gnatologia e postura secondo incontro

Posted on : 31-03-2016 | By : Daniele | In : news dalla scienza

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Clinica dei disturbi gnatologici e posturali 

 

Valutazione clinica e strumentale gnatologica.

Anamnesi, segni e sintomi.

L’artrosi e l’artrite temporomandibolare.

Fibromialgia e disturbi dell’ATM.

Il bite ed i controlli.

Valutazioni posturali e misure su pedana barostabilometrica.

Data corso successiva a primo incontro.

informazioni drtonlorenzi@gmail.com

Si consiglia di aver già partecipato a http://www.danieletonlorenzi.it/news/corso-di-gnatologia/

 

 

 

Serrare i denti non sembra fare sempre male

Posted on : 24-02-2016 | By : Daniele | In : news dalla scienza

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Una rivista prestigiosa racconta di un esperimento eseguito su 17 soggetti sottoposti ad esercizi di aritmetica da eseguire entro un limite di tempo di 20 minuti in modo da ottenere lo stress (stress di carico).

Dopo lo stress (da esercizi algebrici) i soggetti sono stati invitati una prima volta a masticare chewingum per 10 minuti. Successivamente dopo il medesimo stress da carico i soggetti sono stati invitati ad alternare serramento leggero di cinque secondi alternato a rilassamento per 5 sec, il tutto per tre minuti.

In entrambi gli esperimenti sono stati misurati i livelli di cortisolo salivare prima e dopo la masticazione del chewingum e anche quando i soggetti facevano seguire periodi di 5 secondi serrando lievemente i denti intervallati da momenti di relax di 5 secondi.

In entrambe le condizioni i livelli di cortisolo sono significativamente ridotti .

Tahara Y, Sakurai K, Ando T. Influence of chewing and clenching on salivary cortisol levels as an indicator of stress. J Prosthodont. 2007

Io faccio provare a serrare i denti sullo Spring Device ® con basette. I risultati serrando i denti con i muscoli allungati sono ancora più significativi. Per maggiori informazioni contattare drtonlorenzi@gmail.com

commercializzato da info@quasardental.com - 

Tel. +39 345 8987827

Website: www.quasardental.it – www.quasardental.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Fibromialgia

Posted on : 10-01-2016 | By : Daniele | In : news dalla scienza

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Perché le terapie manuali riducono il dolore. La teoria del cancello.

Posted on : 05-01-2016 | By : Daniele | In : news dalla scienza

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Abbiamo visto che lo stimolo nervoso tissutale rilascia sostanze K+, istamina, bradichinine, leucotrieni e prostaglandine in grado di innescare l’attivazione dei nocicettori che hanno il corpo cellulare nei  neuroni a T del ganglio spinale che lo invia al secondo neurone nelle corna posteriori del midollo spinale. Per altre informazioni su questa parte chiedere a drtonlorenzi@gmail.com vediamo ora come funziona il meccanismo del cancello del dolore. Osteopatia, chiropratica, medicina manuale, il metodo Mézières e tutti gli altri hanno qualcosa in comune. Vediamone ora una parte.

Perché le terapie manuali riducono il dolore.

Nel 1965 Ronald Melzack e Patrick Wall hanno descritto la teoria del cancello (Gate Control Theory) che ha trovato poi tante conferme. Alcuni neuroni delle corna dorsali del midollo sono eccitati sia da fibre C di piccolo diametro (nocicettori) sia da assoni sensoriali cutanei Aβ di diametro largo.

 

Quando il segnale doloroso stimola le fibre C (attiva il potenziale di azione) queste inibiscono l’interneurone determinandone l’iperpolarizzazione e un segnale di dolore intenso dal secondo neurone delle corna dorsali (iperpolarizzato) sale verso il sistema nervoso centrale. L’impulso proveniente dalle fibre Aβ attiva invece l’interneurone (depolarizzandolo) e la cellula nocicettiva delle corna posteriori del midollo spinale è inibita (iperpolarizzata) e l’impulso doloroso è ridotto.

 

Questo ci spiega perché stimolando gli assoni sensoriali Aβ di largo diametro si ha benessere con il massaggio della pelle o con la TENS si abbia riduzione del dolore dopo una lesione. Quando prevale il segnale proveniente dai nocicettori (fibra C) si ha dolore, quando prevale il segnale delle fibre Aβ il dolore si riduce.

 

Melzack R, Wall PD. Pain mechanisms: a new theory. Science 1965

 

Gli stessi Autori hanno in seguito descritto i meccanismi con cui segnali di alcune vie discendenti provenienti dal SNC sono in grado di modulare il dolore, sia inibendolo che facendolo aumentare e continuare nel tempo (favorendo la cronicizzazione). Questi meccanismi sono legati anche a quelle terapie gnatologiche che sfruttano questi principi.

 

Dolore ansia e depressione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

nel disegno si evidenzia una via del del dolore che dal midollo spinale va al sistema limbico che è la zona che “colora con le emozioni le nostre esperienze”. Non è possibile per queste connessioni non avere, nel dolore cronico ansia e depressione. Questo è un aspetto studiato

in http://www.danieletonlorenzi.it/news/dolore-cronico-e-memoria/ in cui sono presenti alcuni meccanismi importanti per la cronicizzazione del dolore.

 

 

 

 


per ulteriori informazioni chiedi a drtonlorenzi@gmail.com

 

Vie del dolore. Riflesso di allontanamento

Posted on : 01-01-2016 | By : Daniele | In : news dalla scienza

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dopo aver letto http://www.danieletonlorenzi.it/news/fisiologia-delle-vie-del-dolore-parte-1/  facciamo altre considerazioni.

  1. E’ il neurone a T del ganglio spinale che riceve dalla periferia lo stimolo doloroso (dal recettore) e che invia al
  2. secondo neurone nelle corna posteriori del midollo spinale l’impulso dolorifico.
  3. una fibra dal secondo neurone va verso i centri superiori del sistema nervoso centrale.
  4. un’altra via attraverso un interneurone attiva i fusi dei muscoli che fanno allontanare l’arto dallo stimolo doloroso.
  5. l’impulso nervoso arriva alle placche neuromuscolari che fanno contrarre i muscoli che allontanano gli arti dallo stimolo doloroso.
A sinistra si vede il riflesso di allontanamento di una mano, sottoposta ad uno stimolo nocivo. Nel disegno a destra. si vede che dopo una stimolazione dolorosa (nocicettiva), si ha la stimolazione di una fibra Aδ (a conduzione veloce) per allontanare subito la mano dallo stimolo doloroso. Si tratta di uno stimolo di breve durata, (immediato, pungente, acuto) necessario solo per allontanare la mano ed informare velocemente il SNC delle strategie (o del cambio delle stesse) da eseguire nella particolare situazione. Il dolore cronico che permane a lungo è percepito successivamente ed è trasportato dalle Fibre C a conduzione lenta, che sono responsabili del dolore urente.
I mediatori responsabili sono il glutammato (sia fibre Aδ che C) e la sostanza P (da pain dolore) per le fibre C.
Sono presenti quattro categorie di nocicettori (fibre nervose amieliniche, libere e ramificate):
  1. Meccanici stimolati da intense pressioni specie se provocate da stimoli appuntiti,
  2. Termici segnalano il caldo e il freddo eccessivo. Si attivano a temperature oltre i 30 °C circa e aumentano la scarica neurale fino a 45 °C
  3. Chimici rispondono ad agenti ambientali irritanti.
  4. Polimodali per risposte combinate
caratteristiche dei neuroni afferenti in base a diametro e velocità di conduzione:                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        
Per approfondire contattare drtonlorenzi@gmail.com per avere informazioni sui corsi.

Fisiologia delle vie del dolore. parte 1

Posted on : 28-12-2015 | By : Daniele | In : news dalla scienza

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Il danno tissutale provoca il rilascio di mediatori chimici K+, istamina, bradichinine, leucotrieni e prostaglandine attivano:

1) Mediatori chimici ATP e serotonina (dalle piastrine attivate), Sostanza P, neurochinine, (dai neuroni sensoriali primari) Sostanza P dai mastociti (Ma)
2) Vasodilatano i vasi sanguigni (VS) che sostengono l’infiammazione

I mediatori attivano il potenziale d’azione (PdA) dei nocicettori .

Il nocicettore libera sostanza P e glutammato come mediatori nel neurone delle
corna posteriori del midollo spinale (NCP). Ripartiamo dall'inizio.....
quando si sente parlare di fisologia del dolore si deve partire da qui.
Non è tutto.... solo l'inizio e se non si parte da qui si è fuori strada.

Intanto quando si parla di fasce muscolari e cerniere poco “ci azzeccano” con il dolore.

 

per maggiori informazioni sui meccanismi del dolore informazioni a

drtonlorenzi@gmail.com


 

indagini radiologiche dell’articolazione temporo mandibolare (ATM) ed implicazioni medico legali

Posted on : 01-12-2015 | By : Daniele | In : news dalla scienza

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Spesso si parla di esami molto sofisticati per proteggersi dal punto di vista medico legale ed avere indicazioni sulla complessità del caso. Qualcuno sa suggerire un esame sofisticato in grado di fotografare bene la gravità della situazione? Ammettendo che ci sia una primarietà podalica o oculare legalmente il dentista da dove partire? Quali sono le responsabilità del dentista?

Disturbi posturali

Il paziente riferisce di aver sofferto di dolore al ginocchio (gonalgia) dall’età di 15 anni e di aver subito anche due interventi al menisco circa 15 anni fa prima a destra e poi a sin.

Frequenti distorsioni della caviglia destra, una rottura meniscale è stata provocata da ciò. Riferisce inoltre protrusione discale cervicale ed ernie lombari L4-L5 ed L5-S1, riferisce esordio della lombalgia all’età di 18 anni con andamento circadiano prevalente alla mattina. Non ho visto Rx della colonna. Cover test e test di convergenza oculare normali. Esame visivo: miglioramento della visione con sfera da + 0,50 a destra e – 0,50 a sinistra. Acufene a destra. Assenti vertigini e dizziness.

Sintomi del cavo orale.

Dolenzia temporale bilaterale che si aggrava durante la masticazione con riduzione della funzionalità masticatoria, che si irradia alla regione frontale.

Segni.

Dolorabilità alla palpazione dei muscoli della masticazione.

Analisi ortopantomografica eseguita nel 2007

Situazione ATM gravemente compromessa.

Cavità glenoidea temporale è normalmente delimitata anteriormente dal tubercolo articolare e posteriormente dalla porzione timpanica. Nella radiografia in oggetto non esiste più una cavità per la distruzione sia del tubercolo articolare che della porzione petrotimpanica. La cavità glenoide appare quindi distrutta.

Disco articolare è interposto normalmente tra cavità glenoide e la testa del condilo mandibolare. Normalmente si vede nell’ortopantomografia come uno spazio nero che esso occupa. In questo caso la mancanza di spazio tra cavità glenoide e testa del condilo indica che entrambi i dischi articolari sono dislocati.

Condilo mandibolare si evidenzia una asimmetria tra le due parti.

Conclusioni: la cavità glenoide temporale distrutta indica grave compromissione artrosica dell’articolazione temporomandibolare, probabilmente in maniera irreversibile.

Situazione dentale:

edentulia di 18 e 17

16 terapia canalare incongrua senza segno radiografico di lesione endodontica ricostruito con perno moncone e corona metallo ceramica. Il bordo mesiale è sovracontornato

15 terapia canalare incongrua senza segno radiografico di lesione endodontica. Si nota infiltrazione sotto la corona protesica.

La conservazione della cuspide dei canini e la riduzione di volume in senso vestibolo palatale del gruppo incisale lingualizzato in maniera importante (più radiotrasparente) suggerisce la presenza di bruxismo anteriore.

24 otturazione infiltrata

25 corona infiltrata

26 terapia canalare incongrua e sospetta comunicazione orosinusale per ispessimento della membrana sinusale. Dato che la terapia canalare sembra che tratti un solo canale, si suggerisce valutazione volumetrica con TAC per documentare meglio il trattamento dei canali ed escludere comunicazione oroantrale;

27 grossa ricostruzione inferiormente;

37 terapia canalare incongrua e grossa ricostruzione

36 lesione granulomatosa della biforcazione perno moncone infiltrato e sovracontornato. Lo spessore della dentina sopra la forca è insufficiente per dare ragionevole certezza della possibilità di mantenere questo dente in bocca, forse già fratturato.

Fotografia del quadro clinico.

Il danno dell’ATM è comunque oramai strutturato e nella bibliografia scientifica non esistono lavori che dimostrino una regressione del quadro artrosico nella gravità che il paziente presenta. La dislocazione di entrambi i dischi articolari che di per se è già grave mi sembra nulla di fronte alla distruzione della fossa del temporale. Prospettive di guarigione scarse, obbiettivo non peggiorare la situazione.

Nel prossimo appuntamento si chiarirà l’obbiettivo della terapia dopo aver approfondito i quesiti diagnostici attraverso altre indagini Rx e teleradiografia laterale del cranio, per capire bene la classe scheletrica dato che gli incisivi superiori sono molto lingualizzati con riduzione dell’overjet e aumento dell’overbite. Particolare attenzione alla corretta dimensione verticale dei denti che verrà analizzata anche attraverso lo studio di modelli in gesso.

E’ stata fatta particolare attenzione alla descrizione della situazione del cavo orale per evitare che un lesione granulomatosa provochi confusione nella diagnosi del dolore. Si attribuisca la causa del dolore all’ATM quando invece potrebbe essere da lesione granulomatosa.

Novità sul “proprioceptive cardiac reflex”

Posted on : 11-09-2014 | By : Daniele | In : news dalla scienza

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perugia

Cosa usare nelle ottorazioni dentali? Composito o amalgama?

Posted on : 04-09-2014 | By : Daniele | In : news dalla scienza

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Merceologia del materiale da usare nelle otturazioni dentali.

Non pensavo di doverlo fare ma mi sono accorto con sorpresa che alcuni colleghi usano ancora l’amalgama e a scusante di ciò adducono la tossicità dei compositi dentali attualmente usati al loro posto. Un chiarimento è utile, perché i pazienti hanno diritto a sapere cosa viene usato nella bocca per otturare un bente. La legge del 28 marzo 2001 regola il consenso informato che ha ratificato la Convenzione sui diritti dell’uomo e sulla biomedicina, fatta a Oviedo il 4 aprile 1997. 

Tossicità compositi.

  1. evidenzia la chiara tossicità dei compositi dentali se messi in un vetrino insieme a leucociti del sangue periferico umano. La tossicità varia col variare dei colori. Importanza dell’informazione in odontoiatria: nessuna. La tossicità è stata valutata (solo per curiosità) in contesto in cui non viene MAI usata.
  2. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24231940 Il potenziale di tossicità riproduttiva è stata studiata in maschio e femmina di topi. Formulazioni di BisGMA (0, 0.008, 0.08, o 0.8 mg / kg / d) nel 0,8% di etanolo in acqua deionizzata sono stati intubati all’inizio una volta al giorno 28 giorni prima della convivenza e continuati dopo accoppiamento (nei maschi) o attraverso la gestazione dopo 17 giorni sono stati valutati: la vitalità, segni clinici, peso corporeo, ciclicità estrale, osservazioni necroscopico, peso degli organi, la concentrazione degli spermatozoi / motilità / morfologia, osservazioni cesareo, e la valutazione istopatologica dei tessuti prelevati. Nessun cambiamento significativo del peso corporeo maschile e fhttp://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24902403emminile e aumento del peso corporeo, alterazioni istopatologiche, di fertilità o riproduttive, sono stati registrati in uno dei dosaggi somministrati di BisGMA, anche alla dose massima testata.
  3. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24102064 Influenza dei restauri adesivi sulla diffusione di H2O2 rilasciati dopo applicazione di sbiancante e suoi effetti tossici sulle cellule della polpa.
  4. Una riduzione significativa nel metabolismo cellulare dei denti è stata osservata tra il gruppo sbiancato con il gel 35% e il gruppo di controllo (p <0,05), peraltro totalmente indipendente dalla presenza dei restauri in composito.
  5. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23570627 Precedenti studi hanno dimostrato che i compositi di resina possono causare l’infiammazione persistente dei tessuti orali o pulpari e morte cellulare attraverso sostanze eluite. Si consiglia di controllare i tessuti intorno al dente per evidenziare eventuali aree di rossore. Personalmente non ho mai visto aree di rossore intorno al dente. Non si parla comunque mai di danni a distanza.
  6. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23313828 le nanoparticelle aggiunte alla base resinosa delle otturazioni (Bis-Gma) riduce la soluzione del materiale da otturazione dopo immersione in solvente e migliora le caratteristiche meccaniche.
  7. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21903565 I componenti chimici presenti nei compositi dentali e sigillanti, si possono trovare anche nei biberon, nel cibo negli involucri in cui è contenuto e anche nell’acqua potabile. Questi componenti compresi i farmaci a base di ormoni e prodotti di soia, hanno la capacità di imitare le azioni degli ormoni estrogeni nelle cellule viventi e animali. Tale attività estrogenica è stato collegato a una serie di problemi di salute, tra cui il cancro al seno e alla prostata, disturbi metabolici, e disfunzione riproduttiva. All’inizio del 2010, la FDA ha pubblicato un rapporto affermando che ci sono alcune preoccupazioni circa la sicurezza dei bisfenoli nei prodotti alimentari e chiesto ulteriori ricerche sulla tossicità del bisfenolo. Allo stato attuale, nessun organismo di regolamentazione o professionale ha espresso preoccupazione per gli effetti sulla salute di bisfenoli in materiali dentali.

Tossicità amalgama.

Se il mercurio è tossico per i termometri perché diavolo si continua a metterlo in bocca. Speravo che si trattasse di cosa acquisita ma recenti discussioni su social network mi hanno spinto a fare qualche ricerca bibliografica per mettere in guardia i pazienti e cercare di dare materiale di riflessione ai colleghi che ancora la usano.

  1. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24420334 correlano la tossicità ad un preciso profilo genetico http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25109824 è un articolo di questo mese su rivista di neurotossicologia americano. Dice che il mercurio (Hg) è neurotossico, e bambini possono essere particolarmente sensibili a questo effetto. In trecento trenta bambini sono stati genotipizzati per 27 varianti di 13 geni che vengono segnalati per influenzare le funzioni neurologiche anche negli adulti. Varianti genetiche comuni nella popolazione rendono i soggetti più esposti al danno neurologico e potrebbero modificare gli effetti negativi neurocomportamentali nei bambini dopo all’esposizione del mercurio. Per 4 su 13 geni valutati tra i ragazzi, si ha significativa modifica degli esiti comportamentali dopo l’esposizione di Hg. Su altri 8 geni ci sono modifiche comportamentali ma di grado minore.

    Alcuni geni interagiscono nei bambini e nei ragazzi esposti a Hg inducendo neurotossicità, che è più limitata nelle ragazze con lo stesso genotipo. Questi risultati suggeriscono approfondita analisi genetica prima di effettuare terapie con amalgama.

  2. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24748001 Articolo su rivista internazionale aprile 2014Il mercurio è tra gli elementi non radioattivi più tossici che possono causare tossicità anche a basse dosi. Alcuni studi hanno dimostrato aumentato rilascio di mercurio dalle otturazioni dentali in amalgama in individui che hanno utilizzato il telefono cellulare.
  3. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24420334 sempre pubblicato quest’anno dice che la tossicità cronica da mercurio è particolarmente insidiosa perché i sintomi sono variabili e non specifici, i test diagnostici spesso fraintesi. Sono in corso in tutto il mondo sforzi per eliminare l’uso dell’amalgama dentale come materiale di rstauro per otturazioni a causa dell’elevato contenuto di mercurio.

Danni neurologici dall’esposizione all’amalgama.

  1. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1999251 già dal 1991 si diceva che l’esposizione al mercurio (per assorbimento dalle amalgame dentali) dentali può raggiungere livelli notevolmente superiori ai limite di soglia noti. Sottolineava l’importanza vitale di evitare un accoppiamento amalgama-oro. Parlava del recupero di un paziente disabile, dopo la rimozione dell’amalgama. L’articolo di 23 anni fa consigliava di considerare il mercurio dell’amalgama tra gli altri possibili fattori di malattie neurologiche e immunologiche di eziologia poco chiara.
  2. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20588228 È stato trovato che i pazienti con tiroidite ed altre malattie autoimmuni, come la sclerosi multipla, psoriasi, lupus eritematoso sistemico e l’eczema atopico, mostrano aumentata reattività linfocitaria in vitro al mercurio inorganico, nichel e altri metalli rispetto ai controlli sani. Individua inoltre gli amalgami dentali come fonte importante di intossicazione da mercurio. Sostituzione di amalgama di mercurio nei soggetti allergici portato a un miglioramento della salute in circa il 70% dei pazienti.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha scritto un documento riguardante la politica rispetto al problema dell’inquinamento da mercurio in assistenza sanitaria che si può leggere su http://www.who.int/water_sanitation_health/medicalwaste/mercurypolpaper.pdf

Tra le altre cose si scrive che l’amalgama dentale è composta dal 45-55% da mercurio; il 30% da argento e a finire la composizione metalli come zinco, rame e stagno.

Dal 1991, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha affermato che la percentuale di mercurio (HG) contenuto nell’amalgama dentale è la più importante fonte di vapore di HG al di fuori delle industrie che lo trattano, esponendo i soggetti con amalgama di mercurio a livelli molto superiori di quelli ammessi per il cibo e per l’aria. Il Consiglio Direttivo del Programma delle Nazioni Unite ha concluso che vi sono prove sufficienti dei gravi effetti negativi derivanti dal mercurio per giustificare un’ulteriore azione internazionale per ridurre i rischi per gli esseri umani e la fauna selvatica dal rilascio di mercurio nell’ambiente invitando tutti i paesi ad adottare

azioni, tese a ridurre le emissioni umane generate.

http://www.who.int/ipcs/publications/cicad/en/cicad50.pdf.

Un rapporto approvato dalla Commissione OSPAR (cooperazione in materia di protezione dell’ambiente marino ambiente dell’Atlantico nord-orientale) dice che in Inghilterra, 7.41 tonnellate di mercurio provenienti da otturazioni in amalgama dentale sono scaricati nelle fogne, in atmosfera o in terra, 11,5 tonnellate inviate al riciclaggio o finisce nei rifiuti clinici. Il mercurio delle amalgame dentali, dei laboratori e dispositivi medici, rappresenta circa il 53% delle emissioni totali di mercurio.

L’incenerimento dei rifiuti e impianti di cremazione dei cadaveri sono le principali fonti di emissioni di mercurio.

Nello stesso documento si sottolinea come studi recenti indichino come il mercurio possa non avere soglie, in altre parole quale sia la quantità di mercurio inalata sia comunque tossica.

A difendere l’uso dell’amalgama sono rimasti diversi studi pubblicati da riviste di odontoiatria, ma nel 2009 la Federazione Dentistica Americana in un documento in attesa che siano approfonditi gli studi sulla tossicità ha riclassificato le amalagame dentali da classe 1 (priva di rischi) a classe 2 (a rischio moderato).

In particolare, ha raccomandato che nell’etichettatura del prodotto sia incluso:

  • Un avvertimento contro l’uso di amalgama dentale in pazienti con allergia al mercurio;

  • Un avvertimento che i professionisti dentali utilizzano una ventilazione adeguata quando si maneggia l’amalgama dentale;

  • Una dichiarazione in cui si discute le prove scientifiche sui benefici e rischi dell’amalgama dentale, inclusi i rischi di vapori di mercurio inalato. La dichiarazione servirà per aiutare i dentisti e i pazienti a prendere decisioni informate circa l’uso di amalgama dentale.

La Federazione Dentale Americana impone quindi di informare i pazienti degli studi sulla tossicità delle amalgame.

In Italia L’ANDI http://www.obiettivosorriso.it/news/i-dentisti-italiani-andi-rassicurano-le-otturazioni-in-amalgama-sono-sicure afferma che l’amalgama dentale è sicura poi avvisa che “il Ministero consiglia prudenza nell’uso dell’amalgama dentale in pazienti con allergia per l’amalgama, in gravidanza, allattamento, bambini sotto i sei anni d’età, pazienti con gravi nefropatie; ed infine, solo in caso di sopravvenute reazioni locali, in particolare di lesioni lichenoidi in vicinanza di un amalgama, o nei casi accertati di allergia a tale materiale, ne consiglia la rimozione dell’otturazione.” Non spiega come valutare le allergie, come si manifestano, cosa fare se una paziente ha avuto un’otturazione in amalgama a dodici anni e poi a venticinque rimane incinta ed ha ancora quell’otturazione in bocca.

 

Considerazioni personali.

Tanti studi prospettano possibili danni da amalgama su organi molto distanti e di intensità prospettata devastante es. http://www.icnr.com/articles/mercury-amalgam-toxicity.html. Chi difende l’amalgama dentale come materiale da otturazione non spiega molte cose. Io non sono tranquillo per i miei pazienti e da decenni uso materiali sostitutivi che non evidenziano effetti così tossici.

 

 

The influence of mandibular stretching in athletes subjected to high intensity workout and in cyclists.

Posted on : 04-09-2014 | By : Daniele | In : news dalla scienza

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 Questa è la validazione scientifica del http://www.danieletonlorenzi.it/news/spring-device/ pubblicata su rivista internazionale ad alto impatto.

 

Il dispositivo usato è lo Spring Device ® commercializzato da info@quasardental.com - 

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