La carie, placca, batteri e pulizia

Posted on : 27-03-2012 | By : Daniele | In : Protesi

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Definizione di carie

Secondo l’OMS si tratta di una patologia causata da agenti esterni (la bocca è una cavità esterna come la cute perché in contatto con l’esterno) che insorge dopo che i denti sono erotti e che causa rammollimento di smalto e dentina (tessuti duri) formando una cavità.

Età colpite

colpisce tutte le età ed aumenta di pari passo con gli anni. Nei giovani, è la malattia infettiva cronica più frequente. Dati su campioni significativi di soggetti in età adulta sono assenti, probabilmente per la difficoltà a raccogliere informazioni in queste fasce di età. Col passare degli anni l’incidenza è comunque meno frequente rispetto all’età evolutiva.

Frequenza nella popolazione mondiale

E’ la patologia più diffusa al mondo, si ritiene che ne sia colpito il 90% della popolazione mondiale ed è perciò ritenuta una malattia importante nel quadro generale della sanità pubblica. Negli ultimi decenni si è osservata, nei paesi industrializzati, una riduzione della sua incidenza. Per spiegare questa riduzione si fa riferimento ai programmi di informazione e di prevenzione che sono stati attuati per migliorare l’igiene orale e per informare sul corretto consumo degli zuccheri.

Che cos’è la carie?

La carie è una malattia dovuta a diversi fattori (multifattoriale) che interessa i tessuti duri del dente causandone nel tempo, se non trattata, la distruzione e la perdita. Oramai è da tutti accertato che la carie è una malattia causata da diversi fattori tutti correlati tra loro.

1) particolari batteri patogeni (tra cui uno produce acido) che aderiscono alla superficie del dente attraverso la placca batterica;

2) cattive abitudini alimentari (troppi zuccheri, specie quelli “appiccicosi”) che “alimentano” tali germi;

3) uno smalto dentale più fragile potrebbe essere causato da una “fragilità dei tessuti dentali” che si è osservata familiarmente.

La placca batterica rappresenta il laboratorio biochimico, dove gli zuccheri vengono trasformati in acidi dalla flora batterica presente.

Fattori che aumentano il rischio di carie necessitando di richiami più frequenti:

assunzione di alcool, droghe, fumo.

La prevenzione si fa principalmente attraverso la pulizia

Lavare bene i denti serve per ridurre il numero dei batteri (carica batterica) e per allontanare i residui di cibo che hanno azione cariogena e non solo per avere l’alito profumato. Particolarmente importante è lavare i denti alla sera, per evitare che il cibo sia trasformato in placca durante la notte. Lo spazzolino deve essere con le setole di durezza media e la testina deve essere di dimensioni adeguate così da poter pulire con facilità tutte le superfici dei denti. Le tecniche e gli ausili per l’igiene domiciliare devono essere consigliati adattandoli alle necessità di ciascun paziente, tenendo conto della Sua manualità. Dato che movimenti scorretti o troppo vigorosi con lo spazzolino manuale possono dare traumi delle gengive e della mucosa ed abrasioni dei denti (zone di usura, recessioni del margine gengivale) talvolta può essere utile usare lo spazzolino monociuffo, per le zone della bocca di difficile accesso per il paziente, come nelle zone dietro i molari, nel palato, nella lingua, ecc. L’uso del filo interdentale riduce il sanguinamento (abbattendo la placca batterica), del 67% rispetto al 37% del solo spazzolamento. È l’unica cosa, in condizioni normali, in grado di pulire tra gli spazi dentali, che è la zona più fragile della gengiva. Se questi spazi sono ampi è indicato l’uso dello scovolino perché più efficace nel ridurre la placca batterica. La frequenza dell’igiene orale professionale va osservata con richiami a periodi variabili dai due ai dodici mesi secondo le capacità individuali di controllo della pulizia orale.

Il soggetto deve imparare a detergere la lingua con appositi pulisci lingua e a pulire e massaggiare le mucose dentali, almeno una volta al giorno.

Pulizia dei denti anteriori

La bocca va tenuta semiaperta e I denti vanno lavati a gruppi di 2-3 per volta, con lo spazzolino che va in senso verticale partendo dalla gengiva verso i denti. Particolare importanza al colletto dei denti (la zona tra dente e gengiva) e allo spazio interdentale, che va pulito attraverso l’uso di filo interdentale.

fig 2

L’uso del filo interdentale è particolarmente importante nel caso in cui il soggetto abbia i denti accavallati così da rendere più difficile la pulizia degli spazi interdentali.

fig 3

Ricordare che i denti hanno anche una faccia rivolta verso la lingua inferiormente(la zona dove è più facile riscontrare accumulo di placca) e verso il palato alla quale si deve prestare la massima attenzione.

fig 4

 

Pulizia dei denti posteriori

Anche nei denti posteriori l’operazione di pulizia deve togliere la placca dal colletto dei denti. Nell’arcata dentale superiore deve partire dall’alto ed andare verso il basso, in quella inferiore andare dal basso verso l’alto, nello stesso modo descritto per i denti anteriori fig 2. Si deve anche pulire le superfici masticanti dei denti posteriori, facendo andare lo spazzolino solo in un senso. Con movimenti avanti e indietro si rischia di togliere e rimettere la placca, pertanto si va solo dall’indietro all’avanti.

fig 5

Ho spazzolato bene?

Il controllo dell’efficacia dello spazzolamento si ottiene attraverso l’uso delle complesse rivelatrici di placca. Alla sera dopo aver lavato i denti sciogliere in bocca (di tanto in tanto) queste pastiglie è un buon segno per vedere se si è ottenuta una buona pulizia e se si mantiene nel tempo.

Prevenzione primaria (quella che previene l’insorgere della carie)

si effettua prevalentemente con tre metodiche:

  1. Fluoro profilassi sistemica (nei bambini) o locale (specie negli adulti). Questo argomento è molto dibattuto e si invita chi fosse interessato all’argomento a continuare su   http://www.danieletonlorenzi.it/?p=860.
  2. Sigillatura dei solchi, consigliata in età infantile.
  3. Riduzione dell’assunzione di cibi che contengono un’elevata quantità di zuccheri specie se rimangono “appicicate a lungo ai denti (es caramelle gommore sono peggiori dell’assunzione di bevande zuccherate) pulizia orale attraverso il regolare spazzolamento dei denti.

 

Bambini e adolescenti

È necessario informare i genitori sui comportamenti corretti di igiene:

  • Sconsigliare la somministrazione di bevande dolci con il biberon.
  • Nel periodo neonatale, quando non sono ancora presenti i denti in bocca, usare le garze umide per rimuovere i batteri dal cavo orale del neonato.
  • Ai 3 anni di vita la dentatura decidua è completa. A questa età è utile la prima visita odontoiatrica per spiegare al bambino come effettuare la corretta pulizia dei denti con spazzolino e dentifricio (sotto controllo dei genitori). Si passa dall’uso delle garzine passate dai genitori alle corrette tecniche di spazzolamento dei bambini. Da questa età si consigliano visite di controllo annuali, per motivare maggiormente i piccini allo spazzolamento ed effettuare (laddove il professionista lo ritenga necessario) le necessarie manovre di igiene dentale. Importante per la motivazione dei bambini e per consentire ai genitori il controllo della situazione spiegare l’uso dei rilevatori di placca.

Si consiglia di introdurre l’uso del filo interdentale agli 8 anni di età.

Applicare sigillanti nei solchi e nelle fossette dei denti cuspidati appena erotti (entro 2 anni dall’eruzione con controllo della loro integrità ogni 6-12 mesi).

Anche dopo i 6 anni, età in cui aumenta la propria autonomia, quando lava i denti da solo è necessaria la saltuaria supervisione dei genitori.

 

Prevenzione della carie nell’adulto

 

Le visite di controllo si possono effettuare una volta all’anno per i soggetti con denti sani e con buon livello di igiene orale. Il dentista controllerà ogni volta le tecniche di spazzolamento e l’uso di filo interdentale (o spazzolino scovolino) e raccomanderà di effettuare una corretta igiene orale (motivazione all’igiene orale). Sottoporrà il soggetto a sedute di igiene professionale. Controllerà l’alimentazione e l’assunzione della quantità degli zuccheri con la dieta. Incentiverà l’abbandono di abitudini viziate come il tabagismo. Controllerà inoltre la salute delle mucose orali e insegnerà al soggetto a casa di controllarsi.

Il soggetto a casa deve controllare di usare correttamente le tecniche di spazzolamento anche attraverso l’uso di pastiglie rilevatrici di placca. Controllerà inoltre le gengive e le altre parti della bocca (es. lingua, palato, ecc.) segnalando la presenza di anomalie o di modifiche di quelle già esistenti.

Nella gravidanza

è necessaria una particolare attenzione per i denti e le gengive perché l’aumento di estrogeni e progesterone, che avvengono nell’organismo della donna incinta possono modificare la saliva facilitando l’accumulo di placca e tartaro, con un rischio di carie e gengivite aumentato. Anche la necessità di fare piccoli spuntini tra un pasto e l’altro favorisce l’accumulo di placca. Le raccomandazioni per l’igiene orale, per un’alimentazione sana e bilanciata assumono una particolare importanza per la donna ed il nascituro.

Carie secondaria quella che si ripresenta (sotto un’otturazione o una corona)

I denti ricostruiti con otturazioni o protesi fisse (corone) presentano una probabilità maggiore di quelli sani di ripresentare carie e di necessitare (in quel caso) di ulteriori restauri successivi sempre più estesi, è necessario quindi (in questo caso) avere un’accorgenza particolare nella pulizia dei monconi ricoperti. Anche le otturazioni dentali, come le ricostruzioni protesiche, se non sono corrette espongono al rischio di carie secondarie anche delle radici, necessitando spesso il ricorso all’estrazione, oltre che ad aumentare la probabilità dell’insorgenza della piorrea in quel punto.

Altri fattori predisponenti

Affollamento dentale.

Presenza di malattie sistemiche (o il decadimento delle condizioni di salute generale) si ripercuotono sul cavo orale; diabete insulino-dipendente, HIV, neoplasie, deficit psichici, le patologie che deprimono il sistema immunitario (neutropenie), le collagenopatie.

Trattamenti terapeutici e farmacologici quali l’irradiazione cervico-facciale, i farmaci che riducono la salivazione (xerostomizzanti), l’uso cronico di cortisone e degli immunosoppressori possono portare alla perdita degli elementi dentari.

Abitudini nocive come l’uso di droghe o il fumo. Da segnalare che nei fumatori la mancanza di denti (edentulismo) è doppio rispetto ai non fumatori.

Cattive condizioni socioeconomiche.

I batteri e i meccanismi responsabili della carie sono prevalentemente:

  • Streptococco mutans che si lega alla superficie dello smalto e forma una rete di polisaccaridi a cui si legano molti altri microorganismi, dando luogo alla placca batterica.
  • Il lattobacillo produce un acido che causa lo sviluppo della carie.
  • Gli zuccheri diventano acidi per l’azione di batteri e provocano la demineralizzazione del dente e l’inizio della carie.
meccanismo di formazione della carie fig 1

Domanda frequente.

“Se la carie è una malattia causata da batteri, si può trasmettere?”
Risposta: NO
Abbiamo detto che i batteri che causano la carie sono presenti nel cavo orale di tutti!!! La differenza è nella quantità di placca, elevata se il livello di igiene orale è basso, bassa se il livello di igiene orale è elevato. Anche il fattore genetico, ossia la predisposzione ereditaria gioca un ruolo importante.

Evoluzione della carie.

Inizia con una lesione chiamat “White spot” che è un’aumentata porosità. Prima si dissolvono (si sciolgono) i prismi dello smalto per l’azione degli acidi prodotti dai batteri, poi si scioglie la sostanza interprismatica (quella che sostiene i prismi dello smalto), poi cominciano le crepe e le vere e proprie cavità. Una volta che la carie coinvolge la dentina avanza più velocemente
per la sua minor mineralizzazione rispetto allo smalto e per la presenza dei tubuli dentinali che favoriscono la diffusione della patologia.
I batteri e le tossine invadono la dentina distruggendo (con il procedimento sudescritto)
il tessuto dentinale. L’infiammazione pulpare causa la necrosi del tessuto in quanto la polpa è contenuta in una cavità dentinale rigida (non enespandibile) e con l’infiammazione che comporta edema e vasodilatazione non consente di guarire.
L’arteriola pulpare si strozza e causa la necrosi della polpa.

Dagli appunti del Dr. Enzo Di Iorio

I diversi gradi di lesione cariosa.

  • 1° grado quando la lesione coinvolge solo lo smalto;
  • 2° grado quando coinvolge lo smalto e la dentina;
  • 3° grado quando è coinvolta la polpa del dente pulpite.  In questo caso si ha la comparsa del dolore ed il dente va devitalizzato. Non è dannoso solo il contatto diretto dei batteri con la polpa dentale, è sufficiente l’azione svolta dalle tossine batteriche. Le pulpiti acute hanno un forte dolore lancinante, persistente, non localizzato, più forte di notte; le pulpiti croniche sono caratterizzate da dolore attenuato, intermittente cioé a volte è presente e a volte è inesistente.

Può causare complicanze:

 

  • Locali coinvolgendo la polpa dentale (il cosidetto nervo) fino a dare granulomi, ascessi e raramenti flemmoni; può successivamente essere coinvolto il parodonto (ascesso endoparodontale), il ligamento che lega dente ed osso mascellare e mandibolare.
  • Generali: l’infezione può causare infezione in organi a distanza (infezione settica odontogena).

Evoluzione della lesione cariosa

  1. Carie superficiale dello smalto che si decalcifica e si disgrega.
  2. Carie penetrante, la parte più esterna della dentina che si decalcifica e si distrugge.
  3. La polpa dentale (nervo) viene coinvolta (pulpite) e si trasforma in gangrena.
  4. Coinvolgimento del legamento che unisce il dente all’osso (parodonto).
lesione cariosa interpprossimale  fig 6
Nella radiografia si vede la superficie occlusale del dente ed un grosso buco tra i denti, che ha “bucato” lo smalto e coinvolto la dentina avvicinandosi alla polpa dentale. Quando anche questa sarà coinvolta si avrà il “mal di denti” classico molto doloroso.

Conseguenze della carie

  • Si ritiene sia responsabile del 50% delle perdite dentali; talvolta così importante da richiedere la necessità di estrazioni (anche multiple).
  • La presenza o l’assenza di denti e la loro integrità sono legati alla qualità di vita e al grado di autostima dei soggetti.

Altre cause di perdita di tessuto dentale (oltre la carie)

Correlazione tra perdita di denti e insorgenza di patologia dell’articolazione temporomandibolare

È soprattutto la mancanza di più molari (denti posteriori) a favorire (o accelerare) l’insorgenza di questa patologia, più frequente nel sesso femminile.

Ricordare infine che in ogni caso si deve eliminare qualsiasi cosa che taglia la lingua o le altre gengive (restauri rotti e/o taglienti, protesi incongrue ecc.).

 

Cosa controllare nell’adulto durante la visita odontoiatrica

Cosa controlla il dentista durante le visite:

 

  • I tessuti della bocca (lingua, gengive, ghiandole salivari).
  • La presenza di carie, intervenendo il più precocemente possibile.
  • Il grado di attenzione all’igiene orale per prevenire anche le malattie parodontali.
  • Effettua, laddove necessario, un trattamento professionale (scaling e root planing).
  • Presenza di parafunzioni orali (bruxismo e/o serramento) e quadri di malocclusione dentale, spesso associati ad altri quadri clinici (esempio cefalea ed emicrania).
  • Presenza di lesioni delle mucose orali. Qualora il soggetto vedesse anomalie di qualsiasi tipo nel cavo orale deve recarsi dall’odontoiatra o far vedere la lesione al medico di famiglia.
  • Eventuali terapie farmacologiche che possono portare a bocca secca (xerostomia) o immunosoppressione.
  • Occlusione e malocclusione e le sue eventuali correlazioni con disordini posturali.

 

Il successo a lungo termine di qualsiasi otturazione dentale (e delle protesi) dipende da:

  • precisione con la quale le carie sono state curate;
  • dal mantenimento scrupoloso al quale vengono sottoposte le otturazioni dentali nel tempo. Dato che si tratta di un corpo estraneo, questi subisce un deterioramento. Deve pertanto essere mantenuto con un’igiene orale, superiore a quella necessaria per i denti senza otturazioni. Il controllo continuo nel tempo, serve per reintervenire precocemente, laddove necessiti, eventuali anomalie o condizioni di igiene orale inadeguate.

 

Si ringrazia il Dr. Enzo Di Iorio per l’aiuto nella parte redazionale.

Allungare (rialzare) i denti (senza limarli) ci fa più belli e più belle. Un’alternativa frequente alla medicina (e chirurgia) estetica. .

Posted on : 04-12-2011 | By : Daniele | In : Protesi

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I denti corti possono dare dolori legati a malocclusione

http://www.danieletonlorenzi.it/atm/gnatologo-gnatologia-ovvero-studio-dell%E2%80%99articolazione-temporomandibolare-atm/ , ma la funzione e l’estetica vanno di pari passo. La terapia http://www.danieletonlorenzi.it/?s=allungare+i+denti&x=0&y=0 ha un suo senso logico.

Nella valutazione delle tecniche antiaging troppo spesso si trascura la salute della bocca e dei denti, invece denti sani e belli ci fanno apprezzare meglio da chi ci circonda e fanno aumentare la nostra autostima. Ma col passare del tempo si va incontro a “usura” dentale, o a perdita dei denti e l’estetica del nostro viso ne è compromessa. Rimettere quelli mancanti o allungare i denti usurati (di solito dal bruxismo http://www.medicitalia.it/minforma/Odontoiatria-e-odontostomatologia/699/Bruxismo-come-riconoscerlo-e-come-affrontarlo) ci da vantaggi insperati sia estetici che di salute. La dimensione verticale occlusale è la distanza che intercorre tra la mandibola e la mascella, detta in maniera semplice si potrebbe definire la distanza che intercorre tra la punta del mento e la punta del naso. E’ risaputo da tutti gli odontoiatri che “ricostruendo i denti si ricostruice il sorriso” come si vede nelle immagini che seguono, ma uno studio di diversi anni fa da più informazioni e una precisa statistica. http://www.nature.com/bdj/journal/v192/n3/full/4801324a.html

Aumentando la dimensione verticale (la distanza naso-mento) si hanno miglioramenti estetici visibili ai pazienti ma supportati anche da persone estranee che hanno controllato le loro foto prima e dopo. Addirittura esteticamente lo studio afferma che i soggetti che riabilitano la bocca dimostrano dai 5 ai 20 anni di meno. I risultati riferiti dai pazienti e dagli esaminatori concludono che rimettere o ricostruire i denti può avere effetti di vasta portata estetica non solo sulle aree peri-orali, ma su tutto il viso.

Troppi si affidano alla chirurgia estetica, magari facendosi iniettare acido ialuronico (jaluronico), filler, collagene non sapendo che ripristinare una corretta masticazione porterebbe ad un’estetica del viso ringiovanita dai 5 ai 20 anni. Un’usura o la mancanza di denti può essere correlata a malocclusione dentale con dolore, cefalee, cervicalgie, ecc.

Vediamo ad esempio cosa succede alla paziente della foto senza denti….. e si vede la spiegazione di molti casi in cui:

  1. donne (e uomini) col passare degli anni, le labbra perdono volume e tono e sembrano “svuotate”;
  2.  contorno labbra non ben definito;
  3. labbra sottili;
  4. labbro superiore (o inferiore) più sottile rispetto all’altro;
  5. labbra solcate da rughe;
  6. rughe periorali

quando si rimette i denti

 

 

Dopo il trattamento si osserva un aumento e rimodellamento delle labbra, senza ricorrere alla chirurgia estetica con un risultato estremamente naturale e molto più stabile. Allungare i denti, quando questi sono corti, consente oltre ad ottenere benefici estetici (aspetto ringiovanito)anche a “riconquistare” il benessere dell’articolazione temporomandibolare e a curare il dolore temporomandibolare, consentendo anche di eliminare i danni da bruxismo quando questi sono evidenti. Tutta questa è odontoiatria estetica (curando i denti si riconquista il benessere). Di solito si presta più attenzione allo sbiancamento dentale e alle faccette estetiche (modifica colore e forma dente) solo perché più conosciute. L’odontoiatria cosmetica si occupa solo di estetica e non di recupero del benessere.

In alcuni casi è indicato associare il trattamento ortodontico. Il concetto di odontoiatria solo come otturazioni (per la cura della carie) e devitalizzazioni (classico mal di denti) è oramai ben superato. Ora addirittura si è arrivati al wellness in odontoiatria http://www.danieletonlorenzi.it/atm/stretching-mandibolare-contro-il-dolore-e-wellness-benessere-in-odontoiatria/

Buon sorriso.

Un metodo per allungare i denti può essere http://www.danieletonlorenzi.it/?p=624

 

 

Allungare i denti per stare meglio (lo spring device)

Posted on : 09-11-2011 | By : Daniele | In : articolazione temporomandibolare, Protesi

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In presenza di denti molto usurati o malocclusi è possibile ricostruirli con il materiale con cui sono fatte le otturazioni (composito dentale) al fine di rialzare la masticazione (naturalmente costruendo una masticazione corretta). E’ stato fatto uno studio su  diciotto pazienti con grave usura dei denti, (16 maschi, 2 femmine con un’età media di 44,8 anni. La durata esaminata varia da 6 mesi a 12 anni e il tempo di osservazione medio è stato di 3,98 anni. Si è contato quante volte si è dovuto reintervenire dopo queste terapie.Dei 332 denti ricostruiti, 23 restauri si sono dovuti rifare (6,9%) quattro (1,2%) hanno presentato carie secondaria. Misurazioni su una scala VAS da 0 a 10 (0 massima insoddisfazione, 10 massima soddisfazione possibile) ha rivelato che i soggetti così trattati hanno un grado di soddisfazione di media 9,0. Lo studio conclude dicendo che i soggetti così trattati hanno una buona soddisfazione da queste terapie.

fonte http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21935514

Parole chiave: denti davanti che toccano, denti posteriori bassi, ceramiche, rispetto biologico.

 

Dopo aver effettuato stretching mandibolare dinamico con “spring device” si rilassa la muscolatura per poter “registrare” un corretto rapporto tra i denti.http://www.danieletonlorenzi.it/atm/stretching-mandibolare-contro-il-dolore-e-wellness-benessere-in-odontoiatria/

In marrone si vede la situazione dei denti riportata nei modelli in gesso, in grigio si vede la ricostruzione dei denti in cera da laboratorio, che sarà riprodotta con una sofisticata metodica in bocca. Il rialzo comporta modifiche dell’occlusione che saranno provate con bite e riprodotte in laboratorio. In questo modo è possibile “liberarsi” dal bite.

E’ un modo definitivo per liberarsi di mal di testa, mandibola che schiocca (che scrocchia), dolori atipici facciali cervicalgia e tutte le altre cose associate a malocclusione dentale http://www.danieletonlorenzi.it/atm/gnatologo-gnatologia-ovvero-studio-dell%E2%80%99articolazione-temporomandibolare-atm/.

Importante è che allungando i denti si allungano (allungare in inglese to stretch) i muscoli della masticazione quindi si ha uno stretching dei muscoli masticatori, con i relativi vantaggi associati.

 

drtonlorenzi@gmail.com

tel 058553075

 

 

La prevenzione nel paziente portatore di protesi su impianti

Posted on : 09-09-2011 | By : Daniele | In : Protesi

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Paziente portatore di manufatti protesici  implanto-supportati

 

Il paziente che deve sottoporsi a terapia protesica su impianti deve essere certo di essersi fatto spiegare bene (e di aver capito) la differenza tra denti naturali e impianti osteointegrati.

Il dentista spiegherà:

  • l’importanza dell’adeguato controllo della placca batterica prima, durante e dopo l’esecuzione delle terapie;
  • informerà sulle corrette manovre di spazzolamento e sui colluttori che possono aiutare il paziente soprattutto nei primi tempi.
  • Indicherà il tipo di dispositivi di igiene orale più adeguati al caso;

 

Prima della seduta implantare

 

l’odontoiatra dovrà:

 

  • sensibilizzare il paziente alla cessazione o alla riduzione del fumo;
  • trattare le malattie parodontali e le gengiviti fino alla fine del sanguinamento gengivale.

 

Alla fine del trattamento

 

implantoprotesico si deve:

 

effettuare una seduta di igiene orale professionale ogni 3 mesi (almeno inizialmente e nei casi di protesi estesa) nella quale il professionista valuterà:

  • la profondità del sondaggio,
  • l’eventuale sanguinamento delle fixture implantari,
  • la presenza di placca;
  • se il paziente effettua una corretta igiene orale domiciliare;
  • se il soggetto usa gli strumenti corretti (scovolini interdentali, fili interdentali adeguati), spazzolini monociuffo;

 

alla fine l’odontoiatra rimuoverà i depositi di placca e tartaro sopragengivale, con gli adeguati strumenti  (punte ultrasoniche dedicate, scaling e curettes in titanio, teflon, ecc.);

Regole per una protesi corretta.

Posted on : 11-04-2011 | By : Daniele | In : Protesi

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fig 1

Una cosa di cui talvolta non si tiene il dovuto conto nell’esame del cavo orale è se le fibre dei muscoli che innervano la mandibola sono correttamente estese. Questa informazione avviene attraverso un sensore (fuso neuromuscolare) posto all’interno dei muscoli elevatori della mandibola. Questa via non passa dal ganglio di Gasser, ma ha il primo neurone nel nucleo mesencefalico del trigemino, seguendo la via colorata in azzurro. Cos’è che determina la corretta distensione di queste fibre muscolari? L’altezza dei denti, che tengono alla giusta distanza la mandibola dalla mascella. Nella figura è indicata dalla doppia freccia rossa.

fig 2

Nella figura A quando le fibre mandibolari sono correttamente distese, si ha una frequenza di scarica dai fusi neuromuscolari regolare, che da il giusto stimolo al nucleo mesencefalico. Nella figura B la distensione muscolare è aumentata (es. nello stretching mandibolare) e la scarica delle fibre trigeminali è aumentata. Questo aumento se armonico tra la destra e la sinistra e tra le diverse parti del piano occlusale ha effetti benefici di stimolo. Se i muscoli sono contratti, C, gli stimoli sono ridotti con possibili patologie: vertigini, dolori al collo (cervicalgie), cefalee, emicranie, nevralgie del trigemino (tipiche o atipiche).

Situazione di partenza

vista anteriore, laterale sinistra e laterale destra.

Nel caso del soggetto illustrato dai modelli, a sinistra si vede gli incisivi superiori che coprono completamente gli inferiori, invece che in parte (in gergo odontoiatrico si dice marcato overbite).

fig 4

Come abbiamo visto in precedenza, la mancanza di denti riduce la distanza tra la mandibola e la mascella, la lunghezza delle fibre muscolari e la scarica trigeminale, che come si vede nella figura accanto scompare, con la possibile presenza di patologie di molti tipi.

Situazione corretta

fig 5

Nella fotografia a sinistra si vede che i denti superiori coprono metà dei denti inferiori, mentre lateralmente si nota che il modello in gesso dei denti superiori è più lontano dai denti inferiori. Su questa nuova posizione si costruiranno i nuovi denti in ceramia.

la scarica del nervo trigeminale è ritornata corretta. Eventuali patologie dolorose, vertiginose, ecc. ne traggono spesso giovamento.

Esempio pratico.

C’è una grande discussione se la masticazione sia correlata alla postura corporea. Molti piccoli mattoni sono stati portati in un senso e nell’altro, io posso solo registrare qualche caso che mi è capitato nello studio.

Paziente all’ingresso, con diverse operazioni, anca, ginocchio, ecc, affetta da una malattia autoimmune grave detta sclerodermia. Le terapie odontoiatriche non sono assolutamente in grado di cambiare l’esito della malattia e la paziente deve continuare i controlli e le terapie da parte del reumatologo.

 

Quando la paziente apre la bocca si nota usura dei denti superiori e montaggio dei molari non in linea con i denti anteriori. Manca alla masticazione (riduzione della dimensione verticale) lo spazio compreso tra i denti e la freccia.

La muscolatura si è accorciata e la paziente ne risente vistosamente, tanto da essere costretta a portare un bastone per la presenza di gravi vertigini.

In questo caso si è usato per trovare una dimensione corretta una T.E.N.S. secondo la metodica di Jankelson, con gli elettrodi inseriti anteriormente ed in basso alla articolazione temporomandibolare. Usando una resina adatta si è registrato un rialzo e si è posizionato il tutto su articolatore da laboratorio.

Togliendo la resina dopo aver monato i modelli su articolatore, si vede lo spazio che manca per costruire una protesi corretta.

Dentiera finita, si vede che i denti posteriori sono perfettamente in linea con gli anteriori. La distanza tra mandibola e mascella è corretta e la distensione muscolare dei muscoli della masticazione è corretta.

Alla fine del trattamento l’equilibrio è vistosamente migliorato, tanto che la paziente non fa più uso del bastone. Le gravi patologie da cui era affetta permangono invariate e le terapie e i protocolli non cambiano.

Considerazioni finali

L’obiettivo da cercare nella riabilitazione protesica è il corretto rapporto dentale e la conseguente corretta distensione dei muscoli masticatori. Qualsiasi tipo di ceramica si usi (zirconia, oro palladio, vile in cromo cobalto, di silicato di litio, ecc.), si faccia o meno impianti o dentiera vecchia maniera (a seconda delle situazioni cliniche e/o economiche), se non si trova il corretto rapporto tra mandibola e mascella non si è ottenuto un buon risultato.

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