Dolore da somatizzazione o somatoforme o sintomi (clinicamente) inspiegabili.

Posted on : 18-04-2017 | By : Daniele | In : news dalla scienza

0

In un vecchio studio pubblicato in una dei più importanti riviste mondiali della medicina (The Lancet),gli Autori analizzano un gran numero di pubblicazioni scientifiche sulle riviste mediche più importanti riguardanti tutti quei quadri dolorosi che vanno sotto il nome di sintomi somatici funzionali.

Si definisce come funzionale un sintomo somatico che, dopo opportuna medica valutazione,non può essere spiegato in un quadro di una malattia medica convenzionalmente definita.

Si tratta di un gran numero di malattie caratterizzate da sintomi non spiegabili (o funzionali)senza nessun altro cambiamento oggettivo per comprendere (ai medici) o tanto meno spiegare al paziente la causa del suo malessere.

La medicina li chiamerà: sintomi (clinicamente) inspiegabili , dolore da somatizzazione, disturbi somatoformi e sintomi somatici funzionali.

In inglese si parlerà di medically unexplained symptoms (MUS) o di functional symptoms.

Un elenco di questi quadri clinici sono elencati nella tabella allegata come la sindrome dell’intestino irritabile, quella da stanchezza cronica e naturalmente il disordine temporomandibolare (alcuni lo chiamano disordine cranio-cervico-mandibolare).

Sintomi apparentemente diversi come la sindrome premestruale, dolore pelvico cronico, cefalea tensiva, dolore facciale atipico, ipersensibilità chimica multipla, fibromialgia, ecc. ne fanno parte.

Dopo un’attenta revisione della letteratura, concludono che esiste una sostanziale sovrapposizione tra le singole sindromi e che le somiglianze tra di loro superano le differenze.

Gli Autori finiscono dicendo: “Concludiamo dicendo che le definizioni esistenti di queste sindromi, in termini di sintomi specifici è di limitata valore; invece crediamo che una classificazione dimensionale rischia di essere più produttiva.”

Sono state descritte molte sindromi funzionali ed ogni specialità medica ne sembra avere almeno una. In presenza di sintomi inspiegabili (funzionali):

  • i reumatologi valuteranno prevalentemente i dolori muscolari prominenti e parleranno di fibromialgia;
  • i gastroenterologi porranno la loro attenzione sui disordini gastrointestinali e li classificheranno come sindrome del colon irritabile; come sindrome del colon irritabile.
  • per specialisti di malattie infettive, stanchezza cronica e mialgia sarà una sindrome da stanchezza cronica o postvirale.
  • I dentisti lo chiameranno disordine temporomandibolare, ecc.

Abbiamo ipotizzato che l’esistenza di specifiche sindromi somatiche sono in gran parte un artefatto di specializzazione medica. La prestigiosa rivista pubblica al riguardo la seguente tabella.

 

Gli Autori concludono dicendo che la differenza delle specifiche sindromi funzionali è solo la tendenza degli specialisti di concentrarsi solo su quei sintomi pertinenti alla loro specialità, piuttosto che eventuali differenze reali tra i pazienti. Questa ipotesi è stata elaborata considerando che i sintomi delle specifiche sindromi funzionali si sovrappongono tra loro. I pazienti classificati per avere una sindrome somatica funzionale presentano sintomi che soddisfano anche altre classificazioni.

Fibromialgia, cefalea tensiva, intestino irritabile, disordine temporomandibolare?                                                                                                                                                                                 La diagnosi e la terapia sarà decisa in base al primo specialista che visiterà il paziente.

La figura che segue è tratta da una pubblicazione della Società Americana di Reumatologia ed indica i sintomi che si presentano nei soggetti a cui viene fatta la diagnosi di fibromialgia.

E’ evidente che diagnosi e cura saranno di volta in volta diversi a seconda di chi visita per primo il paziente.                                        Una specie di lancio dei dadi.

Di studi che confermano questo approccio ce ne sono ormai molti. Si tratta di una grande sfida per la medicina che comprende sintomi comuni, frequenti persistenti,

con disagio significativo, disabilità e spese inutili delle risorse mediche. Nel Regno Unito i sintomi somatici funzionali e le sindromi di cui fanno parte rappresentano il 20% delle visite mediche.

Anche tra i pazienti ricoverati, una parte sostanziale hanno sintomi funzionali e spesso portano (oltre a gravare in maniera sostenibile sulla spesa sanitaria) alla disabilità.

Lo stress e l’alterazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene è la cosa che accomuna tutte queste patologie che presentano alterazione del ritmo circadiano del cortisolo.

Nel 1999 la strada era tracciata…… gli specialisti hanno continuato nella parcellizzazione del malato.

FONTE.

S Wessely, C Nimnuan, M Sharpe Functional somatic syndromes: one or many ? Review THELANCET • Vol 354 • September 11, 1999

I professionisti interessati possono seguire gli aggiornamenti e le cure proposte a http://www.danieletonlorenzi.it/news/corso-di-gnatologia/

Attualmente i sintomi clinicamente inspiegabili ricercati nell’anamnesi dei medici che seguono i pazienti in maniera globale si chiamano

medically unexplained symptoms (MUS) e si individuano con le seguenti domande:

soffre di stanchezza o di affaticamento persistente?

Ha da tempo disturbi del tono dell’umore? Insonnia e risvegli notturni. Soffre da tempo di sonnolenza durante la giornata? Si sente da tempo un soggetto ansioso? Si sente da tempo un soggetto apatico? Soffre di attacchi di panico? Percepisce a riposo alterazioni del battito cardiaco (aritmie e/o tachicardie)? Ha avuto modifiche dell’appetito (fame eccessiva o mancanza di appetito)?

Episodi di fame notturna Acidità, dolori di stomaco, senso di pienezza gonfiore dopo i pasti, nausee. Colon irritabile alvo alternato, stitichezza diarrea. Ha spesso piedi e mani fredde? Sudorazione durante il sonno Si sveglia di cattivo umore? Ha di frequente un senso di colpa ingiustificato? Ha difficoltà nel provare piacere o sollievo in seguito a fatti positivi? Ha perso peso negli ultimi mesi? Episodi di fame notturna. Acidità, dolori di stomaco, senso di pienezza gonfiore dopo i pasti, nausea. Colon irritabile. alvo alternato, stitichezza diarrea. Ha spesso piedi e mani fredde? Sudorazione durante il sonno Si sveglia di cattivo umore? Ha di frequente un senso di colpa ingiustificato? Ha difficoltà nel provare piacere o sollievo in seguito a fatti positivi? Ha perso peso negli ultimi mesi?

Sintomi cognitivi

Problemi di memoria; Difficoltà a concentrarsi; Scarsa capacità di giudizio; Vede tutto negativo? Pensieri ricorrenti? Costantemente preoccupato?

Sintomi fisici.

Dolori persistenti; Nausea, vertigini, acufeni,Raffreddori frequenti. Sintomi emozionali. Si sente irritabile o irascibile? È da tempo irritato e/o incapace di rilassarsi?

Si sente sopraffatto?

Cercando https://scholar.google.it/scholar?hl=it&q=medically+unexplained+symptoms&btnG=&lr= si trovano 39 mila lavori.

Come dice un saggio “Non appena hai trovato ciò che cerchi, smetti di cercare… sei arrivato. Arrivato dove? Da nessuna parte: ti sei semplicemente fermato.”

I diversi specialisti ne dovrebbero prendere atto.

 


Gnatologia e postura: il punto della situazione.

Posted on : 17-04-2017 | By : Daniele | In : news dalla scienza

0

 

AGGIORNAMENTI IN POSTURA, GNATOLOGIA E DOLORE

Il corso sarà strutturato in 2 incontri da 2 giorni ciascuno (venerdi, sabato)

Presso la sala convegni Autorità Portuale Marina di Carrara Viale Cristoforo Colombo N°6

PRIMO INCONTRO

Primo giorno 30 giugno:

9.00- 9.40 Sensitizzazione e dolore, neurofisiologia della postura. Prof. Brunelli M.

9.40- 11.00 Sviluppo del sistema visivo, ambliopia, plasticità della corteccia visiva . Dott. Matteo Caleo

11,00- 11,20 coffee break

11.20- 12.40 Riflesso trigemino cardiaco e altri riflessi trigeminali. Prof Traina G.    

12.40- 13.00 discussione.

13.00- 14.00 pranzo.

14,10- 15.00 Neurofisiologia del dolore (dolore somatoforme). Dr. Tonlorenzi D.     

15.00- 15.40 Riabilitazione in acqua. Prof. Righini G.

15.40-16.30 Scoliosi e ortodonzia. Riflessioni personali. Dr. Mc Donald F.

16.30- 16.45 coffee break.

16.45- 17.30 Dolore cronico ed ipnosi. Dott. Gay L.

17.30-18.00 Discussione.

 

Secondo giorno Sabato 1 luglio.

9.00- 9.40 Alimentazione e benessere. Dr. Fancelli A.

9.40- 10.20 Sistemi di indagine posturale. Ricchetti S. 

10.20- 11.00 Prevenzione rischio cadute. Massarenti M.

11.00- 11.10 coffee break.

11.10- 12.10 Postura ed emozioni (linguaggio corporeo). Sanna M., Fossati E. 

12.10- 12.50 Ergonomia e postura Guelfi R.

12.30- 13.00 Discussione. 

13.00-14.00 pranzo.

14.00-14.40 L’Odontorighello: il traduttore odonto-posturale. Dr. Broido P., Dr. Manelli A.

14.40- 15.20 La bioimpedenziometria. Dott. Marchini F.

15.20- 16.00 Le solette propriocettive e loro ruolo. Strazzer M.

16.00- 16.40 Propriocezione e Taping Dott. Marchini F.

17.00-17.30 Discussione.

RELATORI DEL CORSO:

Prof. Brunelli Marcello: Professore Ordinario di Fisiologia Generale e Neurobiologia Università di Pisa. F.R. Laureato con lode alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Dal 1974 al 1976 collabora con il Prof. E. Kandel ( New York University, Visiting Professor alla Columbia University. Dal 1983 al 1986 sostituisce il Prof. Moruzzi nella funzione di Direttore dell’Istituto di Fisiologia, dell’Università di Pisa. Coordinatore di progetti di ricerca nell’ambito delle Neuroscienze con:National Science Foundation – CNR, Italia – prof. A. Mauro, Full Professor della Rockefeller University (N.Y. – USA);Accademia delle Scienze Mediche di Mosca.1997-2000 Direttore del Corso di Dottorato di Ricerca in Neuroscienze di Base sede unica Università di Pisa.2004-2008. Autore di circa 200 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali.  

Dott. Matteo Caleo: Laurea in Scienze Biologiche alla Scuola Normale Superiore di Pisa nel 1994. Sempre presso la Scuola Normale, ha svolto il perfezionamento (PhD) e il post-dottorato in Neurobiologia, lavorando con il Prof. Lamberto Maffei. Ha inoltre lavorato per brevi periodi all’Università di Oxford (Inghilterra; Prof. V.H. Perry) e all’Università di Yale (Stati Uniti; Prof. P. De Camilli). Dal 2001, è ricercatore presso l’Istituto di Neuroscienze del CNR di Pisa; Primo Ricercatore dal 2007, nel 2010 Dirigente di Ricerca. Aree di ricerca: sviluppo e la plasticità del sistema nervoso, in condizioni fisiologiche e patologiche (epilessia, ictus, tumori cerebrali).https://www.youtube.com/watch?v=z1i_YAx8Cfo al minuto 11 e mezzo c’è una simpatica presentazione.   

Prof. Giovanna Traina: Laurea in scienze biologiche (con lode) Università Pisa Università degli Studi Perugia. Dottorato di Ricerca in Fisiologia presso l’Università degli Studi di Firenze. Specializzazione in Scienza e Tecnologia Cosmetiche, cum laude, Università di Siena. Docente titolare degli insegnamenti di Fisiologia nei Corsi di Laurea Magistrale in Farmacia e in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche Università di Perugia. Ha trascorso periodi di ricerca presso l’INSERM, Centre Paul Broca, a Parigi, in collaborazione con il gruppo del Dr. J. Epelbaum e presso il Max-Planck Institut für Medizinische Forschung, Abteilung Zellphysiologie di Heidelberg (Germania) nell’Unità di Biologia Molecolare del Premio Nobel Prof. B. Sakmann, in collaborazione con il Dr. V. Witzemann. 

Dr. Francesco Mac Donald. Spec.in Ortopedia e Traumatologia. Patologia e Chirurgia vertebrale. Dirigente c/o Istituto Gaĺeazzi Mi. Humanitas Cellini To. Già Responsabile delle patologie Neuro – Muscolari c/o.CTO M.Adelaide To. Eurospine Member..    

Dr. Daniele Tonlorenzi: Dentista gnatologo. Libero professionista Ha collaborato con il Prof. Giulio Jori Università di Padova argomento fotobiologia http://www.danieletonlorenzi.it/area-medica/terapia-fotodinamica/ Area di interesse attuale http://www.medicitalia.it/news/gnatologia-clinica/5425-bocca-aperta-aumentare-ossido-nitrico-molecola-meraviglie.html 

Prof. Giuseppe Righini: Laureato in Scienze Motorie, Pedagogia, Fisioterapia. Docente di S. Motorie CDL UCSC Milano e UNILUDES CDL in Fisioterapia. Diploma di osteopata Roma. Presidente Associazione Italiana Allenatori di calcio Provincia di Monza Brianza e Sondrio. Coordinatore Tecnico della Scuola Regionale dello sport del CONI di Monza e Brianza. Delegato del Comitato Italiano Paralimpico. Docente Settore Istruzione Tecnica della Federazione Italiana Nuoto. Libri pubblicati: “Mister voglio giocare a calcio”. “Manuale di sopravvivenza acquatica per mamma e papa’”. “Mi alleno nuotando con stile”. Libri in pubblicazione “Il calcio al femminile.” Editore Martina.

Dr.Paolo Broido: Medico-chirurgo odontoiatra, libero professionista, diploma di medico-dentista presso la Confederazione Svizzera (Mebeko). Perfezionato in terapia funzionale delle disgnazie. Ideatore dell’ ”odontorighello”. Presidente e socio fondatore dell’Associazione culturale Aequabilitas Scienze, Cultura e Sport.  

Dr. Alessandro Manelli: Medico chirurgo, specialista in fisiatria alla ASL1 imperiese dal 2006. Nel 2016 ha ottenuto il titolo di “Cultore della materia in Anatomia Umana Normale” presso la scuola di Medicina dell’Università dell’Insubria, dove insegna come docente a contratto nel Corso Integrato di “Anatomia Umana Normale” al Corso di Laurea in Fisioterapia. Docente di “cinesiologia e neuroriabilitazione” all’Università di Genova, Corso di Lasurea in Fisioterapia. Socio fondatore dell’Associazione “Aequabilitas, scienza e cultura del movimento”. Autore di numerose pubblicazioni.

Dott.ssa Maria Assunta Fancelli: medico specialista in scienza dell’alimentazione umana, omeopatia, omotossicologia, medicina regolatoria funzionale e medicina estetica. 

Dott.ssa Elena Fossati: laureata in Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica Master in “Sistemi sanitari medicine tradizionali e non convenzionali”. iscr. Reg n. 51/2000 di DanzaMovimentoTerapeuta APID. Socia Associazione Onlus Medicina Centrata sulla Persona, Ente Morale.

Dott.ssa Mila Sanna: Laurea in Psicologia, psicoterapeuta, Danza Movimento Terapeuta e arteterapeuta. Conduce gruppi per disturbi d’ansia, alimentari e somatoformi, e per problematiche affettive e relazionali (di coppia, genitori/figli), disturbi legati all’immagine corporea.. Presidente APID (Associazione Professionale Italiana Danza Movimento Terapeuti)

Dott. Lorenzo Gay: Laurea in fisioterapia, si occupa di Terapia Manuale, osteopatia, chiropratica, esercizio terapeutico, sport. Counsellor Professionale (Operatore professionale nella Relazione d’Aiuto ad indirizzo Ipnologico Costruttivista). Ipnotista-Ipnologo con applicazione specifica in Fisioterapia (dolore) e Counselling. Operatore Olistico. Docente in corsi di Specializzazione Post Laurea in Fisioterapia. Fondatore, Operatore e Formatore (in ognuno dei campi costituenti) del Life Evolution System (www.lifeevolutionsystem.it)

Dott. Fabio Marchini: Laureato in Scienze Motorie (con lode) iscritto all’unione Nazionale Chinesiologi (UNC) nella quale è docente, osteopata, si occupa di Taping. Docente Coni in metodologia dell’allenamento e insegnamento di ginnastica posturale.    

Dott. Raul Guelfi: Laurea in Osteopatia Clayton University – Missoury – U.S.A. Diploma di Tecnico di Posturometria Università di Siena. Laurea in posturometria Università Jean Monnet – Bruxelles (110 con lode). Master II° Livello – “Neurofisiologia e patologia delle Posture statiche e dinamiche” Università di Pisa. Docente di Postura e di Ergonomia Seconda Università di Napoli, Università di Firenze.Università di Verona, Società italiana di ergonomia. Libro pubblicato: “Ergonomia nelle scuole” edizioni Nuova Cultura per Università La Sapienza Roma.   

Stefano Richetti. Diploma di Tecnico di Posturometria Università di Siena. Presidente AITP Associazione Italiana Tecnici di Posturometria – www.posturometria.com Responsabile Postural Health Center – Gruppo lavoro e ricerca – www.posturalhc.eu Operatore Professionale Shiatsu iscritto Fisieo e ROS – Registro Operatori Shiatsu www.fisieo.ithttp://stefanor14.wixsite.com/sricchetti-shiatsu

Max Strazzer: Ciclista profession ista dal 1991 al 2004 Campione del mondo anno inseguimento a squadre. 2012 Registrazione metodo Strazzer con sistema Gebiomized. Collabora con Università Roma 3 Bioingegneria per costruzione sistema I Ped, ergometro per la misura dell’ efficienza della pedalata. Da Settembre 2005 acquisizione strumentazione tedesca Gebiomized per la valutazione del movimento senza vincoli. Diploma di Tecnico di Posturometria Università di Verona. Collaborazione con Centro Atlante Verona.   

Marco Massarenti: laurea in osteopatia Università di Lugano (CH) e Università Europeenne Jean Monnet di Bruxelles. Convocato dalla UEFA come terapista sportivo per le partite di Coppa dell’internazionale calcio giocate a Milano. Vicepresidente Nazionale Sanità e Welafare Unimpresa.

Costo euro 250 entro il 20 maggio, iscrizione in data successiva euro 300.

Iscrizioni onlinedrtonlorenzi@gmail.com oppure Fabio80,marchini@libero.it

Iscrizioni telefoniche 058553075.

Cosa c’è in comune tra il disordine temporomandibolare e il mal di schiena?

Posted on : 18-05-2016 | By : Daniele | In : news dalla scienza

0

L’alterata regolazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) è un valido marcatore biologico di stress.

Questo studio valuta se le alterazioni di questo sistema sono un indicatore di cronicità comune sia nella lombalgia che nel disordine temporomandibolare. A questo scopo sono stati raccolti campioni di cortisolo salivare da 78 pazienti (41 con disordine temporomandibolare e 37 con mal di schiena) al risveglio e dopo 20 minuti al giorno per 2 settimane. I pazienti ad alto rischio per il dolore cronico avevano alti livelli di cortisolo rispetto pazienti a basso rischio. I pazienti ad alto rischio sono inoltre esposti ad una maggiore variabilità in termini di secrezione di cortisolo rispetto ai pazienti a basso rischio. Questi risultati forniscono la prova che l’alterazione di questi meccanismi endocrini sono importanti fattori di rischio per il dolore cronico sia per il disordine temporomandibolare che per il mal di schiena.

Considerazioni:

Nel disordine temporomandibolare alla malocclusione è associato un alto livello di cortisolo che è un ormone dello stress. Gli obbiettivi da perseguire sarebbero

quindi due:

  • Cercare un corretto rapporto tra le arcate dentali;
  • combattere lo stress (causa dell’aumento del cortisolo). Si fa presente che un bite che comporti un aumento della dimensione verticale sui 15-20 mm attiva il riflesso trigemino cardiaco o trigemino vagale (dati in pubblicazione) il più potente riflesso autonomico (del relax) del vertebrato.
I soggetti con lombalgia che abbiano anche disordine temporomandibolare trarrebbero giovamento dall’uso di opportuni bite.

Questo aspetto sarà trattato in maniera approfondita al corso  http://www.danieletonlorenzi.it/news/corso-di-gnatologia/

gnatologia e postura secondo incontro

Posted on : 31-03-2016 | By : Daniele | In : news dalla scienza

0

Clinica dei disturbi gnatologici e posturali 

 

Valutazione clinica e strumentale gnatologica.

Anamnesi, segni e sintomi.

L’artrosi e l’artrite temporomandibolare.

Fibromialgia e disturbi dell’ATM.

Il bite ed i controlli.

Valutazioni posturali e misure su pedana barostabilometrica.

Data corso successiva a primo incontro.

informazioni drtonlorenzi@gmail.com

Si consiglia di aver già partecipato a http://www.danieletonlorenzi.it/news/corso-di-gnatologia/

 

 

 

Stretching mandibolare contro il dolore e Wellness (benessere) in odontoiatria

Posted on : 27-09-2012 | By : Daniele | In : articolazione temporomandibolare

1

Il Tuo paziente fa fatica a rimanere a bocca aperta?

Hai dolore ai muscoli della masticazione? Ogni volta che vai dal dentista sei stressato/a e fatichi a rimanere a bocca aperta?

Hai già provato diversi bite e non riesci a controllare il dolore? Forse degli esercizi di stretching mandibolare Ti possono aiutare, senza sostituire comunque il professionista.

La riduzione della dimensione verticale dei denti, il bruxismo e i disordini temporomandibolari sono associati a contrazione dei muscoli della masticazione, usura dei denti (o loro perdita) e tutte le manifestazioni legate allo stress. Allungando i muscoli della masticazione (stretching), non alla massima apertura, si ottengono effetti opposti. Questo effetto si può avere sia con lo stretching statico che con quello dinamico.

Talvolta inoltre il paziente che si presenta alla nostra osservazione ha un dolore così forte, che registrare un rapporto tra i denti superiori ed inferiori risulta difficile. Per facilitare il compito alcuni esercizi di stretching da far fare a casa al paziente possono essere di grande aiuto. Anche in caso di lussazione del disco articolare (dire lussazione mandibolare in questo caso non è corretto) il dispositivo può essere di aiuto. Si intende lussazione quando c’è una separazione completa delle superfici articolari con fissazione in una posizione anomala. La lussazione del condilo della mandibola avviene per di più anteriormente, ed il condilo perde ogni rapporto con la fossa articolare del mascellare e si posizione al davanti dell’eminenza articolare. Il ritorno nella posizione normale non può avvenire spontaneamente.

L’esercizio si effettua stabilizzando la fronte e facendo una pressione molto lieve sulla mandibola inferiore. Ogni manovra in presenza di dolore va fatta con molta circospezione, dapprima per pochi secondi, poi si interrompe, in assenza di dolore si può gradualmente aumentare il tempo dell’esercizio.

In presenza di dolore si sconsiglia di effettuare movimenti di lateralità senza il controllo medico.

 

 

Lo stretching mandibolare con l’ausilio di dispositivi manuali.

Un aiuto alla terapia: lo stretching mandibolare dinamico, “Benessere e wellness in odontoiatria”.

 

Il therabite

 

 

Questo dispositivo si chiama TheraBite®, informazioni al sito commercializzato da Atos Medical

http://www.atosmedical.com/en-us/For_professionals/Focus_areas/Mouth_and_Jaw/The_TheraBite_System.asp

 

Lo “spring device”

è a disposizione in unica misura studiata per non indurre stress e dolore articolare.

Nella figura si vede il dispositivo “spring device” ® composto da una lamina di acciaio chirurgico piegata ad ansa,  la superficie di appoggio dei denti è ricoperta da silicone che aderisce tramite un biadesivo, entrambi alimentari.  Lo “spring device” sfrutta le caratteristiche elastiche dovute alla crudescenza del metallo stesso, per stirare i muscoli elevatori della mandibola, una volta inserito tra le arcate dentali. Esprime la sua forza in estensione mandibolare attraverso il meccanismo di molla semplice compressa. Tale forza induce una costante apertura della bocca ed è trasmessa ai denti da  una base per supporto dentale ricoperta in silicone alimentare. Ho utilizzato indifferentemente il dispositivo sia passivamente,  lasciando il soggetto a bocca aperta, che attivamente, facendo “masticare” lo “spring device”. I risultati sono stati ottimi. Commercializzato dada info@quasardental.com - Tel. +39 345 8987827

Website: www.quasardental.it – www.quasardental.com

Indicazioni e controindicazioni dei due strumenti sono simili

Una semplice telefonata rende il prodotto più comodo, la sua costruzione in acciaio chirurgico lo rende autoclavabile e riusabile.

 Nel caso di pazienti privi di denti (edentuli) o con un numero limitato di denti, è possibile appoggiare la basetta sulle protesi, mobili o rimovibili. Nel caso di bambini, il dispositivo non è controindicato. Seguirli nel corretto accoppiamento tra basetta e dispositivo. Nel caso si applichi il dispositivo in soggetti con handicap, questi vanno seguiti con attenzione nello svolgimento degli esercizi.

ATTENZIONE:

  • Le basette di appoggio dentale o parti di essi che non sono state ben accoppiate con il dispositivo potrebbero ostruire la respirazione, assicurarsi pertanto che siano ben fissate al dispositivo metallico.
  • Nel caso che durante gli esercizi compaia dolore interrompere.

Indicazioni

I due dispositivi sono indicati in:

  1. Difficoltà di apertura della mandibola (trisma o ipomobilità) perché induce l’allungamento dei tessuti connettivi mobilitando le articolazioni e allungando interamente i muscoli.
  2. Presenza di bruxismo e/o serramento dentale.
  3. Riduce il dolore e l’infiammazione dei muscoli e dell’articolazione stessa, riducendone il gonfiore.
  4. La mobilitazione dell’articolazione indotta dal dispositivo ha effetti benefici nei disturbi articolari. Il movimento è necessario per prevenire la degenerazione della cartilagine, lo strato tissutale che riveste la maggior parte delle superfici articolari.
  5. In caso di necessità di registrare un rapporto tra le arcate dentali;
  6. Applicazione di forze asimmetriche (es. estrazioni dentali);
  7. L’esercizio di stretching può inoltre offrire dei vantaggi terapeutici, specie nel periodo post-operatorio.
  8. Ortodonzia in soggetti con dolore. Si sconsiglia comunque di iniziare tale trattamento in presenza di dolore.

 

Indicazioni odontoiatriche

 

Il dispositivo è adatto nei casi in cui si voglia rilassare la muscolatura del paziente in previsione di:

  1. Aumentare l’apertura della bocca, facilitando il paziente (e l’odontoiatra) a sottoporsi ad una seduta di lavoro lunga (es. implantologia guidata).
  2. Necessità di registrare un rapporto tra le arcate dentali in soggetti con i muscoli contratti.
  3. Applicazione di forze asimmetriche (es. estrazioni dentali)
Lo stretching mandibolare può essere usato anche nella terapia dei disordini temporomandibolari come si legge in

 

Wellness in odontoiatria

La ginnastica mandibolare è una potente tecnica antistress che favorisce uno stato di benessere ed equilibrio psicofisico. La stimolazione propriocettiva del sistema trigeminale, che si ottiene con questo dispositivo, è molto più efficace di quella effettuata stringendo ripetutamente la più conosciuta pallina antistress.

Metodo d’uso

Il dispositivo può essere usato sia in maniera statica (tenendo la bocca aperta) che dinamica (masticando). Si consiglia di provarlo in entrambi i modi e di utilizzare quello più confortevole per il soggetto.

Controindicazioni

Non deve essere utilizzato da pazienti con problemi ossei della mascella o della mandibola es.:

  1. Frattura, anche sospetta della mascella o della mandibola;
  2. Infezioni (osteomielite);
  3. Danni da osteoradionecrosi.

In questi casi l’utilizzo deve essere prescritto da un medico competente della metodica. Anche in assenza di dolore ai muscoli della masticazione si consiglia di utilizzare il dispositivo per pochi minuti, partendo ad esempio da due e aumentando gradualmente. Interrompere la terapia in caso di comparsa di dolore, riprendere gli esercizi gradualmente dopo un breve periodo di tempo.  Prima di utilizzare il dispositivo escludere la presenza di problemi dentali:

  1. denti anteriori rotti (può in questo caso facilitare la rottura), da valutare comunque che la forza applicata sul dispositivo non è superiore a quella esercitata durante la masticazione di normali cibi duri (es. pane o carne).
  2. Nei soggetti con protesi fissa cementata con cemento temporaneo questa, si può decementare (staccare).
  3. In presenza di denti con grosse ricostruzioni già danneggiate queste potrebbero rompersi.
  4. Valutare la stabilità di protesi ceramiche fisse (ponti dentali) eventualmente presenti.

Attenzione in caso di presenza di malattia parodontale (denti mobili).

Commercializzato da

da info@quasardental.com - Tel. +39 345 8987827 Website: www.quasardental.it – www.quasardental.com

 

 

Poi costruire un buon bite sarà più

 

semplice. 

 

http://www.danieletonlorenzi.it/?s=corso+gnatologia&x=0&y=0

 

 

Ricordarsi che nessun dispositivo può sostituire

 

l’odontoiatra.

 

 

Programma corso gnatologia

Posted on : 17-05-2011 | By : Daniele | In : area medica

0

 

 

 

Corso base di postura

Organizzazione neurofisiologica della postura.

Le patologie posturali discendenti ed ascendenti.

Patologie posturali e uso della pedana barostabilometrica.

Lo stretching mandibolare in posturologia.

Trattamento multidisciplinare nelle patologie complesse. Patologie ascendenti e discendenti.

 

 

I Quaderni del Ministero della Salute N° 7 rappresentano un chiarimento ed indicano indirizzi guida, nello stato dell’arte in odontoiatria. Alcuni tipi di malocclusione dentale non sono ancora ben correlabili a disturbi posturali, altri hanno correlazioni che vanno approfondite. Diverse affermazioni sono forti e non danno adito a dubbi.  “Un aumento della dimensione verticale può determinare cambiamenti nella posizione della colonna cervicale, anche quando l’incremento è il risultato di una terapia ortodontica per la correzione di morso crociato.” “Lo studio di soggetti affetti da scoliosi idiopatica ha evidenziato un’associazione tra cross bite, scoliosi e una postura più obliqua della testa sul piano frontale, relazioni canine asimmetriche, malocclusione di II Classe, deviazione della linea mediana superiore e inferiore e cross bite anteriore e posteriore più frequenti nei soggetti scoliotici.”

Scopo del corso è quello di promuovere un ragionamento che consenta di comprendere al meglio tali complessi meccanismi.

Approccio scientifico e gnatologia.

Posted on : 26-04-2011 | By : Daniele | In : filosofia della scienza

0

Questo approccio, che vale per tutte le branche della medicina, vale soprattutto per la gnatologia, tra le scienze mediche con il maggior numero di approcci terapeutici, spesso sostenuti da odontoiatri poco disposti a considerare le opinioni degli altri. Ciò non succede per le altre branche dell’odontoiatria come la chirurgia, l’implantologia, la scienza dei materiali, ecc. La spiegazione che mi sono dato è che tutte queste possono limitare il campo di osservazione al solo distretto orale, o nei distretti immediatamente adiacenti. Se è necessario inserire un impianto in una zona mascellare si dovrà valutare lo spessore osseo e l’altezza tra la cresta edentula e il seno mascellare. Nel caso dei disordini temporomandibolari si prendono in esame i rapporti dentali, senza valutare  in maniera scientifica quanto questi rapporti possono causare modifiche a distanza. Alcuni prendono in considerazione questi rapporti in maniera troppo empirica. Il trigemino è troppo spesso “terra di nessuno”. Gli odontoiatri, sono concentrati sui denti. I neurologi, pur essendo il trigemino il più voluminoso nervo cranico, limitano spesso le loro conoscenze alle possibili terapie della nevralgia trigeminale, dando talvolta l’impressione di trascurare (almeno alcuni) i meccanismi fisiopatologici con cui questi dolori sono insorti. Il riflesso trigemino cardiaco ad esempio è stato definito il più potente riflesso autonomino del vertebrato, (1) e due Autori tanto tempo fa hanno dimostrato, attraverso un bellissimo esperimento, la correlazione tra trigemino e sistema dell’equilibrio nel vertebrato (2).

Filosofia di ricerca.

 

Per tutti quelli che si approcciano allo studio della gnatologia, vanno fatte alcuna considerazioni metodologiche. Comincerei dalla lettera che Cartesio, scrive a un amico: «Se abbiamo un cesto di mele in cui molte sono marce, e che quindi fanno marcire anche le altre, che fare se non svuotare tutto il cesto e riprendere le mele una a una per mettere quelle buone nel nostro cesto e buttare nel letamaio le altre, quelle marce?». Nello stesso modo come fare a sapere quanto di quello che sappiamo, o che crediamo di sapere, è giusto e quanto è errato? Dobbiamo fare come Cartesio, rifiutare le verità esteriori e quelle insegnate e trasformarle in dubbio radicale. Svuotare tutto il cesto delle mele finché non ne rimane solo una, “io penso”, questa la sola certezza il “Cogito ergo sum”. Cartesio rifiuta tutte le verità insegnate e le trasforma in dubbio, svuota il cesto di tutte le mele lasciandone solo una. La sola certezza, “io penso”.

Metodo induttivista descritto da Bertrand Russell  nella metafora del “Tacchino induttivista”, ripresa in seguito da Karl Popper. Un tacchino decise un giorno di formarsi una visione scientifica del mondo.  Si accorse subito che gli veniva portato il cibo tutte le mattine alle nove. Non trasse conclusioni affrettate e prolungò le sue osservazioni. Il lunedì, il martedì, tutti i giorni della settimana, che piovesse o ci fosse il sole, facesse caldo o freddo, tutte le mattine alle nove lui era nutrito. Quest’osservazione si rivelò falsa la vigilia di Natale. Non è specificato a quale ora, ma al tacchino fu tirato il collo. L’errore era nell’aver confuso il ragionamento induttivo con quello deduttivo.

Il ragionamento deduttivo parte da affermazioni generali, di tipo teorico, che si danno per scontate. I polli ad es. sono costituiti da una testa, un collo, le ali, il petto, le cosce, ecc. Se visitassimo una fabbrica dove imbustano le cosce di pollo, seguendo un ragionamento deduttivo, conoscendo le premesse teoriche di carattere generale, si può affermare che si tratta di pollo. La complessità è che le leggi logiche cui si fa riferimento e affidamento sono di grande importanza. Se una sola di esse non è verificata o non è verificabile, il metodo deduttivo crolla (in quel caso) miseramente. È possibile arrivare a stabilire correlazioni e conclusioni che ne escludano altre, oppure elaborare delle previsioni. Consente di prevedere fatti non osservati, ma che devono necessariamente accadere se le premesse sono vere. Permette inoltre di asserire false quelle conclusioni in cui una o più premesse non risultino vere. Semplicisticamente si può dire che, nel metodo deduttivo, dalla teoria si giunge alla pratica.

L’induttivo dalle osservazioni pratiche arriva a quelle generali. Salvo il rischio di finire nel forno come il tacchino nel giorno del ringraziamento della storia di Russel.

Evidence based medicine (EBM)

 

o medicina basata sull’evidenza.

 

La traduzione letteraria del termine non rende il giusto rilievo alla metodica, la medicina in quanto tale è da sempre basata sull’evidenza clinica. Tale concetto in realtà è relativo alla letteratura scientifica e vuole significare che è possibile basare le proprie decisioni, diagnostiche e terapeutiche, solo sulla valutazione critica dei risultati reperibili dalla letteratura scientifica.

Tutto cominciò con un famoso libro (Effectiveness and Efficiency: Random Reflections on Health Services) scritto nel 1972 dall’epidemiologo inglese Archie Cochrane, contro la mancanza dello studio delle evidenze sperimentali da parte di molti medici, che preferivano utilizzare pratiche consolidate dalla consuetudine ma non sempre di accertato valore scientifico e/o medico e che non tenevano in nessuna considerazione le evidenze sperimentali presenti nella letteratura scientifica. Nel 1992 un’associazione di medici inglesi di volontari provvede a raccogliere gli studi randomizzati e controllati, ed effettuano revisioni sistematiche nella propria area di competenza. In onore al grande epidemiologo prendono il nome di Cochrane Collaboration, gli studi prodotti si trovano nella Cochrane Library.

La traduzione corretta indica invece che si deve partire dai risultati della ricerca e dalla letteratura scientifica. Solo da questa si devono fare osservazioni cliniche, impostare le terapie, ecc.

Sackett D.L. lo definisce come: “Il processo della ricerca, della valutazione e dell’uso sistematici dei risultati della ricerca contemporanea come base per le decisioni cliniche”

È possibile basare le proprie decisioni, diagnostiche e terapeutiche, sulla valutazione critica dei risultati reperibili dalla letteratura scientifica.

1.       Gorini C, Jameson HS, Mendelowitz D.  Serotonergic modulation of the trigeminocardiac reflex neurotransmission to cardiac vagal neurons in the nucleus ambiguus. J Neurophysiol. 2009 Sep;102(3):1443-50. Epub 2009 Jun 24.

2.       Petrosini L, Troiani D. Vestibular compensation after hemilabyrinthectomy: effects of trigeminal neurotomy. Physiol Behav. 1979 Jan;22 (1):133-7

Approfondimenti

http://www.gimbe.org/eb/definizione.asp sito del Gruppo Italiano per la Medicina Basata sull’Evidenza.

http://www.edurete.org/public/evidence_based_medicine/corso.aspx?mod=4

http://www.anmco.it/download/pdf/associazione/community/bacheca/master/presentazione_master.pdf

L’Università degli studi di Modena e di Reggio Emilia in collaborazione con il Centro Cochrane Italiano – Istituto Mario Negri, Milano organizzano un MASTER in EVIDENCE BASED MEDICINE  e METODOLOGIA DELLA RICERCA SANITARIA. Tra gli argomenti c’è l’ interpretazione   e  la valutazione critica della  letteratura scientifica.

Stretching mandibolare e benessere

Posted on : 24-03-2011 | By : Daniele | In : Eventi

0

Ricerca e troverai il sorriso

Patrocini:
Fondazione Gabriele Monasterio per la ricerca medica e la sanità pubblica;
ASL 1 Massa Carrara;

Comune di Carrara
Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri Massa Carrara.

7 maggio 2011


Teatro Ridotto degli Animosi

http://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_Animosi

Piazza C. Battisti n. 1 – 54033 Carrara

 

Già nel 1870 fu osservato che, stimolando la mucosa nasale nel gatto e nel coniglio, si otteneva un rallentamento della frequenza del respiro e del battito cardiaco e abbassamento della pressione sanguigna. Questi effetti riflessi scomparivano in seguito a lesioni del nervo trigemino o dopo anestesia dello stesso e furono denominati “riflesso trigemino-cardiaco”. Il fatto che la bradicardia e la diminuzione di pressione sanguigna non si presenti in pazienti preventivamente trattati con atropina, suggerisce il coinvolgimento di meccanismi vagali. Stimoli esterocettivi come quelli che avvengono durante la chirurgia maxillo facciale inducono una stimolazione eccessiva della bradicardia, talvolta pericolosa e non utilizzabile a scopo terapeutico nel controllo dei parametri cardiaci. In odontoiatria esistono tecniche che utilizzano di routine lo stretching mandibolare nella riabilitazione delle patologie dell’articolazione temporomandibolare. Allo scopo di valutare se lo stiramento dei fusi neuromuscolari dei muscoli innervati dal trigemino, così ottenuto, possa attivare il riflesso trigemino-cardiaco sono state compiute delle misure su giovani sani sottoposti a stretching mandibolare forzato per dieci minuti attraverso un nuovo dispositivo®. Tali esperimenti sono avvenuti sotto la direzione del Dr Sergio Ghione del CNR di Fisiologia Clinica di Pisa (Fondazione Monasterio) ed il Prof. Marcello Brunelli del Dipartimento di Neurofisiologia (G. Moruzzi). Attraverso strumenti di misurazione elettronica sono state valutate la pressione arteriosa sistolica (PS) e diastolica (PD) e la frequenza cardiaca (FC) prima dell’inizio delle manovre (basale), e per un tempo prolungato dopo lo stretching. Si è così osservato che dopo questa manovra si ottiene un abbassamento significativo della pressione arteriosa sistolica rispetto a quella basale a partire da 5 minuti dopo l’applicazione del dispositivo, mentre la pressione diastolica e la frequenza cardiaca si riducono in modo statisticamente significativo a partire da 15 minuti dopo la fine delle manovre. I risultati così ottenuti durano per lungo tempo. Questi dati evidenziano l’esistenza del riflesso trigemino-cardiaco in seguito a stretching mandibolare. Le osservazioni da noi effettuate, non sono per ora sufficienti per affermare che si tratti di una metodica in grado di essere un valido AUSILIO nelle normali cure dell’ipertensione. Sono allo studio gli effetti di dispositivi personalizzati in diversi sport.

Scopo del corso durante la mattina: spiegare ai medici gli effetti dello stretching mandibolare nel controllo dei parametri cardiaci e dei meccanismi vagali in genere.

Scopo del corso durante il pomeriggio: spiegare agli odontoiatri le basi della metodica dello stretching mandibolare, il suo uso nella riabilitazione dei problemi dell’articolazione temporomandibolare, nel bruxismo e per favorire l’apertura della bocca.

Relatori

Prof P. Rabischong Professore di Neuroanatomia – Preside ad honorem della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Montpellier.

Prof. MARCELLO BRUNELLI Già Professore Ordinario di Fisiologia Generale e Neurobiologia – Università di Pisa. Laureato con lode alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Negli anni 1974 1975 e 1976 collabora con il Prof. E. Kandel nei laboratori della New York University e come Visiting Professor alla Columbia University, Medical School. Dal 1983 al 1986 sostituisce il Prof. Moruzzi nella funzione di Direttore dell’Istituto di Fisiologia, dell’Università di Pisa.  Coordinatore di progetti di ricerca nell’ambito delle Neuroscienze con:

  • National Science Foundation – CNR, Italia-Prof. A. Mauro, Full Professor della Rockefeller University (N.Y. – USA);
  • Accademia delle Scienze Mediche di Mosca.

1997-2000 Direttore del Corso di Dottorato di Ricerca in Neuroscienze di Base sede unica Università di Pisa.

2004-2008  Direttore del Corso di Dottorato di Ricerca  in Neuroscienze Base e dello Sviluppo-Università di Pisa.

Autore di circa 200 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali.

DR. SERGIO GHIONE

Dirigente di Ricerca, CNR, presso Istituto di Fisiologia Clinica, Pisa. Laureato con lode in Medicina e Chirurgia presso Università di Pisa. Perfezionamento presso Scuola Superiore Sant’Anna. Specializzazione in Medicina Nucleare e in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare. Responsabile Area Ambulatoriale, Fondazione CNR Regione Toscana Gabriele Monasterio.

Attività di ricerca su: caratterizzazione biochimica e farmacologica di sostanze endogene simildigitaliche; fisiopatologia, diagnostica e clinica dell’ipertensione arteriosa; fisiopatologia del dolore; effetti biologici dei campi elettromagnetici.

Contratti di ricerca con: Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, Agenzia Spaziale Italiana, Organizzazione Mondiale della Sanità.

Pubblicazioni: libri: 4, articoli su riviste scientifiche: 155.

DR. DANIELE TONLORENZI

Laurea in Medicina e Chirurgia Università di Pisa 1988. Odontoiatra libero professionista. Perfezionato in Chirurgia Parodontale e Implantologia presso l’Università di Genova nel 1995. Collabora con il Prof. Marcello Brunelli dal 2004. Docente nel corso di “Tecnico di posturometria” Università di Siena e a master universitari al S. Raffaele, e università di  Chieti. È stato relatore a congressi nazionali ed internazionali. Membro del Progetto Giacobbe sulla Postura presso il CNR di Faenza. Interessi gnatologia.

 

SERGIO ZANFRINI

dal 1966 al 1992 Amministratore Delegato in varie aziende. Dal 1986 al 1992 Componente Comitato di Gestione ASL di Como con delega al Bilancio. Nel 1992 progetta e costruisce la prima pedana posturostabilometrica Lizard. Professore Onorario dell’Università Maimonides di Buenos Aires dal 1998. È stato Docente al Corso di Perfezionamento in Ortognatodonzia all’Università di Chieti e di Torino, al Corso Professionalizzante per Tecnico di Posturometria presso l’Università di Siena, al Master di II livello in ” Neurofisiologia delle Posture ” presso l’Università di Pisa. Membro del Progetto Giacobbe sulla Postura presso il CNR di Faenza. Relatore a congressi in Italia, Argentina, Brasile, Spagna, Gran Bretagna, Francia, Svizzera, Cina. Autore e co-autore di articoli e libri divulgativi sulla postura.                                                                        Programma

Mattina: Presidente della sessione della mattina Dr. Sergio Berti Direttore Unità Operativa Cardiologia Fondazione CNR Regione Toscana G. Monasterio, Direttore Cardiologia USL 1 Massa e Carrara:

Ore 8.30 -9.00 saluto Autorità

9.00-9.40 Prof P. Rabischong Il riflesso trigeminocardiaco

9.40- 10.20 Prof. M Brunelli: Ruolo del trigemino nell’equilibrio simpatico-parasimpatico.

10.20-10.50 D. Tonlorenzi Lo stretching mandibolare in gnatologia (correlazioni con cervicalgia).

10,50- 11,20 coffee break

11,20- 11,40 S. Ghione Stretching mandibolare e modifiche sui parametri cardiaci.

11,40- 13.00 S. Zanfrini valutazione su pedana baropodometrica del tono muscolare.

Ore 13.00- 14.30 colazione di lavoro per i partecipanti che si iscrivono per tutto il giorno.

Pomeriggio:

14,30- 15,30 M. Brunelli: un approccio sperimentale alla gnatologia è possibile?

15-30 -16,30 D. Tonlorenzi Il bruxismo in odontoiatria: teoria occlusale e neurologica. La dimensione verticale in odontoiatria è modificabile o no? Alcuni casi clinici.

16,30-16, 50 coffee break

16,50-17,30 Quando il paziente apre poco la bocca, che fare?

 

 


Curriculum vitae

Posted on : 19-03-2011 | By : Daniele | In : curriculum vitae

0

V.LE G. GALILEI 32 54033 AVENZA (MS) Tel. 0585/53075
Nato a Lomello (PV) il 17-02-56. Residente in Carrara tel. Studio 0585 53075 Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Pisa 1988
Curriculum breve e aggiornato su http://www.medicitalia.it/dtonlorenzi/curriculum 
  • Perfezionamento in Chirurgia Parodontale e Implantologia presso l’Università di Genova nel 1995.
  • Dal 1995 si occupa (per alcuni anni) di fotobiologia nella perimplantite e nella piorrea con il Prof. Giulio Jori dell’Università di Padova con una pubblicazione G.Jori, D. Tonlorenzi ”Photodynamic Therapy for the Treatment of Microbial Infections”, nella rivista Photodinamics news.). http://scholar.google.com/scholar?cluster=13171136765536166693&hl=it citato in http://scholar.google.com/scholar?cites=13171136765536166693&hl=en&num=100
  • Collabora con i Dr. A Ravaglioli e A. Krajewsky (Dirigenti di Ricerca del CNR dei biomateriali di Faenza) con cui fonda il gruppo di studio “Progetto Giacobbe” che organizza congressi internazionali sulla postura i cui Atti sono pubblicati dalle edizioni CNR (a partire dal 1998). Da questa collaborazione elabora un brevetto “Impianto endoosseo in nuovo materiale ceramico” http://74.125.155.132/scholar?q=cache:-gvOU_QmQqoJ:scholar.google.com/+author:d+tonlorenzi&hl=en&num=100
    • Chairmen della 4° tavola rotonda: Interdisciplinary problems of the posture, nel “5 th Meeting and Seminar on “Ceramics, cells and tissues” Implant for spine CNR Faenza 1998 Articoli pubblicati:
  • “Postural variations induced by occlusion and visus: correlation with rachis pathologies” Dr. P. Silvestrini Biavati, Dr. D. Tonlorenzi
  • “A research about the interference produced on the posture by the use of salivary rolls”. M. Carpi Grosseto, M. Santini Massa Carrara, D. Tonlorenzi.
  • “Correlations between occlusion and posture”  D. Tonlorenzi, G. Ravenna.
  • Relatore al: Congresso “Integrazione-Supplementazione per l’incremento della performance psicofisica ed il benessere” organizzato da “Health Psyco-Physiologic Researches” con il titolo “Vitamine nel dolore cronico e negli stati depressivi: influenze sui sistemi serotoninergici” in data 05/05/2002 Roma Ospedale Santo Spirito.
  • Convegno “Postura e protesi. Dalla prevenzione alla Riabilitazione” 8-9 marzo 2002 Faenza CNR ISTEC con due relazioni: “Correlazioni del dolore posturale cronico” e “Generalità sulla postura”. Gli atti sono stampati.
  • Relatore all’”International Congress of Sports Medicine” “Physical Activity and Sport for different age groups” Perugia 9-12 giugno 2002  “ Metabolic correction and postural disorders”. Gli abstract sono stampati.
  • Relatore all’Accademia Italiana di Kinesiografia ed Elettromiografia Cranio-Mandibolare: “Dolore posturale cronico diagnosi e terapia” Assisi 15-17 Novembre 2002. Gli atti sono registrati (supporto digitale).
  • Congresso CNR Bioceramic Surfaces Behviour in vitro and in vivo Faenza 18-21 marzo 2003 Secondo Simposio satellite Progetto Giacobbe “Farmacologia, alimentazione ed alterazioni posturali” 21 Marzo 2003 Faenza
  • Relatore all’VIII Corso di Aggiornamento per il Medico Sociale del Calcio Uliveto Terme Congresso Lamica (Libera Associazione medici di calcio serie A e B) 19/05/2003 “Correlazioni tra alterazioni del baricentro, performances ed infortuni”
  • Docente nel corso di “Tecnico di posturometria” Università di Siena dall’anno 2003. Tale professione è stata riconosciuta dalla Regione Toscana.
  • Relatore al II° Forum Internazionale Lizard 23-25 gennaio Perugina “La postura: conoscenze e metodologie di base.”
  • Nel 2002 e nel 2003 frequenta il Servizio di Reumatologia dell’Ospedale S. Giacomo e Cristoforo di Massa (ASL 1)
  • Prof. A.C. di “Fisiologia e patologia del movimento e della postura” Corso di Laurea di Fisopatologia Università di Pisa. Collaboratore del Prof. Marcello Brunelli Ord. Di Neurobiologia dal 2004.
  • Congresso “Patologie di confine nel distretto cranio-cervicale” Acqui Terme 5-7 Novembre 2004 “Sindromi dolorose cefaliche e “gate-theory trigeminale: casi clinici”
  • Docente al corso di “Post graduate di gnatologia clinica e semeiotica occluso-posturale” presso la Scuola Post Universitaria San Raffaele nel 2006.
  • Laboratorio sperimentale di fisiopatologia della postura, corso di laurea in odontoiatria primo semestre anno 2005-2006.
  • Prof. A.C. per lo svolgimento del corso ufficiale di “Corso integrato di fisiopatologia dell’apparato locomotore, metodologia generale della riabilitazione e fisioterapia strumentale” per il Modulo professionalizzante in “Tecnico esperto biologo per attività sanitaria preventiva e di sostegno” II° semestre 2005-2006 (patrocinio Unione Europea, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Regione Toscana) per il Corso di Laurea in Scienze Biologiche Molecolari.
  • Docente al Corso di aggiornamento teorico-pratico di “Neurostomatologia applicata alla posturologia” Università G. D’Annunzio Chieti per l’anno 2006.
  • Membro promotore del Comitato Tecnico scientifico del Centro di Ricerca Interuniversitario sulla Anatomia funzionale, Neurofisiologia e Patologia delle posture, statica e dinamica, del corpo umano. Nella seduta del 29-06-2009 della Giunta Regionale Toscana Delibera N .550 del 29-06-2009 Enrico Rossi , Assessore al Diritto alla Salute Regione Toscana ha riconosciuto questo Centro punto di riferimento regionale per la ricerca e la terapia del dolore muscolo-scheletrico.
  • Docente al master di II livello (biennale) Neurofisiologia e patologia delle posture statiche e dinamiche Università di Pisa
  • Relatore congresso internazionale IFUNA (International Functional Association), “Orthopedics and orthodonctis functional treatment as prevention of cranio-mandibular dysfunctions” Dental School Torino, dal 1 al 4 Ottobre 2009 Dr. Daniele Tonlorenzi Prof. Marcello Brunelli “Trigeminocardiac reflex, new perspectives.
  • Congresso “Drugs delivery systems, materials, know-how, new technologies, principles” IRTEC-CNR Faenza March 9-11,2000 con la relazione “Slow release Toxics, Galvanic Phenomena and Bimetallism” P. Silvestrini Biavati, D. Tonlorenzi. Gli atti di quel congresso sono pubblicati presso il CNR

Bruxismo e correlazioni con l’implantologia. Una proposta terapeutica.

Posted on : 19-03-2011 | By : Daniele | In : area medica

0

 

Dr Daniele Tonlorenzi Prof A. C. “Fisiologia e patologia del movimento e della postura”
Corso di Laurea Fisiopatologia generale Università di Pisa

Prof. Marcello Brunelli Università di Pisa Ord. Neurobiologia

Accademia Italiana di Stomatologia Implantoprotesica 7° Congresso Internazionale “Gli insuccessi in implantoprotesi gestione e risoluzione 23-24 marzo 2007 Bologna ATTI PUBBLICATI ONLINE http://www.aisiitalia.com/Documents/DownloadFiles/Atti/AttiBologna2007.pdf
Parole chiave: Bruxismo (serramento, digrignamento, situazione mista), nuclei motori
trigeminali, incremento della dimensione verticale.
Keywords: Bruxism (clenching, grinding and mix), motor trigeminal ganglia, increase
of vertical dimension.
RIASSUNTO
Le parafunzioni notturne come il bruxismo sono state considerate come uno dei fattori
principali dei disordini temporo-mandibolari. Lo schema di queste parafunzioni è nei
nuclei motori del trigemino e sono acquisite per plasticità neurale. Il bite è orientato
ad impedire l’usura dentale, il serramento stesso viene in questa maniera “mediato”.
Alcuni studi evidenziano che l’aumento della dimensione verticale oltre i concetti della
gnatologia classica, risolvono spesso quei casi che altrimenti non sono risolvibili. La
riduzione di sensibilità dei fusi neuromuscolari conseguente a tale aumento, dovrebbe indurre modificazioni plastiche negli schemi motori trigeminali con scomparsa del
bruxismo stesso. È allo studio un particolare tipo di bite con incremento notevole della
dimensione verticale che induce scomparsa degli schemi motori del bruxismo. Approfondimenti sono in corso.
SUMMARY
The nightime parafunctions like bruxism have been considered as are of the principal
causes of temporo mandibular disorders. The scheme of has parafunctions is in the
motor trigeminale ganglia and hay ave acquired by neural plasticity. The bite is to
impede dental usuary, the clenching itself in this intermediary way. Some studies show
that increase of vertical dimension beyond the concepts of classic gnatology often
solve cases that world hawe otherwise been unsolved. The reduction of sensitivity of
muscular spindles, a consequence of this increase, should induce plastic modifications
in the trigeminal motors with the appearance of bruxism itself. It is with the study of
a particular type of bite with notable increase of vertical dimension which induces the
disappearance of the motor schemes of bruxism. In depth research is being made.
INTRODUZIONE
L’invecchiamento della popolazione aumenta la necessità di riabilitazioni orali più o
meno complesse, che offrano risultati soddisfacenti. Le infezioni orali fra gli anziani
delicati possono essere causa di morte (Hamalainen P et Al. 2005).(1) La disabilità
masticatoria percepita può essere associata con un rischio più grande di mortalità negli
anziani. La causa sembra essere l’isolamento sociale, i difficili rapporti interpersonali
ed il fatto che tali soggetti non ritenengano che la vita valga la pena di essere vissuta
(Nakanishi N et Al. 2005). (2) Un altro studio ha segnalato parecchi problemi di salute
e funzionali associati ad alterata funzione del sistema  masticatorio (Osterberg T et Al.).(3) Ulteriori indagini sono comunque necessarie per determinare se l’inabilità
masticatoria sia un fattore di rischio significativo per la mortalità.
L’implantologia ha un ruolo fondamentale nell’offrire risultati soddisfacenti nella riabilitazione orale.
Il bruxismo secondo uno studio è considerato controindicazione per gli impianti dentali,
anche se mancano studi clinici approfonditi. Finora, gli studi sul rapporto possibile di
causa-effetto fra il bruxismo ed il fallimento implantare non rendono i risultati costanti
e specifici, per la variabilità del numero, delle dimensioni degli impianti, il disegno
dell’occlusione e dei modelli dell’articolazione e la protezione del risultato finale con
uno splint occlusale duro di stabilizzazione notturno (Lobbezoo F et A. 2006). (4) Misch
CE (2002) afferma che il bruxismo è un fattore di rischio potenziale per il fallimento
implantare. La forza eccessiva applicata tra le arcate è la causa primaria degli insuccessi implantari tardivi, della perdita crestale di osso, della frattura dei componenti.
In presenza di parafunzione consiglia di aumentare il numero degli impianti, e la loro
larghezza nelle regioni molari, per far diminuire lo sforzo sulla protesi e sull’osso, particolarmente alla cresta. Gli impianti supplementari devono essere posizionati, quando
possibile, per eliminare i cantilevers. Le protezioni notturne adeguatamente progettate
riducono l’influenza del carico sugli impianti e sulla protesi sovrapposta.(5) Le parafunzioni notturne come il serramento ed il bruxismo sono state considerate come uno
dei fattori principali dei disordini temporo-mandibolari e devono essere adeguatamente
indagate (Amemori Y et Al.). (6) La terapia deve cominciare in sede prechirurgica:
progettando gli adeguati siti implantari, oltre che per evitare situazioni di cantilevers,
anche per non aggravare il dolore muscolare ed il danno articolare spesso associati
alle parafunzioni.  Gli interventi spesso costringono il paziente a sottoporsi a sedute
chirurgiche lunghe specie negli interventi complessi, costringendo (soprattutto quando
la sede è posteriore) ad essere sottoposti a situazioni di “leva” dannose in soggetti con
ATM e sistema muscolare già stressato. Anche la sola apertura prolungata della bocca
senza la “leva” (sedi anteriori) è condizione di peggioramento. Si consiglia di confezionare un bite precedentemente alla chirurgia impiantare, per rilassare la muscolatura
prima dell’intervento chirurgico ed a scopo diagnostico per provare la nuova posizione.
La parafunzione consiste nell’attivazione fisiologicamente normale di muscoli volontari per svolgere azioni che non hanno un obiettivo funzionale e che potrebbero rivelarsi
pericolose. Questi comportamenti, sempre che si verifichino raramente, non devono
assolutamente essere considerati anormali ma, ripetuti di frequente, possono portare a
disturbi occlusali e alla diagnosi di parafunzione. Alcuni esempi di comportamenti parafunzionali sono il bruxismo, il succhiarsi il pollice e la postura mandibolare anormale
(C. Mc Neill 1997). (7) Il bruxismo è stato classificato come attività elettromiografica
superiore alla contrazione volontaria massima del 5% ed è stato classificato in tre modelli (serramento, digrignamento e misto) (Amemori Y et Al 2001). (8) Alcuni Autori
hanno registrato tre soggetti che hanno presentato episodi di bruxismo che sono arrivati

fino a poco meno di tre minuti all’ora. Misurando con elettromiografia (EMG) l’attività
muscolare nel serramento è più forte che nel digrignamento (Akamatsu Y et Al). (9)
CONTROLLO NEURALE DELLA MASTICAZIONE
Sistema sensitivo trigeminale: (afferente), costituito da neuroni afferenti primari  che
sono in grado di tradurre diversi stimoli in potenziali d’azione. Tra questi stimoli, analizziamo quelli propriocettivi che individuano condizioni interne come la lunghezza la
posizione delle articolazioni e le tensioni. Le zone sopraspinali (testa, bocca, faccia)
sono innervate dal ganglio del V dal genicolato del VII o da altri gangli di nervi cranici.
Le cellule dei neuroni afferenti primari sono di solito fuori del SNC nei gangli sensoriali. Unica eccezione quella del neurone afferente primario propriocettivo e tattile e
quelle del legamento parodontale, che sono nel nucleo sensitivo mesencefalico trigeminale e sui margini laterali della materia grigia del periacquedotto del mesencefalo.
Il secondo neurone è nel nucleo sensitivo principale del trigemino e forma le connessioni trigemino-talamiche che vanno al talamo ed attraverso la via talamo-corticale in
corteccia. A  livello spinale trigeminale gli stimoli sensitivi attivano dei riflessi che attraverso circuiti di integrazione modulano la risposta dei neuroni secondari. Nel tronco
dell’encefalo l’integrazione sensitiva funziona da feedback per il coordinatore centrale
della masticazione.
VIE MOTORIE EFFERENTI TRIGEMINALI:
Neuroni cortico-trigeminali vanno dalla corteccia motoria primaria al nucleo motorio
trigeminale (posto nella sostanza reticolare pontina e circondato da neuroni premotori).
Gli aspetti automatici della masticazione vengono filtrati da particolari circuiti del tronco dell’encefalo o della colonna vertebrale chiamati generatore centrale di impulsi che
controlla la masticazione (vedi fig.1) attraverso:
a)la generazione di un ritmo o sequenza che controlla la durata del ciclo masticatorio; si
ritiene che le cellule addette al controllo del ritmo siano situate nella formazione reticolare mediale del tronco dell’encefalo;
b)l’attivazione di generatori di impulsi, costituiti da gruppi di cellule di neuroni premotori dei nuclei sopratrigeminali che controllano l’attivazione o l’inibizione dei motoneuroni.
Il cervelletto confronta le informazioni pianificate: provenienti dalla corteccia con quelle sensitive che registrano i movimenti eseguiti ricevuti dalla periferia. Se i movimenti
pianificati non coincidono con quelli svolti, emette segnali di feed-back correttivi che
vengono trasmessi alle vie motorie discendenti.
Il cervelletto ha un ruolo importante anche nei processi di apprendimento e nella programmazione di azioni motorie complesse.
Bruxismo diurno. Il bruxismo diurno può provocare gravi abrasioni dentali, disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare, dolore muscolare e ipertrofia. Sebbene per definizione
il bruxismo diurno non sia un disturbo del sonno, esso è associato allo stato emotivo. Spesso, infatti,  è  facile  notare  persone  ansiose  che  serrano  i  denti. Alcuni studi hanno inoltre
dimostrato che frustrazione, ansia e paura possono aumentare la tensione muscolare.
Bruxismo notturno. Esso è caratterizzato da episodi di serramento o digrignamento bilaterale della durata massima di 5 minuti che si ripetono durante il sonno ogni 90 minuti
circa. Questo  fenomeno spesso coincide con il passaggio dal sonno più pesante a quello
più leggero, ed anche con la fase REM (movimento rapido degli occhi). Le registrazioni
elettromiografìche durante un episodio di bruxismo evidenziano l’attivazione ritmica
dei muscoli elevatori di entrambi i lati seguita da un periodo prolungato di massima contrazione che solitamente si  verifica in una posizione mandibolare escursiva (laterale).
Se ripetuto frequentemente, questo tipo di attività muscolare causa i segni e i sintomi
clinici associati al bruxismo: usura eccessiva e sensibilità dei denti, ipertrofìa dei muscoli elevatori, dolore dell’articolazione temporomandibolare e disfunzione. Nei casi
più gravi si riscontra un’usura del dente fino a livello della cresta gengivale. L’ipertrofìa
dei masseteri può portare alla costrizione del dotto parotideo, causandone manifestazioni sintomatiche.
Con una apparecchiatura sperimentale per le posizioni escursive mandibolari sono stati
registrati due soggetti con bruxismo notturno. L’apparecchiatura è capace di registrazioni simultaneamente elettromiografia (EMG) dei muscoli bilaterali del massetere e la
posizione mandibolare. Le annotazioni del sensore hanno rivelato che un soggetto era
un bruxista bilaterale e l’altro bruxista quasi unilateralmente (Akamatsu Y et Al).
(10) La contrazione muscolare prolungata del bruxista monolaterale, sembra legata a
una maggiore incidenza di disturbi e dolore nell’articolazione temporomandibolare controlaterale. Durante il movimento di escursione, il condilo dell’articolazione opposto
alla direzione del movimento deve avanzare sull’eminenza articolare, trovandosi così
in una posizione che non è in grado di mantenere. Inoltre, sul lato non lavorante i denti non sono in occlusione, non potendo fornire alcun sostegno articolare. L’attività di
EMG del muscolo temporale anteriore dal lato dove avviene la parafunzione durante
le registrazioni notturne è superiore a quella dal lato opposto (Yugami K et Al. 2000).
(11) Le posizioni mandibolari durante il bruxismo potrebbero essere distinte in massima
intercuspidazione, in lateralità destra o sinistra o in avanzamento (Minagi S et Al1998)
(12). Per indagare la posizione dentale nel digrignamento notturno sono stati registrati
contemporaneamente l’elettromiografia di superficie bilaterale del massetere e la posizione mandibolare, con sensori magnetici, durante il sonno in 12 volontari bruxisti in
lateralità destra e sinistra per tre notti successive. Una delle situazioni dentali è la posizione canina bordo-bordo incisale e l’altro è il punto mediano fra la posizione intercuspidale e la posizione canina del bordo-bordo. Si è registrata la predominanza di attività
del muscolo del massetere del lato di equilibratura durante la rettifica della posizione.
L’attività EMG del muscolo massetere è più attiva dal lato che comporta movimento
mandibolare mediotrusivo per correggere la posizione canina eccentrica (Amemori Y
1999). (13) Un altro studio suggerisce che il serramento durante il sonno è più nocivo al
sistema stomatognatico, rispetto ai movimenti mandibolari (Amemori Y 2001) (14) ed
al digrignamento (Minagi S et Al 1998) (15). Il serramento notturno (involontario) ha
un carico meccanico più grande sull’articolazione temporomandibolare, rispetto al serramento volontario diurno (Gastaldo E et Al 2006). (16)

La teoria occlusale sostiene che

le interferenze occlusali stimolano i meccanorecettori parodontali, provocando l’attivazione riflessa dei muscoli elevatori, allo scopo di eliminare le interferenze occlusali, “limando” i denti.Non esistono prove sufficienti a sostegno di questa teoria. Prima di
tutto la stimolazione dei meccanorecettori parodontali non attiva, ma inibisce i muscoli
elevatori (riflesso di apertura della bocca), poi spesso il bruxismo notturno consiste solo
nel serrare i denti, e non nel digrignarli; il solo serramento dentale non è sufficiente per
eliminare le interferenze. Contro questa tesi depone il fatto che la creazione intenzionale
di interferenze occlusali non provoca il bruxismo e la loro eliminazione non reca alcun
giovamento. È noto, infine, che il bruxismo si verifica anche in occlusioni senza o con
scarse interferenze occlusali e che questa parafunzione non è presente in molti soggetti
con gravi interferenze occlusali. Si pensa quindi che l’introduzione o l’eliminazione
delle interferenze occlusali mediante trattamenti dentali abbiano scarsi effetti duraturi
sul bruxismo. Teoria dell’alterazione nervosa, è avvalorata dallo studio precedente
sulle modifiche della plasticità neurale quando si incrementi la dimensione verticale. Il
bruxismo notturno(SB) è caratterizzato dal digrignare o serrare i denti durante il sonno
e potrebbe essere una manifestazione esagerata di attività ritmica spontanea normale dei
muscoli del sistema masticatorio. Sembra esserci un’eccitabilità aumentata delle vie
centrali  motorie della mascella nei soggetti con bruxismo notturno, probabilmente
derivata da una modulazione alterata dei circuiti inibitori del tronco dell’encefalo e non
dai meccanismi corticali alterati. Questi risultati sostengono la teoria che il bruxismo
è pricipalmente centrale e coinvolge le strutture subcorticali (Mascaro MB et
Al. 2005).  (17)
Alcune prove sostengono l’ipotesi secondo la quale il bruxismo sia un  disturbo del
sonno legato allo stato emotivo del soggetto. In alcuni individui è stata dimostrata l’esistenza di un legame fra vita stressante e insorgenza del bruxismo notturno: infatti, nei
periodi di minore stress questo fenomeno tende a diminuire. Inoltre, i profili psicologici dei soggetti affetti da bruxismo notturno hanno evidenziato con maggiore frequenza
disturbi nervosi e livelli di ostilità, ansia, iperattività e aggressività maggiori rispetto a
quelli di persone normali. La correlazione fra questi stati emotivi e il bruxismo notturno porta a ritenere che questo abbia origine nel sistema limbico. Un’altra conferma a
quest’ipotesi deriva dal fatto che spesso si abbina a segni di incremento dell’attività
simpatica, come tachipnea e tachicardia. Il sistema nervoso autonomo è sottoposto al
controllo dell’ipotalamo, facente parte del sistema limbico.
Vari neurotrasmettitori sono stati implicati nel movimento orale e particolare interesse
ha suscitato la dopamina dato che una sua alterazione può provocare alterazione dei movimenti compreso quelli motori della mascella, come nella discinesia orale e forse nel
bruxismo. Gli Autori suggeriscono che le catecolamine possono regolare i movimenti
orofacciale attraverso i centri premotori masticatori, le risposte da sforzo e quelle del
sistema vegetativo (Yabushita T et Al. 2005). (18)
Modifiche sistemiche: Uno studio su 24 bruxisti (23-67 anni) ha evidenziato: frequenti
episodi di dolore orofaciale (65% ha segnalato frequenti emicranie di mattina) e corporeo; frequenti sintomi vegetativi (sudore 23%, palpitazioni notturne 62%, riduzione
libido 50%); 19% ha presentato ipertensione che necessita trattamento (Dahlström L,
Haraldson T 1985). (19)
MATERIALI E METODI
Alcuni Autori hanno studiato gli effetti dei cambiamenti di lunga durata nell’aumento
della dimensione verticale occlusale sugli input sensoriali dei fusi del massetere. Venti
ratti femminili tipo Wistar sono stati anestetizzati con barbiturici e sono stati divisi in
due gruppi: in uno è stata mantenuta la dimensione verticale e nell’altro è stata aumentata con un rialzo in resina composita di 2.0 millimetri ai molari mascellari. In questo secondo gruppo la sensibilità del fuso muscolare del massetere è diminuita gradualmente.
L’incremento della dimensione verticale ha causato quindi la riduzione della sensibilità
del fuso muscolare del massetere e ciò indica una modifica della plasticità sensitiva
periferica in seguito ad incremento della dimensione verticale (Bader GG et Al. 1997).
(20) Per plasticità sensitiva  si intende il fatto che in alcuni sistemi neuronali si stabiliscono talune modificazioni funzionali permanenti a seguito di particolari stimoli o
di particolari loro combinazioni e queste modifiche sono indicate come modificazioni
plastiche (Jerzy Konorsky 1948).
Questi esperimenti pongono le basi per un complesso ripensamento verso i concetti di
spazio libero, e di incremento della dimensione verticale in odontoiatria. Anche nell’uomo l’aumento della dimensione occlusale verticale è stata usata per trattare i disordini
che coinvolgono l’iperattività muscolare, come nel bruxismo.
DISCUSSIONE
Quanto detto indica che queste parasonnie sono di natura funzionale e l’intervento deve
essere finalizzato al ripristino della funzione alterata. Abbiamo utilizzato manovre di
iperestensione ed applicato bite con elevato incremento della dimensione verticale . Le manovre hanno dato risultati positivi inducendo una quasi immediata decontrattura muscolare, la cui natura può essere di vario genere: una ridotta sensibilità dei
fusi neuromuscolari (come da altri Autori suggerito), oppure una stimolazione del riflesso del complesso recettoriale del Golgi.

BIBLIOGRAFIA
1) Hamalainen P, Meurman JH, Kauppinen M, Keskinen M Oral infections as predictors of
mortality Gerodontology. 2005 Sep;22(3):151-7.
2) Nakanishi N, Fukuda H, Takatorige T, Tatara K. Relationship between self-assessed masticatory
disability and 9-year mortality in a cohort of community-residing elderly people. J Am Geriatr
Soc. 2005 Jan;53(1):54-8.
3) Osterberg T, Carlsson GE, Tsuga K, Sundh V, Steen B Associations between self-assessed
masticatory ability and some general health factors in a Swedish population. Gerodontology.
1996 Dec;13(2):110-7.

4) Lobbezoo F, Brouwers JE, Cune MS, Naeije M. Dental implants in patients with bruxing
habits. J Oral Rehabil. 2006 Feb;33(2):152-9.
5) Misch CE. The effect of bruxism on treatment planning for dental implants. Dent Today. 2002  7
Sep; 21 (9): 76-81
6) Amemori Y. Influence of bruxism during sleep on stomatognathic system] Kokubyo Gakkai
Zasshi. 1999 Mar; 66 (1):76-87.
7) C. Mc Neill “Science and Practice of Occlusion” Quintessence Publishing Co, Inc. Chicago
1997

8 Amemori Y, Yamashita S, Ai M, Shinoda H, Sato M, Takahashi J. Influence of nocturnal
bruxism on the stomatognathic system. Part I: a new device for measuring mandibular movements
during sleep. J Oral Rehabil. 2001 Oct;28(10):943-9.
9) Akamatsu Y, Minagi S, Sato T A new method for recording mandibular position during
nocturnal bruxism. J Oral Rehabil. 1996 Sep;23 (9): 622-6.
10) Yugami K. Kokubyo Gakkai Zasshi. 1996 Mar;63(1):31-41. Continuous evaluation of muscle
activity with occlusal tooth contacts part II. Nocturnal tooth contacts and muscle activity]
11) Yugami K, Yamashita S, Ai M, Takahashi J. Mandibular positions and jaw-closing muscle
activity during sleep. J Oral Rehabil. 2000 Aug;27(8):697-702.
12) Minagi S, Akamatsu Y, Matsunaga T, Sato T Relationship between mandibular position
and the coordination of masseter muscle activity during sleep in humans. J Oral Rehabil. 1998
Dec;25(12):902-7.

13) Amemori Y. [Influence of bruxism during sleep on stomatognathic system] Kokubyo Gakkai
Zasshi. 1999 Mar;66 (1):76-87.
14) Amemori Y, Yamashita S, Ai M, Shinoda H, Sato M, Takahashi J. Influence of nocturnal
bruxism on the stomatognathic system. Part I: a new device for measuring mandibular movements
during sleep. J Oral Rehabil. 2001 Oct;28(10):943-9.
15) Minagi S, Akamatsu Y, Matsunaga T, Sato T Relationship between mandibular position
and the coordination of masseter muscle activity during sleep in humans. J Oral Rehabil. 1998
Dec;25(12):902-7.
16) Gastaldo E, Quatrale R, Graziani A, Eleopra R, Tugnoli V, Tola MR, Granieri E. The
excitability of the trigeminal motor system in sleep bruxism: a transcranial magnetic stimulation
and brainstem reflex study. J Orofac Pain. 2006 Spring;20(2):145-55.
17) Mascaro MB,  Bittencourt JC,  Casatti CA, Elias CF  Alternative pathways for catecholamine
action in oral motor control.  Neurosci Lett. 2005 Sep 23;386(1):34-9
18) Yabushita T, Zeredo JL, Toda K, Soma K Role of occlusal vertical dimension in spindle
function. J Dent Res. 2005 Mar;84(3):245-9.

19) Dahlström L, Haraldson T (1985). Bite plates and stabilization splints in mandibular
dysfunction. A clinical and electromyographic comparison. Acta Odontol Scand 43:109–114
20) Bader GG, Kampe T, Tagdae T, Karlsson S, Blomqvist M. Descriptive physiological data on
a sleep bruxism population. Sleep. 1997 Nov;20(11):982-90.
21) D. Tonlorenzi, G. Traina, M Zampino, M. Brunelli. La gate theory trigeminale. Atti Convegno Evoluzione del
corpo umano fisiologia e biomeccanica. CNR Biomateriali Faenza 2006

 

Utilizzando il sito si accetta l’uso di cookies per analisi, risultati personalizzati e pubblicità. cookies policy.  [ Accetto ]

Privacy Policy benessere.me