Stretching mandibolare contro il dolore e Wellness (benessere) in odontoiatria

Posted on : 27-09-2012 | By : Daniele | In : articolazione temporomandibolare

Tag:, , , , , , , , ,

Bookmark and Share

Il Tuo paziente fa fatica a rimanere a bocca aperta?

Hai dolore ai muscoli della masticazione? Ogni volta che vai dal dentista sei stressato/a e fatichi a rimanere a bocca aperta?

Hai già provato diversi bite e non riesci a controllare il dolore? Forse degli esercizi di stretching mandibolare Ti possono aiutare, senza sostituire comunque il professionista.

La riduzione della dimensione verticale dei denti, il bruxismo e i disordini temporomandibolari sono associati a contrazione dei muscoli della masticazione, usura dei denti (o loro perdita) e tutte le manifestazioni legate allo stress. Allungando i muscoli della masticazione (stretching), non alla massima apertura, si ottengono effetti opposti. Questo effetto si può avere sia con lo stretching statico che con quello dinamico.

Talvolta inoltre il paziente che si presenta alla nostra osservazione ha un dolore così forte, che registrare un rapporto tra i denti superiori ed inferiori risulta difficile. Per facilitare il compito alcuni esercizi di stretching da far fare a casa al paziente possono essere di grande aiuto. Anche in caso di lussazione del disco articolare (dire lussazione mandibolare in questo caso non è corretto) il dispositivo può essere di aiuto. Si intende lussazione quando c’è una separazione completa delle superfici articolari con fissazione in una posizione anomala. La lussazione del condilo della mandibola avviene per di più anteriormente, ed il condilo perde ogni rapporto con la fossa articolare del mascellare e si posizione al davanti dell’eminenza articolare. Il ritorno nella posizione normale non può avvenire spontaneamente.

L’esercizio si effettua stabilizzando la fronte e facendo una pressione molto lieve sulla mandibola inferiore. Ogni manovra in presenza di dolore va fatta con molta circospezione, dapprima per pochi secondi, poi si interrompe, in assenza di dolore si può gradualmente aumentare il tempo dell’esercizio.

In presenza di dolore si sconsiglia di effettuare movimenti di lateralità senza il controllo medico.

 

 

Lo stretching mandibolare con l’ausilio di dispositivi manuali.

Un aiuto alla terapia: lo stretching mandibolare dinamico, “Benessere e wellness in odontoiatria”.

 

Il therabite

 

 

Questo dispositivo si chiama TheraBite®, informazioni al sito commercializzato da Atos Medical

http://www.atosmedical.com/en-us/For_professionals/Focus_areas/Mouth_and_Jaw/The_TheraBite_System.asp

 

Lo “spring device”

è a disposizione in unica misura studiata per non indurre stress e dolore articolare.

Nella figura si vede il dispositivo “spring device” ® composto da una lamina di acciaio chirurgico piegata ad ansa,  la superficie di appoggio dei denti è ricoperta da silicone che aderisce tramite un biadesivo, entrambi alimentari.  Lo “spring device” sfrutta le caratteristiche elastiche dovute alla crudescenza del metallo stesso, per stirare i muscoli elevatori della mandibola, una volta inserito tra le arcate dentali. Esprime la sua forza in estensione mandibolare attraverso il meccanismo di molla semplice compressa. Tale forza induce una costante apertura della bocca ed è trasmessa ai denti da  una base per supporto dentale ricoperta in silicone alimentare. Ho utilizzato indifferentemente il dispositivo sia passivamente,  lasciando il soggetto a bocca aperta, che attivamente, facendo “masticare” lo “spring device”. I risultati sono stati ottimi. Commercializzato dada info@quasardental.com - Tel. +39 345 8987827

Website: www.quasardental.it – www.quasardental.com

Indicazioni e controindicazioni dei due strumenti sono simili

Una semplice telefonata rende il prodotto più comodo, la sua costruzione in acciaio chirurgico lo rende autoclavabile e riusabile.

 Nel caso di pazienti privi di denti (edentuli) o con un numero limitato di denti, è possibile appoggiare la basetta sulle protesi, mobili o rimovibili. Nel caso di bambini, il dispositivo non è controindicato. Seguirli nel corretto accoppiamento tra basetta e dispositivo. Nel caso si applichi il dispositivo in soggetti con handicap, questi vanno seguiti con attenzione nello svolgimento degli esercizi.

ATTENZIONE:

  • Le basette di appoggio dentale o parti di essi che non sono state ben accoppiate con il dispositivo potrebbero ostruire la respirazione, assicurarsi pertanto che siano ben fissate al dispositivo metallico.
  • Nel caso che durante gli esercizi compaia dolore interrompere.

Indicazioni

I due dispositivi sono indicati in:

  1. Difficoltà di apertura della mandibola (trisma o ipomobilità) perché induce l’allungamento dei tessuti connettivi mobilitando le articolazioni e allungando interamente i muscoli.
  2. Presenza di bruxismo e/o serramento dentale.
  3. Riduce il dolore e l’infiammazione dei muscoli e dell’articolazione stessa, riducendone il gonfiore.
  4. La mobilitazione dell’articolazione indotta dal dispositivo ha effetti benefici nei disturbi articolari. Il movimento è necessario per prevenire la degenerazione della cartilagine, lo strato tissutale che riveste la maggior parte delle superfici articolari.
  5. In caso di necessità di registrare un rapporto tra le arcate dentali;
  6. Applicazione di forze asimmetriche (es. estrazioni dentali);
  7. L’esercizio di stretching può inoltre offrire dei vantaggi terapeutici, specie nel periodo post-operatorio.
  8. Ortodonzia in soggetti con dolore. Si sconsiglia comunque di iniziare tale trattamento in presenza di dolore.

 

Indicazioni odontoiatriche

 

Il dispositivo è adatto nei casi in cui si voglia rilassare la muscolatura del paziente in previsione di:

  1. Aumentare l’apertura della bocca, facilitando il paziente (e l’odontoiatra) a sottoporsi ad una seduta di lavoro lunga (es. implantologia guidata).
  2. Necessità di registrare un rapporto tra le arcate dentali in soggetti con i muscoli contratti.
  3. Applicazione di forze asimmetriche (es. estrazioni dentali)
Lo stretching mandibolare può essere usato anche nella terapia dei disordini temporomandibolari come si legge in

 

Wellness in odontoiatria

La ginnastica mandibolare è una potente tecnica antistress che favorisce uno stato di benessere ed equilibrio psicofisico. La stimolazione propriocettiva del sistema trigeminale, che si ottiene con questo dispositivo, è molto più efficace di quella effettuata stringendo ripetutamente la più conosciuta pallina antistress.

Metodo d’uso

Il dispositivo può essere usato sia in maniera statica (tenendo la bocca aperta) che dinamica (masticando). Si consiglia di provarlo in entrambi i modi e di utilizzare quello più confortevole per il soggetto.

Controindicazioni

Non deve essere utilizzato da pazienti con problemi ossei della mascella o della mandibola es.:

  1. Frattura, anche sospetta della mascella o della mandibola;
  2. Infezioni (osteomielite);
  3. Danni da osteoradionecrosi.

In questi casi l’utilizzo deve essere prescritto da un medico competente della metodica. Anche in assenza di dolore ai muscoli della masticazione si consiglia di utilizzare il dispositivo per pochi minuti, partendo ad esempio da due e aumentando gradualmente. Interrompere la terapia in caso di comparsa di dolore, riprendere gli esercizi gradualmente dopo un breve periodo di tempo.  Prima di utilizzare il dispositivo escludere la presenza di problemi dentali:

  1. denti anteriori rotti (può in questo caso facilitare la rottura), da valutare comunque che la forza applicata sul dispositivo non è superiore a quella esercitata durante la masticazione di normali cibi duri (es. pane o carne).
  2. Nei soggetti con protesi fissa cementata con cemento temporaneo questa, si può decementare (staccare).
  3. In presenza di denti con grosse ricostruzioni già danneggiate queste potrebbero rompersi.
  4. Valutare la stabilità di protesi ceramiche fisse (ponti dentali) eventualmente presenti.

Attenzione in caso di presenza di malattia parodontale (denti mobili).

Commercializzato da

da info@quasardental.com - Tel. +39 345 8987827 Website: www.quasardental.it – www.quasardental.com

 

 

Poi costruire un buon bite sarà più

 

semplice. 

 

http://www.danieletonlorenzi.it/?s=corso+gnatologia&x=0&y=0

 

 

Ricordarsi che nessun dispositivo può sostituire

 

l’odontoiatra.

 

 

Dolore facciale e ATM

Posted on : 04-09-2012 | By : Daniele | In : articolazione temporomandibolare

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Bookmark and Share

La malocclusione indica alterazione del rapporto tra i denti senza dolore o altri sintomi, quando questi sono presenti il termine più frequente è disordine temporo-mandibolare (temporo mandibular disorder TMD). Per comprendere meglio come funziona questa articolazione e i sintomi e segni che derivano dal suo coinvolgimento leggere http://www.danieletonlorenzi.it/atm/gnatologo-gnatologia-ovvero-studio-dell%E2%80%99articolazione-temporomandibolare-atm/.

Per recuperare il benessere nel TMD si devono osservare due parametri:

 

  1. Corretti rapporti dentali, è conoscenza comune e tutti gli odontoiatri (giustamente) controllano questa cosa;
  2. Corretta dimensione verticale, talvolta meno controllata.

    I rapporti dentali

    È da tutti conosciuto e comunemente controllato che i rapporti dentali abbiano i giusti contatti tra loro al fine di ottimizzare la masticazione, costituendo un importante passaggio di tutte le terapie odontoiatriche. Talvolta per raggiungere questi contatti si arriva all’esagerazione del limare i denti (molaggio selettivo), manovra che dovrebbe essere limitata veramente a pochi casi.

         

    fig.1

    Dimensione verticale (DV)

    È altrettanto importante, i soggetti con TMD hanno frequentemente una riduzione di questa e spesso è meno considerata. In termini anche troppo semplicistici si potrebbe definire come: “la distanza dalla punta del naso alla punta del mento”.

      fig. 2

    Nella figura a sinistra i muscoli sono distesi, in quella a destra sono visibilmente accorciati. Cosa succede nei fusi neuromuscolari? Il fuso neuromuscolare (FN) è composto da fibre muscolari particolari (dette “intrafusali”), in inglese si chiama anche “muscle-spindle stretch receptor” ed informa il cervello della lunghezza dei muscoli stessi, se il muscolo è contratto o è esteso, dando importanti indicazioni sulla posizione (postura) in questo caso della mandibola. La contrattura muscolare o l’allungamento corretto dei muscoli (stretching) è comunemente studiato per i muscoli di tutto il corpo, ma spesso poco considerato per quanto riguarda il benessere del cavo orale.

    Fig. 3 cliccare sopra per aprirla
    Il muscolo a lunghezza normale ha una scarica che in questo caso finisce nel sistema trigeminale. Nella parte a sinistra, aperta l’immagine, si vede che a riposo c’è una scarica di base che parte dal fuso neuromuscolare. Se la DV (distanza punta naso punta mento) è normale si ha una scarica corretta (immagine sinistra della fig 2), mentre quando il muscolo è accorciato (contratto) la scarica si riduce (immagine destra della figura 2.
    Nel cavo orale l’accorciamento muscolare (dimensione verticale ridotta) avviene per “usura” e/o perdita di elementi dentali. Non esiste fisioterapista che in presenza di un muscolo accorciato (contratto), ad es. della gamba, non cominci allungandolo (allungare to stretch da cui la parola stretching). In odontoiatria spesso questo aspetto viene meno considerato. Allungando il muscolo (stretching) il fuso neuromuscolare aumenta la frequenza di scarica.

    La terapia dei disordini temporo mandibolari (TMD) si ha quindi:

    • Dando un corretto rapporto dentale alla masticazione è un’osservazione talmente comune (e corretta) descritta in tanti articoli;
    • Allungando i muscoli (stretching) accorciati (ridotta dimensione verticale), meno considerata e daremo qui alcuni argomenti per supportare questo approccio.

    Alcuni studiosi (Manns A, Miralles R, Santander H, Valdivia J). In una rivista odontoiatrica del 1983 scrissero un articolo “ Influence of the vertical dimension in the treatment of myofascial pain-dysfunction syndrome.”  spiegando le correlazioni tra l’altezza del bite e la risoluzione dei sintomi del bruxismo, del dolore temporomandibolare e del click. 75 pazienti furono divisi casualmente in tre gruppi secondo il rialzo effettuato con il bite dalla normale masticazione:

    1. 1 mm;
    2. 4,42 millimetri;
    3. 8,15 millimetri.

    Osservarono una riduzione più veloce e completa dei sintomi clinici per i gruppi II e III che per il gruppo I, concludendo che più alto è il bite e migliore è il risultato. Anche altri esperimenti affermano la superiorità dell’approccio con bite alto e non esistono studi che affermino il contrario. 

    Che l’allungamento muscolare abbia notevoli influssi nel benessere generale è oramai dimostrato da moltissimi lavori di ricerca.

    In caso di patologia temporomandibolare (dolore ATM) spesso si ha una riduzione dell’apertura della bocca, magari solo da un lato (deviazione mandibolare in apertura).

    Lo stretching aumenta l’escursione articolare

    Su questo aspetto oramai nelle ricerche internazionali non ci sono più dubbi, scriviamo alcuni articoli scientifici a sostegno, ma ce ne sono tantissimi:
    1. Magnusson SP. Passive properties of human skeletal muscle during stretch maneuvers. A review. Scand J Med Sci Sports 1998; 8: 65-67
    2. Halbertsma JP, Goeken LN. Stretching exercises: effect on passive extensibility and stiffness in short hamstrings of healthy subjects (see comments). Arch Phys Med Rehabil 1994,75:976-981.
    3. Magnusson SP. Passive properties of human skeletal muscle during stretch maneuvers. A review. Scand J Med Sci Sports. 1998 Apr;8(2):65-77.
    4. Lewit K, Simons DG. Myofascial pain: relief by post-isometric relaxation. Arch Phys Med Rehabil 1984; 65: 452-456.

    Lo stretching statico aumenta l’elasticità dei muscoli scheletrici, che nel disordine temporomandibolare sono doloranti e contratti:

    1. C. Holzman Weppler, S. P. Magnusson Increasing Muscle Extensibility: A Matter of Increasing Length or Modifying Sensation? Physical Therapy March 2010 vol. 90 no. 3 438-44
    2. Magnusson SPSimonsen EBDyhre-Poulsen PAagaard PMohr TKjaer M. Viscoelastic stress relaxation during static stretch in human skeletal muscle in the absence of EMG activity. Scand J Med Sci Sports. 1996
    Sono solo due lavori, ma sui benefici dell’allungamento muscolare i lavori scientifici abbondano. Ripetiamo il concetto

    il bite alto allungando i muscoli induce stretching statico.

    Lo stretching dinamico dei muscoli masticatori (chiudendo ed aprendo lentamente la bocca) ha molte evidenze scientifiche:

  1. Aura OKomi PV. Effects of prestretch intensity on mechanical efficiency of positive work and on elastic behavior ofskeletal muscle in stretch-shortening cycle exercise. Int J Sports Med. 1986 Jun;
  2. Mitchell UHMyrer JWHopkins JTHunter IFeland JBHilton SC Acute stretch perception alteration contributes to the success of the PNF ”contract-relax” stretch. J Sport Rehabil. 2007
  3. Sharman MJ, Cresswell AG, Riek S. Proprioceptive neuromuscular facilitation stretching : mechanisms and clinical implications. Sports Med. 2006
Per approfondire questa metodica leggere

che comprende anche degli effetti extraorali.

Effetti extraorali

 

  1. Osservazioni comuni

    Quando si deve “esprimere la massima forza di solito si serrano i denti” si aumenta la pressione del sangue e la frequenza cardiaca per aumentare ossigeno e zuccheri ai muscoli coinvolti, è lo “stress buono” (eustress). Fa migliorare le nostre performances.

    Quando si è sottoposti a periodi di stress prolungato si può parlare di “stress cattivo” (distress).

    Vedremo come in base all’esperimento sottodescritto un accorciamento dei muscoli della masticazione riduce il sistema del relax.

     

    Osservazioni sperimentali

    In una rivista di neuroscienze importante J Neurophysiol del 2009 un gruppo di neuro scienziati (Gorini C., Jameson H., Mendelowitz, D.) hanno dimostrato che la stimolazione delle fibre del trigemino (muscolo allungato di fig. 3) ha azione eccitatoria sul nervo vago, importante nel sistema del relax del soggetto. È logico pensare che una ridotta stimolazione trigeminale (accorciamento dei muscoli masticatori) sia associata ad una riduzione della scarica dagli stessi con riduzione del relax ed un conseguente aumento dello stress. Questo è un modo con cui spiegare il curioso fenomeno sottodescritto.

    Alcuni studiosi (Burch JG, Abbey LM.) in una rivista  J Am Dent Assoc. 1978 Jul nell’articolo “Preliminary study of changes in blood pressure associated with clenching in normotensive and hypertensive subjects.” osservarono che:

    • Un gruppo di 41 persone con la pressione sanguigna normale (normotesi) dopo un minuto di serramento dentale avevano un aumento della pressione arteriosa media di 5,5 mm Hg (P <0,001);
    • Un altro gruppo di 13 soggetti normotesi dopo 30 secondi di serramento aumentavano la pressione di 3,2 mm Hg (P <.05);
    •  22 soggetti ipertesi con un minuto di serramento dentale aumento di 4,6 mm Hg la loro pressione sanguigna (P <.001)

    In un altro esperimento alcuni studiosi (Seraidarian P, Seraidarian PI, das Neves Cavalcanti B, Marchini L, Claro Neves AC.) in una importante rivista internazionale Sleep Breath. (2009) nell’articolo “Urinary levels of catecholamines among individuals with and without sleep bruxism.” hanno rilevato che gli individui con bruxismo notturno presentano alti livelli di catecolamine urinarie legate allo stress, in grado di modificare la percezione del dolore

    Studi preliminari (Ghione S., Del Seppia C., Coppi E., Tonlorenzi D., Brunelli M., Scuri R.) http://puma.isti.cnr.it/publichtml/section_cnr_ifc/cnr_ifc_2010-B2-005.html indicano che l’iperestensione (che non è la massima estensione) dei fusi neuromuscolari del trigemino riducono per un tempo lungo la pressione e la frequenza cardiaca, aprendo possibili nuovi approcci per la terapia. Per approfondimenti aprire il download del documento in fondo alla pagina.


    Riassumendo

    La riduzione della dimensione verticale dei denti è associata a contrazione dei muscoli della masticazione, usura dei denti (o loro perdita), bruxismo e tutte le manifestazioni legate allo stress. Allungando i muscoli della masticazione (stretching), non alla massima apertura, si ottengono effetti opposti. Questo effetto si può avere sia con lo stretching statico che con quello dinamico. L’aumento della dimensione verticale, allungamento dei denti, si può ottenere anche senza limarli http://www.danieletonlorenzi.it/atm/rialzare-la-masticazione-con-ceramiche-o-senza-limare-i-denti-gli-overlay-dentali/

    Dr. Daniele Tonlorenzi dentista Massa Carrara

    Per maggiori informazioni contattami http://www.danieletonlorenzi.it/contattami/

Privacy Policy benessere.me