differenza con folla e massa.

La folla è un assembramento casuale di persone che non si conoscono, magari in coda ad uno sportello.

La massa è un assembramento di persone che condividono emozioni o impulsi comuni, ad esempio i tifosi di una squadra condividono solo il tifo calcistico e sono organizzati poco e casualmente (magari prendono lo stesso pulman).

Il gruppo al contrario è un insieme di persone molto strutturate e organizzate tra loro che si pone in una situazione di legame molto forte.

In un movimento politico che lotta per ideali comuni, si può individuare un gruppo che è molto più forte della semplice somma degli individui presi a se. Le persone che ne fanno parte agiscono insieme, co-agiscono in comportamento collettivo molto forte. Riconoscere e condividere alcune regole rende i partecipanti al gruppo sereni e tranquilli. Quando facciamo parte di un gruppo scientifico, il nostro aggiornamento e la nostra posizione critica saranno “anestetizzati”. 

L’algoritmo di Facebook ( Newsfeed) è progettato con questa logica. Continueremo a vedere le notizie dai gruppi e dalle persone a cui mettiamo “mi piace” (like) o con cui scambieremo informazioni. È un meccanismo di autoconferma che esclude altre variabili dall’equazione e che trasforma (di fatto) eventi scientifici in una sorta di mantra che poco hanno a che fare con la scienza.

In psicologia un fenomeno detto bias di conferma ci spiega come siamo alla continua ricerca di prove che confermino le nostre opinioni trascurando quelle che sono in contrasto.

È un fenomeno che coinvolge tutti, anche le persone più intelligenti ed aperte. È uno dei pregiudizi più studiati dalle scienze cognitive che difende le nostre idee personali, che sono quelle del gruppo sociale in cui ci siamo formati. Rifiutare queste sarebbe un grosso danno al nostro appartenere ad un gruppo. Questo meccanismo ostacola in ultima analisi la valutazione corretta, pubblica e privata, di opinioni ed argomenti

Il confirmation bias favorisce la propaganda (scientifica, politica, ecc.), giustifica coloro che hanno una bassa fiducia nella credibilità dei mass media perché questo meccanismo porta ad ignorare e/o disprezzare le evidenze scientifiche, consente di manipolare le opinioni, favorisce il conformismo sociale. Purtroppo questi meccanismi condizionano anche la scienza consentendo il permanere di opinioni scientifiche che non hanno (più) giustificazioni. Da troppo tempo spesso abbiamo mandato in vacanza la nostra voglia di apprendere, sappiamo già tutto ed è tutto quello che sa il nostro gruppo di appartenenza, cambiare idea richiede “fegato”.

Stai sempre male? Vai dallo psichiatra!!!

Posted on : 09-03-2017 | By : Daniele | In : area medica

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Quante volte capitano pazienti che hanno solo disordine temporomandibolare o patologie cosiddette “posturali”? I pazienti che capitano alla mia osservazione hanno spesso associati altri sintomi: cefalea, dolore facciale atipico, dolore muscolare (mialgia) ed alle articolazioni, affaticamento, nausea, tachicardia, mal di schiena (lombalgia), stispi, senso di gonfiore addominale, stanchezza cronica, senso di instabilità quando si cammina (dizziness).                                              Qual’è lo specialista cui il paziente si deve riferire quando sono presenti diversi di questi sintomi? Questa domanda se la poneva già un’attenta revisione della letteratura fatta nel settembre 1999 nella prestigiosa rivista The Lancet con il titolo “Functional somatic syndromes: One or many?” S Wessely e C Nimnuan psicologi del St Thomas’ School of Medicine, di Londra e Kennedy Tower e M Sharpe psichiatri dell’università e dell’ospedale di Edinburgh arrivavano alla conclusione che esiste una sostanziale sovrapposizione tra le singole sindromi e che le somiglianze tra di loro superano le differenze. Questi casi tra di loro hanno in comune la difficoltà del medico che non trova analisi (del sangue, ecografie, radiografie, ecc.) in grado di aiutarlo a spiegare al paziente la causa del suo malessere.

La revisione ipotizzava che l’esistenza di specifiche sindromi somatiche sono in gran parte un artefatto della specializzazione medica. Finire in cura da uno specialista o dall’altro spesso è solo frutto del caso. 

Disturbo da sintomi somatici o somatoforme è il termine che compare nell’ultima classificazione psichiatrica del DSM V (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali).

I gastroenterologi classificheranno questi disordini gastrointestinali come sindrome del colon irritabile, per gli specialisti di malattie infettive si tratterrà di fatica cronica postvirale, i reumatologi parleranno di fibromialgia.

Quante donne che soffrono di sindrome premestruale si riconosceranno in questo schema?

L’ansia e la depressione, spesso associate, saranno la causa o la conseguenza?

Diversi nomi sono quindi stati dati dai medici a questi sintomi inspiegabili, somatizzazione, disturbi somatoformi, sintomi clinicamente inspiegabili, preferendo in molti il termine di sintomi somatici funzionali, quelli cioè che, dopo opportuna valutazione medica, non possono essere spiegati come appartenente ad una definita malattia medica. Problema risolto abbiamo dato un nome ai nostri dubbi. La revisione finiva che questi pazienti hanno elevati livelli di stress. Nell’articolo già si parlava di sensibilità chimica multipla. 

Diciotto anni dopo cosa dice la letteratura? È possibile che la masticazione influisca su queste cose? Alcuni tipi di bite sono una possibile terapia? Perchè?

Questo è l’argomento dei miei prossimi corsi…. di sicuro un “approccio” diverso dalla posturologia classica. 

Urge acquisire altri sistemi di misura.

Informazioni a drtonlorenzi@gmail.com

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