Gnatologia e postura: il punto della situazione.

Posted on : 17-04-2017 | By : Daniele | In : news dalla scienza

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AGGIORNAMENTI IN POSTURA, GNATOLOGIA E DOLORE

Il corso sarà strutturato in 2 incontri da 2 giorni ciascuno (venerdi, sabato)

Presso la sala convegni Autorità Portuale Marina di Carrara Viale Cristoforo Colombo N°6

PRIMO INCONTRO

Primo giorno 30 giugno:

9.00- 9.40 Sensitizzazione e dolore, neurofisiologia della postura. Prof. Brunelli M.

9.40- 11.00 Sviluppo del sistema visivo, ambliopia, plasticità della corteccia visiva . Dott. Matteo Caleo

11,00- 11,20 coffee break

11.20- 12.40 Riflesso trigemino cardiaco e altri riflessi trigeminali. Prof Traina G.    

12.40- 13.00 discussione.

13.00- 14.00 pranzo.

14,10- 15.00 Neurofisiologia del dolore (dolore somatoforme). Dr. Tonlorenzi D.     

15.00- 15.40 Riabilitazione in acqua. Prof. Righini G.

15.40-16.30 Scoliosi e ortodonzia. Riflessioni personali. Dr. Mc Donald F.

16.30- 16.45 coffee break.

16.45- 17.30 Dolore cronico ed ipnosi. Dott. Gay L.

17.30-18.00 Discussione.

 

Secondo giorno Sabato 1 luglio.

9.00- 9.40 Alimentazione e benessere. Dr. Fancelli A.

9.40- 10.20 Sistemi di indagine posturale. Ricchetti S. 

10.20- 11.00 Prevenzione rischio cadute. Massarenti M.

11.00- 11.10 coffee break.

11.10- 12.10 Postura ed emozioni (linguaggio corporeo). Sanna M., Fossati E. 

12.10- 12.50 Ergonomia e postura Guelfi R.

12.30- 13.00 Discussione. 

13.00-14.00 pranzo.

14.00-14.40 L’Odontorighello: il traduttore odonto-posturale. Dr. Broido P., Dr. Manelli A.

14.40- 15.20 La bioimpedenziometria. Dott. Marchini F.

15.20- 16.00 Le solette propriocettive e loro ruolo. Strazzer M.

16.00- 16.40 Propriocezione e Taping Dott. Marchini F.

17.00-17.30 Discussione.

RELATORI DEL CORSO:

Prof. Brunelli Marcello: Professore Ordinario di Fisiologia Generale e Neurobiologia Università di Pisa. F.R. Laureato con lode alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Dal 1974 al 1976 collabora con il Prof. E. Kandel ( New York University, Visiting Professor alla Columbia University. Dal 1983 al 1986 sostituisce il Prof. Moruzzi nella funzione di Direttore dell’Istituto di Fisiologia, dell’Università di Pisa. Coordinatore di progetti di ricerca nell’ambito delle Neuroscienze con:National Science Foundation – CNR, Italia – prof. A. Mauro, Full Professor della Rockefeller University (N.Y. – USA);Accademia delle Scienze Mediche di Mosca.1997-2000 Direttore del Corso di Dottorato di Ricerca in Neuroscienze di Base sede unica Università di Pisa.2004-2008. Autore di circa 200 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali.  

Dott. Matteo Caleo: Laurea in Scienze Biologiche alla Scuola Normale Superiore di Pisa nel 1994. Sempre presso la Scuola Normale, ha svolto il perfezionamento (PhD) e il post-dottorato in Neurobiologia, lavorando con il Prof. Lamberto Maffei. Ha inoltre lavorato per brevi periodi all’Università di Oxford (Inghilterra; Prof. V.H. Perry) e all’Università di Yale (Stati Uniti; Prof. P. De Camilli). Dal 2001, è ricercatore presso l’Istituto di Neuroscienze del CNR di Pisa; Primo Ricercatore dal 2007, nel 2010 Dirigente di Ricerca. Aree di ricerca: sviluppo e la plasticità del sistema nervoso, in condizioni fisiologiche e patologiche (epilessia, ictus, tumori cerebrali).https://www.youtube.com/watch?v=z1i_YAx8Cfo al minuto 11 e mezzo c’è una simpatica presentazione.   

Prof. Giovanna Traina: Laurea in scienze biologiche (con lode) Università Pisa Università degli Studi Perugia. Dottorato di Ricerca in Fisiologia presso l’Università degli Studi di Firenze. Specializzazione in Scienza e Tecnologia Cosmetiche, cum laude, Università di Siena. Docente titolare degli insegnamenti di Fisiologia nei Corsi di Laurea Magistrale in Farmacia e in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche Università di Perugia. Ha trascorso periodi di ricerca presso l’INSERM, Centre Paul Broca, a Parigi, in collaborazione con il gruppo del Dr. J. Epelbaum e presso il Max-Planck Institut für Medizinische Forschung, Abteilung Zellphysiologie di Heidelberg (Germania) nell’Unità di Biologia Molecolare del Premio Nobel Prof. B. Sakmann, in collaborazione con il Dr. V. Witzemann. 

Dr. Francesco Mac Donald. Spec.in Ortopedia e Traumatologia. Patologia e Chirurgia vertebrale. Dirigente c/o Istituto Gaĺeazzi Mi. Humanitas Cellini To. Già Responsabile delle patologie Neuro – Muscolari c/o.CTO M.Adelaide To. Eurospine Member..    

Dr. Daniele Tonlorenzi: Dentista gnatologo. Libero professionista Ha collaborato con il Prof. Giulio Jori Università di Padova argomento fotobiologia http://www.danieletonlorenzi.it/area-medica/terapia-fotodinamica/ Area di interesse attuale http://www.medicitalia.it/news/gnatologia-clinica/5425-bocca-aperta-aumentare-ossido-nitrico-molecola-meraviglie.html 

Prof. Giuseppe Righini: Laureato in Scienze Motorie, Pedagogia, Fisioterapia. Docente di S. Motorie CDL UCSC Milano e UNILUDES CDL in Fisioterapia. Diploma di osteopata Roma. Presidente Associazione Italiana Allenatori di calcio Provincia di Monza Brianza e Sondrio. Coordinatore Tecnico della Scuola Regionale dello sport del CONI di Monza e Brianza. Delegato del Comitato Italiano Paralimpico. Docente Settore Istruzione Tecnica della Federazione Italiana Nuoto. Libri pubblicati: “Mister voglio giocare a calcio”. “Manuale di sopravvivenza acquatica per mamma e papa’”. “Mi alleno nuotando con stile”. Libri in pubblicazione “Il calcio al femminile.” Editore Martina.

Dr.Paolo Broido: Medico-chirurgo odontoiatra, libero professionista, diploma di medico-dentista presso la Confederazione Svizzera (Mebeko). Perfezionato in terapia funzionale delle disgnazie. Ideatore dell’ ”odontorighello”. Presidente e socio fondatore dell’Associazione culturale Aequabilitas Scienze, Cultura e Sport.  

Dr. Alessandro Manelli: Medico chirurgo, specialista in fisiatria alla ASL1 imperiese dal 2006. Nel 2016 ha ottenuto il titolo di “Cultore della materia in Anatomia Umana Normale” presso la scuola di Medicina dell’Università dell’Insubria, dove insegna come docente a contratto nel Corso Integrato di “Anatomia Umana Normale” al Corso di Laurea in Fisioterapia. Docente di “cinesiologia e neuroriabilitazione” all’Università di Genova, Corso di Lasurea in Fisioterapia. Socio fondatore dell’Associazione “Aequabilitas, scienza e cultura del movimento”. Autore di numerose pubblicazioni.

Dott.ssa Maria Assunta Fancelli: medico specialista in scienza dell’alimentazione umana, omeopatia, omotossicologia, medicina regolatoria funzionale e medicina estetica. 

Dott.ssa Elena Fossati: laureata in Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica Master in “Sistemi sanitari medicine tradizionali e non convenzionali”. iscr. Reg n. 51/2000 di DanzaMovimentoTerapeuta APID. Socia Associazione Onlus Medicina Centrata sulla Persona, Ente Morale.

Dott.ssa Mila Sanna: Laurea in Psicologia, psicoterapeuta, Danza Movimento Terapeuta e arteterapeuta. Conduce gruppi per disturbi d’ansia, alimentari e somatoformi, e per problematiche affettive e relazionali (di coppia, genitori/figli), disturbi legati all’immagine corporea.. Presidente APID (Associazione Professionale Italiana Danza Movimento Terapeuti)

Dott. Lorenzo Gay: Laurea in fisioterapia, si occupa di Terapia Manuale, osteopatia, chiropratica, esercizio terapeutico, sport. Counsellor Professionale (Operatore professionale nella Relazione d’Aiuto ad indirizzo Ipnologico Costruttivista). Ipnotista-Ipnologo con applicazione specifica in Fisioterapia (dolore) e Counselling. Operatore Olistico. Docente in corsi di Specializzazione Post Laurea in Fisioterapia. Fondatore, Operatore e Formatore (in ognuno dei campi costituenti) del Life Evolution System (www.lifeevolutionsystem.it)

Dott. Fabio Marchini: Laureato in Scienze Motorie (con lode) iscritto all’unione Nazionale Chinesiologi (UNC) nella quale è docente, osteopata, si occupa di Taping. Docente Coni in metodologia dell’allenamento e insegnamento di ginnastica posturale.    

Dott. Raul Guelfi: Laurea in Osteopatia Clayton University – Missoury – U.S.A. Diploma di Tecnico di Posturometria Università di Siena. Laurea in posturometria Università Jean Monnet – Bruxelles (110 con lode). Master II° Livello – “Neurofisiologia e patologia delle Posture statiche e dinamiche” Università di Pisa. Docente di Postura e di Ergonomia Seconda Università di Napoli, Università di Firenze.Università di Verona, Società italiana di ergonomia. Libro pubblicato: “Ergonomia nelle scuole” edizioni Nuova Cultura per Università La Sapienza Roma.   

Stefano Richetti. Diploma di Tecnico di Posturometria Università di Siena. Presidente AITP Associazione Italiana Tecnici di Posturometria – www.posturometria.com Responsabile Postural Health Center – Gruppo lavoro e ricerca – www.posturalhc.eu Operatore Professionale Shiatsu iscritto Fisieo e ROS – Registro Operatori Shiatsu www.fisieo.ithttp://stefanor14.wixsite.com/sricchetti-shiatsu

Max Strazzer: Ciclista profession ista dal 1991 al 2004 Campione del mondo anno inseguimento a squadre. 2012 Registrazione metodo Strazzer con sistema Gebiomized. Collabora con Università Roma 3 Bioingegneria per costruzione sistema I Ped, ergometro per la misura dell’ efficienza della pedalata. Da Settembre 2005 acquisizione strumentazione tedesca Gebiomized per la valutazione del movimento senza vincoli. Diploma di Tecnico di Posturometria Università di Verona. Collaborazione con Centro Atlante Verona.   

Marco Massarenti: laurea in osteopatia Università di Lugano (CH) e Università Europeenne Jean Monnet di Bruxelles. Convocato dalla UEFA come terapista sportivo per le partite di Coppa dell’internazionale calcio giocate a Milano. Vicepresidente Nazionale Sanità e Welafare Unimpresa.

Costo euro 250 entro il 20 maggio, iscrizione in data successiva euro 300.

Iscrizioni onlinedrtonlorenzi@gmail.com oppure Fabio80,marchini@libero.it

Iscrizioni telefoniche 058553075.

Allungare (rialzare) i denti (senza limarli) ci fa più belli e più belle. Un’alternativa frequente alla medicina (e chirurgia) estetica. .

Posted on : 04-12-2011 | By : Daniele | In : Protesi

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I denti corti possono dare dolori legati a malocclusione

http://www.danieletonlorenzi.it/atm/gnatologo-gnatologia-ovvero-studio-dell%E2%80%99articolazione-temporomandibolare-atm/ , ma la funzione e l’estetica vanno di pari passo. La terapia http://www.danieletonlorenzi.it/?s=allungare+i+denti&x=0&y=0 ha un suo senso logico.

Nella valutazione delle tecniche antiaging troppo spesso si trascura la salute della bocca e dei denti, invece denti sani e belli ci fanno apprezzare meglio da chi ci circonda e fanno aumentare la nostra autostima. Ma col passare del tempo si va incontro a “usura” dentale, o a perdita dei denti e l’estetica del nostro viso ne è compromessa. Rimettere quelli mancanti o allungare i denti usurati (di solito dal bruxismo http://www.medicitalia.it/minforma/Odontoiatria-e-odontostomatologia/699/Bruxismo-come-riconoscerlo-e-come-affrontarlo) ci da vantaggi insperati sia estetici che di salute. La dimensione verticale occlusale è la distanza che intercorre tra la mandibola e la mascella, detta in maniera semplice si potrebbe definire la distanza che intercorre tra la punta del mento e la punta del naso. E’ risaputo da tutti gli odontoiatri che “ricostruendo i denti si ricostruice il sorriso” come si vede nelle immagini che seguono, ma uno studio di diversi anni fa da più informazioni e una precisa statistica. http://www.nature.com/bdj/journal/v192/n3/full/4801324a.html

Aumentando la dimensione verticale (la distanza naso-mento) si hanno miglioramenti estetici visibili ai pazienti ma supportati anche da persone estranee che hanno controllato le loro foto prima e dopo. Addirittura esteticamente lo studio afferma che i soggetti che riabilitano la bocca dimostrano dai 5 ai 20 anni di meno. I risultati riferiti dai pazienti e dagli esaminatori concludono che rimettere o ricostruire i denti può avere effetti di vasta portata estetica non solo sulle aree peri-orali, ma su tutto il viso.

Troppi si affidano alla chirurgia estetica, magari facendosi iniettare acido ialuronico (jaluronico), filler, collagene non sapendo che ripristinare una corretta masticazione porterebbe ad un’estetica del viso ringiovanita dai 5 ai 20 anni. Un’usura o la mancanza di denti può essere correlata a malocclusione dentale con dolore, cefalee, cervicalgie, ecc.

Vediamo ad esempio cosa succede alla paziente della foto senza denti….. e si vede la spiegazione di molti casi in cui:

  1. donne (e uomini) col passare degli anni, le labbra perdono volume e tono e sembrano “svuotate”;
  2.  contorno labbra non ben definito;
  3. labbra sottili;
  4. labbro superiore (o inferiore) più sottile rispetto all’altro;
  5. labbra solcate da rughe;
  6. rughe periorali

quando si rimette i denti

 

 

Dopo il trattamento si osserva un aumento e rimodellamento delle labbra, senza ricorrere alla chirurgia estetica con un risultato estremamente naturale e molto più stabile. Allungare i denti, quando questi sono corti, consente oltre ad ottenere benefici estetici (aspetto ringiovanito)anche a “riconquistare” il benessere dell’articolazione temporomandibolare e a curare il dolore temporomandibolare, consentendo anche di eliminare i danni da bruxismo quando questi sono evidenti. Tutta questa è odontoiatria estetica (curando i denti si riconquista il benessere). Di solito si presta più attenzione allo sbiancamento dentale e alle faccette estetiche (modifica colore e forma dente) solo perché più conosciute. L’odontoiatria cosmetica si occupa solo di estetica e non di recupero del benessere.

In alcuni casi è indicato associare il trattamento ortodontico. Il concetto di odontoiatria solo come otturazioni (per la cura della carie) e devitalizzazioni (classico mal di denti) è oramai ben superato. Ora addirittura si è arrivati al wellness in odontoiatria http://www.danieletonlorenzi.it/atm/stretching-mandibolare-contro-il-dolore-e-wellness-benessere-in-odontoiatria/

Buon sorriso.

Un metodo per allungare i denti può essere http://www.danieletonlorenzi.it/?p=624

 

 

Allungare i denti per stare meglio (lo spring device)

Posted on : 09-11-2011 | By : Daniele | In : articolazione temporomandibolare, Protesi

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In presenza di denti molto usurati o malocclusi è possibile ricostruirli con il materiale con cui sono fatte le otturazioni (composito dentale) al fine di rialzare la masticazione (naturalmente costruendo una masticazione corretta). E’ stato fatto uno studio su  diciotto pazienti con grave usura dei denti, (16 maschi, 2 femmine con un’età media di 44,8 anni. La durata esaminata varia da 6 mesi a 12 anni e il tempo di osservazione medio è stato di 3,98 anni. Si è contato quante volte si è dovuto reintervenire dopo queste terapie.Dei 332 denti ricostruiti, 23 restauri si sono dovuti rifare (6,9%) quattro (1,2%) hanno presentato carie secondaria. Misurazioni su una scala VAS da 0 a 10 (0 massima insoddisfazione, 10 massima soddisfazione possibile) ha rivelato che i soggetti così trattati hanno un grado di soddisfazione di media 9,0. Lo studio conclude dicendo che i soggetti così trattati hanno una buona soddisfazione da queste terapie.

fonte http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21935514

Parole chiave: denti davanti che toccano, denti posteriori bassi, ceramiche, rispetto biologico.

 

Dopo aver effettuato stretching mandibolare dinamico con “spring device” si rilassa la muscolatura per poter “registrare” un corretto rapporto tra i denti.http://www.danieletonlorenzi.it/atm/stretching-mandibolare-contro-il-dolore-e-wellness-benessere-in-odontoiatria/

In marrone si vede la situazione dei denti riportata nei modelli in gesso, in grigio si vede la ricostruzione dei denti in cera da laboratorio, che sarà riprodotta con una sofisticata metodica in bocca. Il rialzo comporta modifiche dell’occlusione che saranno provate con bite e riprodotte in laboratorio. In questo modo è possibile “liberarsi” dal bite.

E’ un modo definitivo per liberarsi di mal di testa, mandibola che schiocca (che scrocchia), dolori atipici facciali cervicalgia e tutte le altre cose associate a malocclusione dentale http://www.danieletonlorenzi.it/atm/gnatologo-gnatologia-ovvero-studio-dell%E2%80%99articolazione-temporomandibolare-atm/.

Importante è che allungando i denti si allungano (allungare in inglese to stretch) i muscoli della masticazione quindi si ha uno stretching dei muscoli masticatori, con i relativi vantaggi associati.

 

drtonlorenzi@gmail.com

tel 058553075

 

 

Mal di testa (cefalea, emicrania) e malocclusione dentale (click mandibolare, mandibola che schiocca, bruxismo, mandibola bloccata).

Posted on : 08-06-2011 | By : Daniele | In : area medica, articolazione temporomandibolare, news dalla scienza

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a sinistra la copertina della pubblicazione.

Il Ministero della Salute insieme con l’Istituto Superiore della Sanità ha pubblicato i Quaderni del Ministero della Salute N° 7 dal titolo “Odontoiatria di comunità: criteri di appropriatezza clinica, tecnologica e strutturale”. In questa pubblicazione si spiega come i disordini temporo-mandibolari (DTM) coinvolgano oltre il cavo orale altri distretti muscolo scheletrici e la principale causa di dolore della regione orofacciale compresi la testa, il viso e le strutture collegate. Il quadro è così importante che la maggior parte dei pazienti lamenta una compromissione delle funzioni e della qualità di vita. Molti sono i fattori coinvolti: traumi, stress/fattori psicologici, meccanismi centrali, bruxismo e occlusione dentale. Questa patologia è sottostimata (secondo il Ministero) ed evidentemente molti pazienti con grave compromissione della qualità della vita sono indirizzati presso altri specialisti.

Cosa fare in caso di mal di testa?

La prima cosa da fare nel mal di testa di qualsiasi tipo è una valutazione con uno specialista di neurologia, eseguendo gli esami che riterrà opportuno. Dopo aver escluso cause gravi è necessario una valutazione presso un dentista specialista in gnatologia. Quest’ultimo prescriverà (laddove necessario) il più adeguato tipo di bite dentale.

Le linee guida scientifiche internazionali  anche l’importanza di esercizi di mobilizzazione muscolare http://www.danieletonlorenzi.it/atm/stretching-mandibolare-contro-il-dolore-e-wellness-benessere-in-odontoiatria/

http://www.quadernidellasalute.it/quaderni-flipbook/9-maggio-giugno-2011/index.php  si può trovare il parere dell’importante comitato scientifico.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21368664

http://www.danieletonlorenzi.it/?p=115

 

 

Gnatologia: lo gnatologo studia l’Articolazione temporomandibolare ATM. La mandibola bloccata, che “schiocca”, che “scatta”, o click mandibolare

Posted on : 18-03-2011 | By : Daniele | In : articolazione temporomandibolare

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Anatomia

Composta da due ossa: 1.      processo condiloideo della mandibola; 2.       fossa mandibolare del temporale; Un disco articolare DA si interpone tra queste due dividendo l’articolazione in due cavità articolari (una superiore ed una inferiore). Ammortizza le forze, stabilizza e da equilibrio all’articolazione.

Le parti ossee e il disco articolare sono completate da ligamenti e muscoli inseriti intorno all’articolazione e da una capsula periarticolare. Le frecce indicano le lamine o ligamenti retrodiscali superiore (in azzurro) ed inferiore (in giallo) che sono delle briglie che servono a mantenere il disco in quella posizione. Il disco articolare DA è legato inferiormente al condilo articolare 1 e superiormente alla fossa mandibolare 2 tramite legamenti, trasformando l’ATM in due articolazioni che agiscono in modo indipendente. Il DA ha la funzione di rendere congrue due superfici che altrimenti non lo sarebbero. Il menisco (in greco “meniskos” significa mezzaluna) non divide l’articolazione in due parti distinte ma serve a facilitare i movimenti fra due parti articolari e si trova nel ginocchio. Il termine menisco nell’ATM è pertanto non corretto perché si trova da tutt’altra parte (nel ginocchio). Es. di menisco dove si vede chiaramente la forma a semiluna dal greco mēnískos ‘lunetta’, dim. di mḗnē ‘luna’, per la forma dal sec. XVII.articolazione del ginocchio  Approfondimenti sull’anatomia in fondo all’articolo.

Come funziona l’articolazione

 

temporomandibolare

La posizione della mandibola (postura mandibolare) è mantenuta dall’elasticità dei tessuti, dalla forza di gravità e dal tono muscolare. I movimenti della bocca sono effettuati da diversi muscoli e sono resi possibili dai movimenti che il condilo mandibolare C effettua sul disco e sulla fossa mascellare.

  • A bocca chiusa la testa del condilo mandibolare C si trova nella parte più posteriore del disco articolare colorato in azzurro;
  • A bocca aperta la testa del condilo scivola in avanti; nella massima apertura è nella parte  più anteriore del disco articolare;
  • Chiudendo la bocca la testa del condilo scorre indietro sul disco articolare ritornando verso la sua parte più posteriore nella situazione di partenza.
Alterazioni del sistema masticatorio.

Malocclusione: è la presenza di difetti di masticazione senza segni e/o sintomi. In presenza di segni o sintomi si parla di Mioartropatia del sistema masticatorio (MA): disturbo della masticazione che ha la sua origine nella muscolatura e/o nell’articolazione temporomandibolare (S. Palla 1998). Esistono molte altre classificazioni per i disturbi articolari, tra le quali ricordano disordine temporomandibolare. Oltre ai difetti di masticazione (tipici della malocclusione) ci sono segni e sintomi tipici: a.       Riduzione di apertura della bocca e/o movimenti asimmetrici tra parte destra e sinistra; b.      Dolore e/o affaticamento dei muscoli masticatori; c.       Dolore e/o rumore all’articolazione temporomandibolare. Possono essere presenti dolori atipici: 1.       Cefalee, dolori facciali, cervicali, della spalla; 2.       Sintomi auricolari (ipoacusia, ronzii auricolari, vertigini, acufeni); 3.       Talvolta difficoltà alla deglutizione. 4.       Nevralgie del trigemino; si devono escludere traumi, tumori, infezioni, sapendo comunque che la malocclusione è la causa più frequente; Si deve escludere la presenza di altre patologie: I.            Granuloma all’apice dentale (vedi figura); II.            Tumori; III.            Traumi; IV.            Infezioni; V.            Malattie reumatologiche come l’artrite reumatoide, psoriasica, ecc. possono essere confuse con l’artrosi dell’ATM, mentre si tratta di due situazioni ben distinte;

Classificazione dei disordini temporomandibolari

1.       Disturbi muscolari, di gran lunga i più frequenti (senza click). 2.       Disturbi articolari, quando DA è fuori posto, con click o locking . 3.       Disturbi misti, quando dolori muscolari sono presenti insieme al click. Età. La sintomatologia è più forte tra i 25 ed i 45 anni e poi tende a calare. Secondo alcuni questi dolori masticatori si trasmettono poi in sedi atipiche. Sesso. Le donne sono colpite circa il doppio rispetto agli uomini (soprattutto durante il periodo fecondo) e riferiscono dolori più forti e più duraturi. La causa è stata indicata in differenze ormonali, della modulazione centrale del dolore, ecc. Un aumento del dolore sembra colpire anche le donne che fanno uso di anticoncezionali. Traumi Attualmente si prendono in considerazione anche colpi frusta, traumi facciali, ecc. come possibili concause del dolore. Per complicare il tutto, non è detto che la causa sia una sola. Un trauma o un’estrazione dentale complicata, ad esempio, possono trasformare una malocclusione (asintomatica) preesistente in MA.   Muscoli del distretto cranio cervicale   Il click mandibolare   Come si vede illustrato in figura, il condilo mandibolare C è posto dietro al disco (in blu) ed è in rapporto direttamente con la fossa mandibolare. Quando durante l’apertura della bocca il condilo “cattura il disco”, si sente il click, a questo punto il disco è interposto tra condilo e fossetta mascellare. Durante la chiusura della bocca il condilo articolare “scorre” verso la parte posteriore del disco, fino a che “salta dietro”, è il click reciproco. 1.A bocca chiusa la testa del condilo mandibolare è posteriormente al disco, mentre nella situazione precedente (in normalità) il disco è sempre interposto tra testa del condilo e fossetta articolare mascellare. 2.Nell’apertura della bocca la testa del condilo ad un certo punto “salta” sul disco o “lo cattura” (situazione indicata dalla freccia gialla) e in quel momento si sente il click o scatto articolare. A questo punto il disco è interposto tra condilo e fossetta mascellare fino al momento in chiusura in cui l’articolazione “perde” il disco (click reciproco) rappresentato nella figura dalla freccia blu. 3.È importante sentire il momento in cui avviene la cattura (scatto o click) se precoce (la cattura avviene subito all’inizio dell’apertura della bocca), nella fase intermedia dell’apertura (click intermedio), o nelle fasi tardive (click tardivo). Queste situazioni sono correlate a ciò che si vede nella risonanza magnetica dell’articolazione temporo-mandibolare

Locking o blocco mandibolare: Il disco non è più compreso tra la testa del condilo e la fossa mascellare. Lo spazio a disposizione è occupato dal tessuto retrodiscale che risulta schiacciato. Lo spessore del disco articolare è maggiore dello spazio a disposizione, i legamenti retrodiscali cercano di riportare indietro il disco, ma non possono. Durante l’apertura della bocca la mandibola devia verso il lato bloccato.

Esami radiologici

  In radiografiavedendo  solo le parti ossee, si può valutare indirettamente:

  • Se i condili destro e sinistro (indicati con la C) sono simmetrici;
  • Se tra condilo mandibolare e fossa temporale c’è uno spazio sufficiente (indicato con la X) il disco è in sede. Se tale spazio è inferiore il disco articolare è dislocato, di solito anteriormente.

Non sono visibili direttamente:

  • Disco;
  • Cartilagini che ricoprono le superfici articolari e del disco;
  • Strutture muscolari e tendinee.

Con la risonanza magnetica nucleare si osserva direttamente il disco articolare e tutti i tessuti intorno all’articolazione. Esami meno usati sono l’artrografia (iniezione del mezzo di contrasto nell’articolazione), l’ecografia, la scintigrafia. Per la diagnosi di patologia dell’ATM l’esame clinico è di importanza fondamentale.Spesso il professionista per studiare la funzione si avvale di esami strumentali come assiografia, kinesiografia, elettromiografia, sonografia, ecc. dai quali trae importanti indicazioni.

Una diagnosi difficile.

Più frequentemente di quanto si creda i granulomi apicali sono di difficile diagnosi e possono sfuggire alla classica ortopantomografica dentale e dare problemi di diagnosi differenziale con le patologie gnatologiche. Solo esami radiologici particolari e/o un accurato esame clinico possono individuare questa situazione. Nella figura A si è ritagliato un pezzo di Panorex, un’ortopantomografia ad alta definizione acquisita secondo una metodica di ultima generazione detta a fascio conico o “cone beam”. Il dente indicato dalla freccia lascia dubbi sulla sua salute, nonostante l’elevata qualità delle immagini (comunque bidimensionali). Nella figura B in sezione diversa (TAC) dello stesso esame la diagnosi è molto più evidente.

Bite e terapia

Un’importante revisione degli studi sull’argomento afferma che:

  • Sappiamo poco sul bruxismo e sulle mioartropatie del sistema masticatorio (MA);
  • Terapie con bite diversi sono ugualmente efficaci; la maggioranza dei pazienti ottiene sollievo dei sintomi con una terapia non invasiva reversibile.

Consiglia pertanto di non fare, in caso di presenza di dolore, alcuna modifica permanente della masticazione, ortodonzia, molaggio selettivo (limare i denti per migliorare l’ingranaggio dentale), protesi ceramiche, chirurgia dell’articolazione temporomandibolare, ecc. La terapia proposta è aumentare la dimensione verticale con bite e successivamente quando non sono più presenti dolori vedere “allungare i denti” su google: a.      Bite,   b.       Terapia medica multidisciplinare come quella utilizzata per il dolore in altri distretti muscolo-scheletrici (lombalgia, cervicalgia, gonalgia, ecc.) che coinvolga il paziente nella terapia. Manovre di stretching del cavo orale usate da molto tempo, che mostrano buoni risultati, andrebbero eseguite più frequentemente. Anche l’uso di farmaci diversi da caso a caso, usati per periodi limitati di tempo, può talvolta essere importante. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9151272 Per approfondire leggere un articolo sullo stretching mandibolare http://www.danieletonlorenzi.it/atm/stretching-mandibolare-contro-il-dolore-e-wellness-benessere-in-odontoiatria/ dove si descrive lo “spring device”. Studi del 2006 ci dicono che spesso è presente allodinia (viene percepito come doloroso uno stimolo innocuo) e iperalgesia (riduzione della soglia del dolore) per la stimolazione cutanea anche in luoghi non colpiti direttamente dal dolore.m L’ipersensibilità generalizzata associata con FM include sensitizzazione centrale http://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/2274-memoria-bite-dolore-nuove-prospettive-terapeutiche.html e una disfunzione dei meccanismi che sono alla base del sistema dello stress cioé l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) con aumento del cortisolo. L’attivazione cronica del sistema simpatico sensibilizza indirettamente nocicettori periferici e imposta un circolo vizioso.                                                                                                                                                                              Vierck Cj Jr Mechanisms underlying development of spatially distributed chronic pain (fibromyalgia). Pain 2006 Oct

Questo articolo evidenzia le correlazioni tra fibromialgia e disordine temporomandibolare, questa correlazione è evidenziata da diversi lavori scientifici. Es. Fricton JR. The relationship of temporomandibular disorders and fibromyalgia: implications for diagnosis and treatment. Curr Pain Headache Rep. 2004

Alterazioni dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) con aumento del cortisolo sono in comune tra disordine temporomandibolare, sindrome fibromialgica e sindrome da fatica cronica. Su questo argomento ci sono numerose pubblicazioni. Per altre informazioni chiedere a drtonlorenzi@gmail.com  

Considerazioni personali

Allungando i muscoli dell’articolazione temporomandibolare si fa stretching, anche con il bite alto fa fare (per un tempo più lungo stretching). Se è presente un blocco articolare è evidente che non guarirà subito, ma ritornerà il click (ottimo di prognosi favorevole). Tutte le volte che da un blocco articolare si tornerà al click si sarà fatto un passo avanti per la normalizzazione. Ugualmente la guarigione di un click tardivo avverrà passando da uno intermedio e precoce.


APPROFONDIMENTI ANATOMICI

Articolazione temporo-mandibolare è rivestita da una capsula articolare.
E' l’unica articolazione mobile della testa. E' una condiloartrosi, cioé
un tipo di articolazione mobile (diartrosi) in cui le superfici articolari sono da un lato
una sporgenza detta condilo della mandibola, dall'altro una cavità nell'osso
temporale detta glenoide, è interposto un disco fibroso.
I movimenti di queste articolazioni sono la flessione e l'estensione, l'abduzione e l'adduzione,
la circumduzione ed per la complessità dei movimenti e la ricchezza dell'innervazione quella
di gran lunga più complessa del corpo umano.
Le sue correlazioni con cefalea tensiva ed emicrania non sono ancora del tutto ben comprese.

Correlazione tra articolazione temporo mandibolare ed orecchio medio

Superiormente l’osso temporale presenta una “Cavità glenoidea” è normalmente delimitata anteriormente dal tubercolo articolare e posteriormente dalla porzione timpanica. Tra le due parti c’è l’incisura semilunare La parte anteriore fa parte della rocca petrosa del temporale, la parte timpanica posteriore costituisce la faccia anteriore del meato acustico esterno. Queste due zone sono unite dalla fessura scamotimpanica che si continua nella fessura petrotimpanica e poi nel canale del Civinini.   Il ligamento anteriore mediale prosegue dal ligamento sfenomandibolare, scorre inserendosi nelle pareti del canale del Civinini e si inserisce sul martello (un ossicino dell’udito) nell’orecchio medio. Il legamento discomalleolare (DML) si attacca al processo anteriore e al collo del martello e passando attraverso il canale del Civinini si unisce ai tessuti retrodiscali. Un plesso venoso molto ricco è in corrispondenza della parte posteriore della capsula (plesso venoso retrodiscale) per eguagliare la pressione nei tessuti attraverso un meccanismo di svuotamento e riempimento che si verifica mentre il condilo si sposta in avanti e indietro durante la masticazione. La dislocazione posteriore del condilo induce iperemia del plesso. per completare le correlazioni tra articolazione temporomandibolare ed orecchio medio si segnala anche che  il Canale del Civinini  offre una via di collegamento tra i piccoli vasi venosi dalla regione anteriore dell’orecchio medio e il plesso venoso retrodiscale illustrato nella figura precedente. PES muscolo pterigoideo esterno; PEI muscolo pterigoideo interno; C condilo; SAS spazio articolare superiore; SAI spazio articolare inferiore; LMM ligamento malleolo mandibolare; LSM ligamento sfeno malleolare; M martello; I incudine; GV ginocchio vascolare zona retrodiscale dove scorrono i vasi sanguigni. MT membrana timpanica.   La parete posteriore della cavità glenoidea è anche lo strato osseo anteriore della cavità timpanica che si trova nell’orecchio medio. Questo strato è frequentemente sottile come pergamena che spesso presenta soluzioni di continuo della parete ossea. Il tessuto retrodiscale sottoposto a compressione tende alla fibrosi, alterando la sua dinamica tensivo-elastica, L’irrigidimento dell’elasticità tissutale del tessuto retrodiscale può influenzare la dinamica del sistema degli ossicini dell’udito.

Conseguenze cliniche

L’ATM soffre le posizioni mandibolari o i suoi movimenti che spingano posteriormente il disco determinando una compressione del tessuto retrodiscale. “QUALSIASI PRECONTATTO O INTERFERENZA CHE DETERMINI LA POSTERIORIZZAZIONE STATICA O DINAMICA DI UN CONDILO, TENDE A INDURRE UNA MASTICAZIONE PREVALENTE SUL LATO OPPOSTO“   Nel paragrafo della correlazione tra articolazione temporo mandibolare ed orecchio medio si sono usate immagini tratte dal 67° Congresso Nazionale della Società di Anatomia ed Istologia Brescia 2013 PORZIONE RETRODISCALE DELL’ ATM: COLLEGAMENTI CON LA CAVITA’ TIMPANICA Dr. Andrea Papini Dr. Massimo Galli

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