Misurare il dolore e i sintomi somatoformi.

Posted on : 30-05-2017 | By : Daniele | In : news dalla scienza

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I pazienti che stanno male e che sono frequentemente in cerca di terapie, secondo le moderne definizioni, si classificano come affetti da sintomi medici inspiegabili (medically unexplained symptoms o MUS) o functional symptoms (sintomi funzionali). La loro diagnosi è spesso confusa tra i vari specialisti, come si può leggere in http://www.danieletonlorenzi.it/tag/dolore-da-somatizzazione/ . In questi quadri sintomatici sono presenti alterazioni metaboliche importanti, aumento della massa grassa, dell’acqua extracellulare, riduzione della massa magra, ecc.

Il bioimpedenziometro fornisce dati insostituibili sullo stato metabolico e di salute del soggetto e rappresenta un affidabile strumento di studio. Quello di questa ricerca è un bioimpedenziometro a doppia frequenza (BIA-ACC) ed è stato testato su un elevato numero di persone:

  • 10.416 soggetti magri senza sintomi (gruppo A);

  • 58.710 soggetti magri con medically unexplained symptoms (MUS) (gruppo B);

  • 30.445 soggetti in sovrappeso/obesi in buona salute (senza MUS) (gruppo C).

I problemi metabolici e lo stress sono maggiori negli obesi senza sintomi o nei magri con dolori fisici?

Questo prezioso strumento di misura ci dice che nel gruppo B (magri con sintomi inspiegabili) l’acqua extracellulare totale del corpo (ECW) è più alta, mentre l’acqua intracellulare (ICW) è inferiore, chiaro segno di infiammazione tissutale. Tutti i parametri sono quindi migliori nei soggetti senza sintomi, anche quelli obesi, rispetto a quelli con sintomi. Anche la curva del cortisolo salivare nei magri con sintomi inspiegabili è alterata (minore la mattina e più alta di sera) rispetto agli altri due gruppi.

Lo studio ha un indice di affidabilità estremamente attendibile (P <0.01 ) su circa centomila pazienti, ci dice che i dati rilevati da questo strumento riguardanti lo stress è attendibile come il dosaggio ematico del cortisolo. Pertanto il BIA-ACC può fornire uno strumento utile, rapido e non invasivo, in clinica distinguendo i pazienti con stress/infiammazione cronica da soggetti sani.

Fonte

Tsigos C, Stefanaki C, Lambrou GI, Boschiero D, Chrousos GP. Stress and inflammatory biomarkers and symptoms are associated with bioimpedance measures. Eur J Clin Invest. 2015 Feb

Migliorare le performances sportive

Posted on : 04-05-2017 | By : Daniele | In : news dalla scienza

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Gli sportivi rilassato rilassati migliorano le performances? I risultati ci dicono di si e per fare estrema chiarezza sono stati MISURATI un numero statisticamente significativo di

SOGGETTI NON MALOCCLUSI (naturalmente con i malocclusi i miglioramenti sono più marcati) per capire meglio i meccanismi.

Obbiettivi dello studio.

  1. Valutare se l’ipotesi che lo stretching mandibolare sia un rilassante indipendentemente dallo stato di normo occlusione.
  2. Valutare se gli atleti senza sintomi di malocclusione dopo essersi sottoposti a tecniche di rilassamento migliorano le performance.

Criteri di inclusione: soggetti che non hanno mai presentato dolore in sede cervicale o facciale e che non presentano rumori all’apertura e chiusura della bocca.

Criteri di esclusione: soggetti con disordini temporomandibolari (fatica alla masticazione, dolore facciale tipico o atipico, rumori ai movimenti della bocca,).

NON è stato usato IL BITE, ma un dispositivo da stretching mandibolare.

I soggetti hanno aperto e chiuso la bocca. Movimenti non eseguiti lateralità e protrusiva.

Risultati ottenuti

Riduzione del tempo impiegato nell’esecuzione di una batteria di esercizi di crossfite e riduzione del tempo di percorrenza della salita presa in esame.

per approfondimenti leggere http://www.danieletonlorenzi.it/news/spring-device/

Perché sono stati ottenuti questi dati?

Nel gesto atletico gli ormoni glucocorticoidei (cortisolo) consentono un compensoadattativo fisiologico, con aumento della pressione e della frequenza cardiaca
per affrontare al meglio la gara. È possibile ottenere un migliore rilassamento attraverso manovre di stretching mandibolare per ottenere un ristoro ottimale dell’atleta.
Studi da noi condotti già hanno dimostrato che le stesse manovre effettuate in soggetti NON MALOCCLUSI abbassano pressione e frequenza cardiaca.

Riferimenti su

D’Angelo M., Zanfrini S., Tonlorenzi D., G. Traina. (2014) The influence of mandibular stretching in athletes subjected to high intensity workout and in cyclists. JOURNAL OF BIOTHECNOLOGY, suppl. 185, S100.

Burch JG, Abbey LM Preliminary study of changes in blood pressure associated with clenching in normotensive and hypertensive subjects. J Am Dent Assoc. 1978 Jul

Brunelli M1, Coppi E, Tonlorenzi D, Del Seppia C, Lapi D, Colantuoni A, Scuri R, Ghione S Prolonged hypotensive and bradycardic effects of passive mandibular extension: evidence in normal volunteers. Arch Ital Biol. 2012 Dec

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